La Nuova Sardegna

Raffreddore da green pass boom di certificati medici

di Claudio Zoccheddu
Raffreddore da green pass boom di certificati medici

Da metà ottobre più che raddoppiati i lavoratori rimasti a casa per malattia

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SASSARI. Se fosse un caso, sarebbe perlomeno singolare. Ma se il clamoroso incremento dei certificati di malattia proprio a cavallo dell’entrata in vigore del green pass come strumento obbligatorio per l’accesso ai luoghi di lavoro non fosse figlio della casualità, allora potrebbe sorgere qualche problema in più. La fredda spiegazione numerica non lascia scampo ai sostenitori della coincidenza, anche nel periodo in cui i raffreddori germogliano come i semi a bagno: venerdì 8 ottobre, secondo i dati dell’Inps, i lavoratori sardi in malattia erano 1.291. Appena dieci giorni, e cioè lunedì 18 ottobre, il numero era più che raddoppiato, attestandosi sulle 3.060 certificazioni di malattia. Sono dunque 1.769 i “malati” in più certificati negli ultimi dieci giorni. E la Sardegna non è un caso isolato. Come scrive il Corriere della Sera, i certificati per malattia presentati dai lavoratori, pubblici e privati, sono cresciuti e continuano a farlo: venerdì 8 ottobre erano 76.836, lunedì 11 ottobre erano 165.061 mentre lunedì 18 ottobre erano arrivati a 192.174.

Malattia salva stipendio. Prendendo per buona l’impennata di malattie immaginarie generate più dall’obbligo di green pass che dal classico colpo d’aria autunnale, tutto sarebbe riconducibile al tentativo di dribblare una norma che incide pesantemente sullo stipendio: per le aziende i “no vax” o i “no green pass” vengono considerati assenti ingiustificati e dunque sospesi dal lavoro e della retribuzione. Perdono inoltre i contributi assistenziali e previdenziali, con ripercussioni immediate anche sul Tfr. Al contrario, incappando in un raffreddore “tattico” e riuscendo ad ottenere un certificato medico, stipendio, previdenza e Tfr restano intoccabili. Perlomeno per i giorni di malattia.

Controlli impossibili. A far dormire sonni tranquilli agli ipotetici malati immaginari senza pass ci pensa la situazione dei medici legali attualmente in servizio, in Sardegna ma anche nel resto dello Stivale. Nell’isola, i medici legali al lavoro sarebbero appena 8. Immaginare un controllo diffuso sui 3.060 certificati di malattia è una fantasia irrealizzabile. Anche se molti dei 1300 medici che lavorano per l’Inps “in convenzione” fossero sparpagliati per l’isola a caccia di certificati da controllare. Inoltre, molti di questi certificati coprono periodi molto brevi, secondo i sostenitori della finta malattia giusto il tempo di limitare ad uno il tampone necessario per poter ricevere il green pass da 48 ore e concludere la settimana lavorativa.

I medici di famiglia. L’allarme rosso non è suonato negli ambulatori, almeno per il momento. I medici di famiglia non hanno rilevato le stesse anomalie segnalate dall’Inps: «Nessun allarme, per adesso – spiega Umberto Nevisco, segretario regionale della Fimmg –. C’è stato un aumento dei quadri da raffreddamento, tipico di questo periodo, ma in questo caso non si tratta di certificati lunghi». Nevisco, poi, aggiunge: «I medici di famiglia non regalano i certificati e sanno se i pazienti sono vaccinati oppure no».

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