«Non hanno fatto nulla e se ne rendono conto»
di Roberto Petretto
Ganau (Pd) sulle liti in maggioranza: non possono più dare colpe a chi c’era prima
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SASSARI. Sui banchi dell’opposizione li si potrebbe immaginare sprofondati in poltrona, armati di secchiello di pocorn, assorti a guardare le liti tra gli avversari politici . Si potrebbe, se non fosse che lo scontro in maggioranza, in queste settimane, riguarda argomenti delicati, che spesso hanno a che fare con i drammi delle persone. Lo scontro è sulla sanità e con la salute non si scherza. Gianfranco Ganau ha un doppio punto di osservazione: quello di consigliere regionale, capogruppo del maggiore partito d’opposizione, il Pd, e quello di medico. In questi giorni in cui Giorgio Oppi, uno dei leader più ascoltati della maggioranza, dice in aula che nessuna Assl sarda funziona e che l’assessore alla Sanità dovrebbe «tirare fuori le palle», Ganau osserva: «Che la situazione della sanità in Sardegna sia drammatica è sotto occhi di tutti. Che la maggioranza non abbia fatto nulla per attenuare questa situazione è altrettanto evidente. Al di là dell’emergenza Covid che ha nascosto le carenze, si è fatta una riforma che avrebbe dovuto riavvicinare la sanità ai territori, partendo però da un fatto gestionale piuttosto che da una riorganizzazione del sistema. E questa sarebbe la vera carenza di una riforma che però è comunque ferma».
Per quale motivo? «Siamo all'interno di dinamiche di potere e di rapporti di forza all’interno della maggioranza. Credo che questo non aiuti a dare una soluzione ai problemi dei cittadini. Problemi legati alla disorganizzazione del sistema, alla mancata risposta a emergenze denunciate e note. Pur con tutte le difficoltà che vanno riconosciute, non c'è stata una buona tempistica nelle risposte. E soprattutto manca una visione strategica complessiva nella gestione della sanità, innanzitutto quella territoriale».
La riforma varata dalla Giunta Solinas punterebbe proprio a questo: avvicinare la sanità ai territori: «Se non diamo risposte ai territori si scarica un sovraflusso sugli ospedali. L’assessore dice che ha pronto un piano riorganizzazione: lo attendiamo. Però preoccupa che si faccia riferimento solo alle Case della salute, senza specificare con quali modalità verranno utilizzate, quasi fosse solo un problema di edilizia sanitaria e non di organizzazione dei servizi da erogare».
C’è invece, soprattutto, un grosso problema di organici, di cui proprio in questi giorni si sta discutendo con la legge Omnibus: «Sì, e preoccupa la visione che sta emergendo perché anziché attivare procedure per dare risposte alle carenze di personale con i concorsi, quindi stabilizzando il personale, si provvede con una proroga di altri due anni per l’utilizzo del precariato tramite gli interinali». L’opposizione che ha fatto per impedirlo? «Abbiamo provato a contrastare questa volontà di agevolare figure note, conosciute - dice Ganau -. E poi preoccupa il tentativo di cancellare il dipartimento di psicologia di prossimità che era una risposta a un’esigenza forte che il Covid ha persino ampliato».
Quando si muovono rilievi alla giunta e alla maggioranza sui problemi della sanità, la risposta è sempre la stessa: «Abbiamo ereditato una situazione disastrosa». Come risponde l’opposizione? «La risposta è semplice: sono passati tre anni e la situazione è peggiorata. Al di là delle colpe delle gestioni precedenti, manca una risposta in positivo da parte di questa maggioranza. Tre anni fa era possibile dare la colpa ai predecessori, ora non si può più».
Nella maggioranza affiorano tensioni: «Il malumore c'è di sicuro. Anche la maggioranza si rende conto che non stanno dando risposte. Si trovano di fronte una sorta di insurrezione popolare quindi nella coalizione il malcontento è reale. Per di più viene amplificato da altri fattori: c’è un imminente rimpasto in giunta e ci sono diversi posti da spartire. Questo aumenta il nervosismo».
Ma l’opposizione che ricetta propone? «Bisogna fare i concorsi il più rapidamente possibile, in tutti i campi. Poi creare un sistema di incentivi per le zone meno ambite: questo in parte si sta facendo con un provvedimento all'interno della legge Omnibus. Attraverso il Pnrr prevedere una riorganizzazione complessiva del sistema sanitario, assicurando risposte diffuse sui territori, in modo da non avere più zone desertificate da punto di vista sanitario e altre che hanno che hanno delle eccellenze. Il sistema di Case della salute può funzionare, ma con le figure che devono esserci».
