La Nuova Sardegna

lo scontro giudiziario 

Ricorsi al Tar, rinvio al 3 novembre

Ricorsi al Tar, rinvio al 3 novembre

Forza Italia: «Il governo difenda i diritti dei sardi davanti alla Ue»

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CAGLIARI. L’udienza è stata rinviata al 3 novembre. Solo allora il Tar deciderà sulla diatriba che da settimane s’è innescata fra la Regione, Volotea e Ita sulla continuità territoriale aerea fino al 14 maggio 2022. È risaputo che, alla fine, a vincere il bando sia stata la low cost spagnola, ma i suoi avvocati sono convinti che non doveva essere esclusa dalla prima gara e quindi avrebbe dovuto vincere sin dal 29 settembre e non una decina di giorni dopo, com’è poi accaduto in occasione della “seconda chiamata”. Nonostante il rinvio dell’udienza, sollecitata dagli avvocati delle parti in causa, una novità c’è comunque. In questo processo s’è inserita anche Ita, la compagnia di bandiera esclusa anche lei dalla prima gara e poi sconfitta da Volotea nella seconda. Come «controinteressata» – è questa la definizione tecnico giuridica – Ita ha presentato una sua memoria. Il motivo di questa mossa è evidente: qualunque decisione sul primo bando potrebbe avere più di un effetto a cascata su tutta la gara. Perché, non va dimenticato, a sua volta Ita ha ricorso al Tar per essere stata anche lei esclusa dal bando iniziale e poi contesta le modalità scelte dall’assessorato ai trasporti nella seconda convocazione delle compagnie aeree. A questo punto, ma è solo un’ipotesi, il 3 novembre in camera di consiglio i giudici del Tar potrebbero decidere su entrambi i ricorsi, quello presentato da Volotea e l’altro di Ita.

Le questioni in ballo. Per la compagnia spagnola il tutto ruota intorno ai quattro milioni che risparmierebbe nel caso fosse riammessa alla prima gara. Perché, nella seconda, s’è accontentata di una compensazione ancora più bassa: 21 milioni contro gli iniziali 25. Per Ita, invece, l’obiettivo dichiarato è l’azzeramento integrale della seconda gara e il che vorrebbe dire far ripartire la procedura da zero.

In Parlamento. A presentare un’interrogazione sulla vertenza continuità territoriale sono stati i deputati Ugo Cappellacci e Pietro Pittalis di Forza Italia. «Con una procedura d’emergenza – si legge – la Regione è riuscita a garantire il servizio fino a maggio. Ma da oggi in poi chiediamo al Governo di difendere i diritti dei sardi davanti all’Europa, respingendo al mittente le resistenze di Bruxelles. Per una volta è l’Italia che deve dire ai burocrati europei “ce lo chiede la Sardegna”, richiamandoli soprattutto al rispetto delle loro stesse regole». Perché – proseguono– è il regolamento europeo del 2008 a recitare «gli oneri di servizio sono ammessi quando la rotta è essenziale per lo sviluppo economico e sociale della Regione interessata ed è proprio il caso della Sardegna».

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