E c’è chi si rovina a causa del gioco
La ludopatia causa molte situazioni di difficoltà: accordo con il Serd per il recupero
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SASSARI. Marito e moglie, vicini alla pensione, buon tenore di vita. A un certo punto uno dei due inizia a giocare: scommesse, slot machine, lotterie istantanee, giochi online. Perde quasi sempre ma ogni tanto vince: piccole somme che danno la carica per continuare ma che non riescono ad arginare in alcun modo la voragine nel conto in banca. La Fondazione anti usura è stata l’ultima speranza «dopo avere dilapidato il Tfr e venduto l’oro per fare fronte a un debito di circa 60mila euro che ha portato anche all’ipoteca della casa». La Fondazione è stata l’ultima spiaggia alla quale la coppia è approdata, su spinta del coniuge ancora lucido, per evitare che l’altro affetto da ludopatia bussasse da uno strozzino. «E a quel punto addio casa, addio per sempre alla serenità», dice Domenico Ruzzitu. «La situazione che ci siamo trovati di fronte era molto seria. Il classico caso del gioco che rovina le persone e le famiglie. Capita purtroppo sempre più spesso. Abbiamo istruito la pratica, la commissione tecnica ha ottenuto l’ok del direttivo, indispensabile per avere l’accesso ai fondi bancari. La Fondazione ha ottenuto un accordo con gli enti creditori e ha saldato il debito». Situazione risolta dunque? «No, almeno non del tutto. Perché il vizio è all’origine. Ed è la ludopatia. Se non si cura quella è inevitabile che la persona aiutata una volta sbagli di nuovo, ricominciando a giocare e dunque a indebitarsi». Serve una azione di recupero, anche perché la Fondazione non può intervenire più volte a favore dello stesso soggetto: non può in alcun modo passare il messaggio che la Fondazione sia una sorta di salvadanaio inesauribile dal quale attingere liberamente. «Il nostro compito è prevenire. Per questo nei casi di conclamata ludopatia ci attiviamo per favorire programmi di recupero attraverso i Serd. Ci sono già delle convenzioni in atto – spiega il presidente Ruzzitu – che si sono rivelate preziose. In occasione del convegno abbiamo evidenziato l’opportunità di potenziarle, nell’ottica della “rete” da creare per aiutare in maniera più efficace le persone in difficoltà». (si. sa.)
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