Chessa non si pente: «Il click day scelta giusta»

La Regione ricorre al Consiglio di Stato per la delibera bocciata dal Tar:  «Ormai per il 2021 il bando non si farà più: non ci sono i tempi tecnici»  

SASSARI. L’ultima parola sul click day spetta al Consiglio di Stato, cui la Regione ricorre dopo che i giudici del Tar hanno accolto il ricorso di 9 associazioni culturali capitanate da Time in Jazz. Sono alcune di quelle rimaste tagliate fuori dall’assegnazione dei contributi per il cartellone cultura e spettacolo degli eventi di grande interesse turistico del 2020: nella spietata procedura a sportello in circa 3 secondi erano stati esauriti tutti i 750mila euro stanziati, senza selezione. Contavano la velocità e la fortuna, non la bontà del progetto. Ed eventi di sicuro richiamo e con una storia alle spalle come quello di Paolo Fresu, oppure Musica sulle Bocche, Creuza de Ma’ e La Valigia dell’attore erano rimasti a bocca asciutta e avevano deciso di ricorrere. Il Tar dà loro ragione: si torni alla delibera originaria.

«Nei giorni scorsi gli uffici legali della Regione hanno proposto entro i termini previsti ricorso al Consiglio di Stato e ora è tutto fermo in attesa che questo si esprima – spiega l’assessore al turismo Gianni Chessa – I legali, che non si aspettavano una decisione come quella del Tar – sono molto fiduciosi. Io canto comunque vittoria perché il Tar si richiama alla prima delibera, a dimostrazione era fatta bene e conteneva i criteri della promozione propri della legge 7». Chessa, come un roccioso stopper vecchia maniera, non tira indietro la gamba sulle sue convinzioni, attribuendo la colpa alle associazioni che hanno fatto rallentare la procedura del bando, costringendolo a rimodulare la delibera prevedendo il click day. E questa volta senza più tenere fede allo scopo della legge 7/1955, per cui il 50% del contributo deva andare in promozione turistica.

«Ho accolto tutte le istanze delle associazioni – dice – ma questo ha fatto slittare i tempi dal 2 settembre (data entro cui doveva essere pubblicato il bando) a ottobre. A quel punto gli uffici mi hanno messo davanti a una scelta: assessore, o facciamo il click day o perdiamo 8 milioni». E proprio questo riferimento al ruolo dei dirigenti creò le maggiori polemiche, così come le accuse ai ricorrenti, che Chessa conferma: «Forse inconsapevolmente hanno creato un danno a tutti, perché il Tar ha sospeso l’erogazione ai 33 beneficiari, tre dei quali avevano già preso i soldi e purtroppo li devono restituire. Chi ha agito così lo ha fatto forse per un “mal di pancia politico”, ma l’obiettivo non lo ha raggiunto: non ha colpito né Regione né centrodestra, ma tutte le associazioni, e questo mi dispiace. Senza il Tar avremmo fatto scorrere le graduatorie, arrivando a premiare almeno 65 associazioni, tra le quali almeno 5-6 delle ricorrenti. C’era un impegno politico in questo senso».

E il guaio è che per il 2021 il bando non si fa: «Mancano i tempi tecnici per tutti i passaggi utili a ottenere la copertura finanziaria (ma questo vale anche per altri bandi) e le risorse vanno impiegate entro il 14 dicembre. Se ci fosse Mandrake non ci riuscirebbe nemmeno lui, è materialmente impossibile. Pur di erogare i soldi rifarei il click day, ma nemmeno in quel modo sarebbe fattibile. Ormai lavoriamo per il bando 2022 e ci impegniamo a vararlo per gennaio in modo che ci sia un ampio margine». Insomma ancora una brutta notizia per le associazioni e l’indotto che gli eventi creano in termini turistici e quindi economici. E il malumore tra gli interessati, molti dei quali hanno già anticipato le spese, è alle stelle.
 

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