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Manovra da 350 milioni: arriva una pioggia di aiuti

Manovra da 350 milioni: arriva una pioggia di aiuti

Il sì finale alla legge Omnibus: ora tempi stretti per gli adempimenti burocratici

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CAGLIARI. La Manovra di bilancio è legge. Le casse sono piene: i milioni da spendere saranno oltre 350 milioni fra investimenti, contributi, finanziamenti straordinari, ristori e anche soldi a pioggia. Però la Regione dovrà fare in fretta: entro novembre dovrà metterli tutti sul tavolo, oppure buona parte rimarrà intrappolata nelle maglie del bilancio. La maggioranza di centrodestra ha votato compatta a favore dei 34 articoli, nonostante – sui titoli di coda – i sardisti siano usciti sconfitti dal voto segreto che, in estrema sintesi, rivoluzionava i rapporti di forza fra gli enti che gestiscono l’acqua pubblica. A parte questo incidente di percorso, tutti gli altri emendamenti, sempre firmati dai capigruppo, sono stati approvati senza sussulti. Le opposizioni hanno votato contro: «Le spese superflue sono un’infinità, altrettanti i regali di ogni tipo». A dire qualcosa di simile, a sorpresa, è stato anche il capogruppo del Psd’Az: «Mi vergogno anch’io di qualche voto, ma smettetela con questo festival dell’ipocrisia, perché anche voi avete contribuito», ha detto Franco Mula. Comunque una soddisfazione non da poco la minoranza se l’è tolta: ha bloccato il ritorno immediato dei consigli d’amministrazione negli enti e nelle agenzie.

L’elenco. Dagli indennizzi per gli incendi agli oratori, dai contributi anti-Covid alla fauna marina, dai risarcimenti per la Lingua blu ai tartufi: tutto e più di tutto ha trovato spazio e ottenuto almeno qualcosa nella Manovra. Prima del voto finale, è stato l’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, a tirare le somme: «Messi assieme i grandi capitoli di spesa – ha detto – i Comuni avranno a disposizione oltre 100 milioni per cantieri, strade, cimiteri e interventi contro il dissesto idrogeologico. Abbiamo investito molto anche sulla sanità, per farla risalire dopo la lunga emergenza in cui è stata catapultata dal Covid. Poi – ha proseguito – ammontano a 20 milioni i contributi a favore delle imprese e dei lavoratori finora esclusi da tutte le altre leggi che, in questi mesi, abbiamo licenziato per fronteggiare la crisi economica scatenata dalla pandemia». Ha ricordato ancora il finanziamento di vari Fondi, dal Salva Sardegna al Salva lavoro, un’altra quindicina di milioni, e i 25 su cui potranno contare gli artigiani per rilanciare le aziende. Ha confermato di aver caricato nelle tabelle «tutti i milioni, sono oltre 140, che lo Stato ci ha riconosciuto per le mancate entrate, a causa della crisi sanitaria, e come prima tranche all’indomani dell’accordo sull’insularità». Nel 2022 altri soldi extra, quasi 200 milioni, saranno messi a correre, per «far uscire la Sardegna dal tunnel della pandemia il più in fretta possibile». Anche se dai banchi dell’opposizione Gianfranco Ganau, Pd, Eugenio Lai, LeU, Francesco Agus, Progressisti e Desirè Manca, M5s, hanno replicato: «Speriamo che la vostra prossima Finanziaria, al contrario della precedenti, non arrivi in ritardo. Sarebbe l’ennesimo disastro».

Gli ultimi interventi. Dodici milioni sono stati stanziati per l’acquisto di mezzi antincendio e due milioni a favore della mobilità elettrica. Un milione andrà ai centri antiviolenza e poco più alla Curia sarda per allentare il disagio giovanile. Mezzo milione in sequenza e a testa alle compagnie barracellari, alla promozione dei prodotti della montagna e alla costituenda banca in difesa della biodiversità. Ma per contrastare l’erosione delle coste potranno essere spesi due milioni e altrettanto nella tutela di zone umide e aree marine protette. Ancora: all’università di Sassari sono stati finanziati i progetti per lo studio della coltivazione del riso e lo sviluppo del turismo nautico. Non vanno certo dimenticati neanche i 3,5 milioni per abbattere il precariato nel sistema Regione.

I tempi. Da oggi in poi spetterà agli uffici del Consiglio regionale, come ha ricordato il presidente Michele Pais, ricostruire la Manovra, scritta e riscritta cento volte dalla commissione bilancio e soprattutto stravolta in aula. L’ultima edizione, quella definitiva, dovrà essere poi pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione e non sarà prima di una o due settimane. Di conseguenza, solo a metà novembre potrà scattare la corsa per evitare che i 350 milioni finiscano per non essere spesi. Delibere di attuazione, bandi da pubblicare e burocrazia varia: i passaggi che mancano sono tanti. Tutti dovranno essere conclusi prima di dicembre per non trovare sbarrate le porte della Ragioneria centrale.

Ats in liquidazione. Non ci sarà una 14esima Azienda sanitaria, incaricata di chiudere i conti dell’ormai rottamata Ats. Il commissario straordinario Massimo Temussi aveva proposto: della passività dovrà occuparsi un organismo autonomo – 2 milioni in cassa e 20 dipendenti in organicoe – così da liberare le nascente Ares e Asl (a gennaio?) dall’incombenza. Ma la maggioranza di centrodestra ha deciso tutt’altro: solo il liquidatore potrà essere esterno, lo nominerà la Giunta, mentre tutto il resto rimarrà in carico all’Ares, che dovrà concludere l’operazione entro il 2025.

La curiosità. Chi parteciperà ai prossimi concorsi pubblici regionali dovrà pagare una tassa dai 10 ai 15 euro per ogni domanda. È un contributo che da tempo altri enti pretendono dai candidati: la Regione s’è adeguata. (ua)

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