L’attacco di Oppi sulla sanità trova alleati in maggioranza
Mula (Psd’Az): «Al di là dei toni si pone un problema reale: il sistema è al collasso» Peru (Udc-Cambiamo): «Investire su nuovi ospedali». Cera (FI): «Riforma ferma»
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Parole pesanti quelle usate da Giorgio Oppi in consiglio regionale. Parole durissime perchè rivolte dai banchi della maggioranza all’assessore di una giunta amica. C’è un problema di coalizione? E quanto è sanabile la divergenza (ammesso che lo sia)? Il giorno dopo l’invito a Mario Nieddu, numero uno della Sanità in Sardegna a “mostrare gli attributi” a scendere in campo sono “pompieri”. Per Franco Mula (Psd’Az): «E’ vero che alcune cose dovremmo chiarirle dentro casa, ma capisco l’esasperazione del collega, espressa forse in maniera forte, per un problema reale. È pur vero che in questi giorni ci si è trovati a dover affrontare una situazione drammatica. È vero che sono andate in pensione 3.384 camici bianchi tra medici, infermieri e ooss che non sono mai stati sostituiti. È vero anche che il sistema è al collasso, e qualcosa in più si potrebbe fare».
«Lo sfogo di Oppi può sembrare esagerato – continua Mula – ma lo comprendo e ne vorrei cogliere il senso propositivo: vediamo cosa si può fare, che correttivi si possono mettere in essere subito. Errori ne sono stati fatti, ma lo sfogo di Oppi deve essere uno stimolo per tutti perché qualcosa bisogna fare. Aggiungo che la situazione di Nuoro è più grave rispetto a quella di altri territori e di certo non staremo a guardare».
Anche per Antonello Peru, (Udc-Cambiamo) lo “sfogo” del suo capogruppo non deve essere inteso come una frattura nella maggiornaza che sostiene la giunta Solinas ma come un tentativo di guardare avanti, di accelerare un processo cominciato tre anni fa. «Oppi ha fatto un’analisi di quello che sta succedendo e ha usato termini, diciamo così, coloriti. Si è rivolto all’assessore ma credo che sia chiaro a tutti che le colpe delle situazioni che si stanno vivendo nell’ospedale di Nuoro e di Oristano e nella medicina di base non sono di Nieddu. Sono vecchie eredità che bisogna avere la forza di affrontare una volta per tutte».
Per Peru «Abbiamo un’occasione straordinaria per riformare l’intero sistema dell’assistenza e non possiamo farcela scappare. Il recovery stanzia cifre importanti per l’isola ma noi dobbiamo farci trovare pronti». Non è così? «Tre anni fa, quando si è insediata questa giunta, eravamo tutti d’accordo sul fatto che bisognasse investire su nuovi ospedali di eccellenza a Cagliari e Sassari e puntare su una rete territoriale complementare ai due grandi hub. Oggi abbiamo i soldi e l’opportunità, forse unica, di voltare pagina».
«L’invito di Giorgio Oppi a “mostrare gli attributi” andava proprio in questa direzione. Abbiamo approvato un riforma che ridà centralità - anche organizativa - ai territori, adesso bisogna portarla avanti. E bisogna fare in fretta se vogliamo gestire i progetti del Pnrr invece di subirli».
Sulla chirurgia del San Francesco e i problemi di Oristano Peru è tranchant: «Abbiamo messo una pezza ed era giusto fare così, ma bisogna avere l’onestà di dire che è una pezza e che il problema non è risolto».
«Oppi porta avanti una battaglia che condividiamo - dice Emanuele Cera di Forza Italia, partito che compone l’intergruppo insieme a Riformatori e Udc -. La situazione che abbiamo trovato non ha messo l’amministrazione in condizione di continuare a gestire la sanità. Aver rivisitato i bilanci senza programmare la prospettiva ci ha messo in questa condizione. Poi aggiungiamo la pandemia e la frittata è fatta».
