Questi tre anni trascorsi ad aiutare le vittime
I risultati del legame tra l’associazione Mediatori insieme, la Fondazione e il Banco di Sardegna
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SASSARI. «La Rete Dafne ha iniziato la sua attività annunciandolo tre anni fa, in questi giorni e in questa sala. Noi eravamo insieme a loro e continuiamo ad esserlo con grande convinzione». Così il padrone di casa, il Direttore Generale della Fondazione di Sardegna Carlo Mannoni, che ha presentato l’iniziativa SoStanza, ribadendo il legame strettissimo tra la Rete e la Fondazione.
Legame ancora più importante dopo l’annuncio del progetto dedicato a Dafne dal Banco di Sardegna, che ha aggiunto alla sua offerta una nuova carta prepagata di ultima generazione, senza costi di emissione "BdS in Rosa" con retrocessioni di commissioni a favore di Rete Dafne: in questo modo, chi utilizzerà la carta potrà dare un sostegno concreto a questa iniziativa.
«La Rete Dafne è il perfetto esempio di un sistema – ha sottolineato il dg del Banco Cuccurese – che la pandemia ci ha insegnato essere la soluzione a tutta una serie di problematiche complesse. Quando ognuno ha fatto il suo e lo ha messo a disposizione di tutti quello che ha fatto le cose hanno funzionato. Ci troviamo nel giusto posto dove vogliamo e dobbiamo essere. I valori di Dafne sono i nostri valori, come Banca dei sardi che si deve occupare nel sociale in tutte le sue forme. E questa è una forma importante». «Abbiamo pensato a questa prepagata BdS in Rosa – ha continuato Cuccurese – non perché sia politically correct, ma per confermare l’attenzione che da sempre il Banco ha rivolto nel genere femminile: 52% dipendenti donne, 41% direttori donne, 40% dirigenti donne, ed è così da sempre, anche per la forza e l’importanza che le donne sarde hanno sempre avuto nella società. A loro questa iniziativa è rivolta, e chiunque vi aderirà potrà aiutare la rete Dafne e il suo concreto sostegno alle vittime di reati, che per l’80% sono donne».
Parole confermate dai numeri illustrati dalla Rete Dafne: Dal 2019 a oggi sono stati 336 gli accessi, di questi 256 donne e 80 uomini. La maggior parte di loro, 208, è stata vittima di maltrattamenti in famiglia, 43 ha subito bullismo e cyberbullismo, 29 stalking, 23 violenza sessuale, 17 altri tipi di reati.
Legame ancora più importante dopo l’annuncio del progetto dedicato a Dafne dal Banco di Sardegna, che ha aggiunto alla sua offerta una nuova carta prepagata di ultima generazione, senza costi di emissione "BdS in Rosa" con retrocessioni di commissioni a favore di Rete Dafne: in questo modo, chi utilizzerà la carta potrà dare un sostegno concreto a questa iniziativa.
«La Rete Dafne è il perfetto esempio di un sistema – ha sottolineato il dg del Banco Cuccurese – che la pandemia ci ha insegnato essere la soluzione a tutta una serie di problematiche complesse. Quando ognuno ha fatto il suo e lo ha messo a disposizione di tutti quello che ha fatto le cose hanno funzionato. Ci troviamo nel giusto posto dove vogliamo e dobbiamo essere. I valori di Dafne sono i nostri valori, come Banca dei sardi che si deve occupare nel sociale in tutte le sue forme. E questa è una forma importante». «Abbiamo pensato a questa prepagata BdS in Rosa – ha continuato Cuccurese – non perché sia politically correct, ma per confermare l’attenzione che da sempre il Banco ha rivolto nel genere femminile: 52% dipendenti donne, 41% direttori donne, 40% dirigenti donne, ed è così da sempre, anche per la forza e l’importanza che le donne sarde hanno sempre avuto nella società. A loro questa iniziativa è rivolta, e chiunque vi aderirà potrà aiutare la rete Dafne e il suo concreto sostegno alle vittime di reati, che per l’80% sono donne».
Parole confermate dai numeri illustrati dalla Rete Dafne: Dal 2019 a oggi sono stati 336 gli accessi, di questi 256 donne e 80 uomini. La maggior parte di loro, 208, è stata vittima di maltrattamenti in famiglia, 43 ha subito bullismo e cyberbullismo, 29 stalking, 23 violenza sessuale, 17 altri tipi di reati.
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