Il consigliere di Udc-Cambiamo, Antonello Peru, ha rilanciato la necessità di avere nuovi ospedali a Sassari e Cagliari: «Condivido. C’era un progetto per l’estensione delle strutture esistenti che non condividevamo. Riteniamo invece che a Sassari serve una nuova struttura, moderna, da realizzare all'interno di aree pubbliche già individuabili nel Puc».
E sul numero chiuso per la facoltà di medicina? Anche qui, da amministratore e medico, Ganau non ha dubbi: «Va superata la preselezione.La vera selezione deve essere fatta sul merito, all'interno dei corsi di laurea. È una battaglia che rivendico, della cui bontà sono assolutamente convinto».
Per quale motivo? «Siamo all'interno di dinamiche di potere e di rapporti di forza all’interno della maggioranza. Credo che questo non aiuti a dare una soluzione ai problemi dei cittadini. Problemi legati alla disorganizzazione del sistema, alla mancata risposta a emergenze denunciate e note. Pur con tutte le difficoltà che vanno riconosciute, non c'è stata una buona tempistica nelle risposte. E soprattutto manca una visione strategica complessiva nella gestione della sanità, innanzitutto quella territoriale».
La riforma varata dalla Giunta Solinas punterebbe proprio a questo: avvicinare la sanità ai territori: «Se non diamo risposte ai territori si scarica un sovraflusso sugli ospedali. L’assessore dice che ha pronto un piano riorganizzazione: lo attendiamo. Però preoccupa che si faccia riferimento solo alle Case della salute, senza specificare con quali modalità verranno utilizzate, quasi fosse solo un problema di edilizia sanitaria e non di organizzazione dei servizi da erogare».
C’è invece, soprattutto, un grosso problema di organici, di cui proprio in questi giorni si sta discutendo con la legge Omnibus: «Sì, e preoccupa la visione che sta emergendo perché anziché attivare procedure per dare risposte alle carenze di personale con i concorsi, quindi stabilizzando il personale, si provvede con una proroga di altri due anni per l’utilizzo del precariato tramite gli interinali». L’opposizione che ha fatto per impedirlo? «Abbiamo provato a contrastare questa volontà di agevolare figure note, conosciute - dice Ganau -. E poi preoccupa il tentativo di cancellare il dipartimento di psicologia di prossimità che era una risposta a un’esigenza forte che il Covid ha persino ampliato».
Quando si muovono rilievi alla giunta e alla maggioranza sui problemi della sanità, la risposta è sempre la stessa: «Abbiamo ereditato una situazione disastrosa». Come risponde l’opposizione? «La risposta è semplice: sono passati tre anni e la situazione è peggiorata. Al di là delle colpe delle gestioni precedenti, manca una risposta in positivo da parte di questa maggioranza. Tre anni fa era possibile dare la colpa ai predecessori, ora non si può più».
Nella maggioranza affiorano tensioni: «Il malumore c'è di sicuro. Anche la maggioranza si rende conto che non stanno dando risposte. Si trovano di fronte una sorta di insurrezione popolare quindi nella coalizione il malcontento è reale. Per di più viene amplificato da altri fattori: c’è un imminente rimpasto in giunta e ci sono diversi posti da spartire. Questo aumenta il nervosismo».
Ma l’opposizione che ricetta propone? «Bisogna fare i concorsi il più rapidamente possibile, in tutti i campi. Poi creare un sistema di incentivi per le zone meno ambite: questo in parte si sta facendo con un provvedimento all'interno della legge Omnibus. Attraverso il Pnrr prevedere una riorganizzazione complessiva del sistema sanitario, assicurando risposte diffuse sui territori, in modo da non avere più zone desertificate da punto di vista sanitario e altre che hanno che hanno delle eccellenze. Il sistema di Case della salute può funzionare, ma con le figure che devono esserci».
Il consigliere di Udc-Cambiamo, Antonello Peru, ha rilanciato la necessità di avere nuovi ospedali a Sassari e Cagliari: «Condivido. C’era un progetto per l’estensione delle strutture esistenti che non condividevamo. Riteniamo invece che a Sassari serve una nuova struttura, moderna, da realizzare all'interno di aree pubbliche già individuabili nel Puc».
E sul numero chiuso per la facoltà di medicina? Anche qui, da amministratore e medico, Ganau non ha dubbi: «Va superata la preselezione.La vera selezione deve essere fatta sul merito, all'interno dei corsi di laurea. È una battaglia che rivendico, della cui bontà sono assolutamente convinto».
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