La situazione è grave, questo è innegabile: «Non si riesce a dare risposte. Ci troviamo in un momento di straordinaria necessità e bisogna affrontarlo con provvedimenti straordinari. Non si può fare finta di nulla e chi dice che va tutto bene sta mentendo. Però i medici non li trovi da un momento all'altro. La riforma è ferma, bisogna darle attuazione. Se non ci riusciremo sarà difficile: abbiamo vinto le elezioni sulla sanità, ma ancora non siamo riusciti a dare risposte. Oristano e Nuoro hanno necessità di un riequilibrio. Giorgio Oppi è critico a ragion veduta, lo siamo anche noi, i suoi rilievi li abbiamo condivisi come intergruppo. Dopo l’approvazione della legge omnibus sarà necessaria una rivisitazione delle deleghe per avere maggiore spinta e attenzione particolare ai grossi problemi».
«Lo sfogo di Oppi può sembrare esagerato – continua Mula – ma lo comprendo e ne vorrei cogliere il senso propositivo: vediamo cosa si può fare, che correttivi si possono mettere in essere subito. Errori ne sono stati fatti, ma lo sfogo di Oppi deve essere uno stimolo per tutti perché qualcosa bisogna fare. Aggiungo che la situazione di Nuoro è più grave rispetto a quella di altri territori e di certo non staremo a guardare».
Anche per Antonello Peru, (Udc-Cambiamo) lo “sfogo” del suo capogruppo non deve essere inteso come una frattura nella maggiornaza che sostiene la giunta Solinas ma come un tentativo di guardare avanti, di accelerare un processo cominciato tre anni fa. «Oppi ha fatto un’analisi di quello che sta succedendo e ha usato termini, diciamo così, coloriti. Si è rivolto all’assessore ma credo che sia chiaro a tutti che le colpe delle situazioni che si stanno vivendo nell’ospedale di Nuoro e di Oristano e nella medicina di base non sono di Nieddu. Sono vecchie eredità che bisogna avere la forza di affrontare una volta per tutte».
Per Peru «Abbiamo un’occasione straordinaria per riformare l’intero sistema dell’assistenza e non possiamo farcela scappare. Il recovery stanzia cifre importanti per l’isola ma noi dobbiamo farci trovare pronti». Non è così? «Tre anni fa, quando si è insediata questa giunta, eravamo tutti d’accordo sul fatto che bisognasse investire su nuovi ospedali di eccellenza a Cagliari e Sassari e puntare su una rete territoriale complementare ai due grandi hub. Oggi abbiamo i soldi e l’opportunità, forse unica, di voltare pagina».
«L’invito di Giorgio Oppi a “mostrare gli attributi” andava proprio in questa direzione. Abbiamo approvato un riforma che ridà centralità - anche organizativa - ai territori, adesso bisogna portarla avanti. E bisogna fare in fretta se vogliamo gestire i progetti del Pnrr invece di subirli».
Sulla chirurgia del San Francesco e i problemi di Oristano Peru è tranchant: «Abbiamo messo una pezza ed era giusto fare così, ma bisogna avere l’onestà di dire che è una pezza e che il problema non è risolto».
«Oppi porta avanti una battaglia che condividiamo - dice Emanuele Cera di Forza Italia, partito che compone l’intergruppo insieme a Riformatori e Udc -. La situazione che abbiamo trovato non ha messo l’amministrazione in condizione di continuare a gestire la sanità. Aver rivisitato i bilanci senza programmare la prospettiva ci ha messo in questa condizione. Poi aggiungiamo la pandemia e la frittata è fatta».
La situazione è grave, questo è innegabile: «Non si riesce a dare risposte. Ci troviamo in un momento di straordinaria necessità e bisogna affrontarlo con provvedimenti straordinari. Non si può fare finta di nulla e chi dice che va tutto bene sta mentendo. Però i medici non li trovi da un momento all'altro. La riforma è ferma, bisogna darle attuazione. Se non ci riusciremo sarà difficile: abbiamo vinto le elezioni sulla sanità, ma ancora non siamo riusciti a dare risposte. Oristano e Nuoro hanno necessità di un riequilibrio. Giorgio Oppi è critico a ragion veduta, lo siamo anche noi, i suoi rilievi li abbiamo condivisi come intergruppo. Dopo l’approvazione della legge omnibus sarà necessaria una rivisitazione delle deleghe per avere maggiore spinta e attenzione particolare ai grossi problemi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
