Cominciato il dibattito sul ddl
Il Senato si occupa di insularità Sarà una corsa contro il tempo
ROMA. La proposta di legge, firmata da 200mila sardi, per il riconoscimento del principio d’insularità in Costituzione ha mosso un altro passo con l’avvio della discussione nell’aula del Senato. «Si...
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ROMA. La proposta di legge, firmata da 200mila sardi, per il riconoscimento del principio d’insularità in Costituzione ha mosso un altro passo con l’avvio della discussione nell’aula del Senato. «Si tratta di un passaggio fondamentale – hanno detto Michele Cossa e Antonello Peru, presenti a Roma in rappresentanza del consiglio regionale – a cui dovranno seguirne altri per dare sostanza alla nostra proposta. Oggi però è stato un momento emozionante che segna un punto di non ritorno rispetto a un percorso abbiamo iniziato quattro anni fa e non sempre agevole».
Ogni sardo - hanno ricordato i due consiglieri regionali - paga una tassa di 5700 euro all’anno a causa dell’insularità. Da noi il costo dell’energia è il doppio rispetto a quello del resto del Paese perché siamo l’unica regione a non avere il metano. Abbiamo dati e numeri che indicano chiaramente la situazione di svantaggio e confermano quanto sia indispensabile avere deroghe e tutele che oggi non abbiamo.
Il tema è stato rilanciato e condiviso da tutti gli intervenuti. «Oggi facciamo un primo passo per ripristinare nella nostra Carta fondamentale il principio del riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale dovuto all'insularità – ha detto la senatrice di Forza Italia, Urania Papatheu – Dobbiamo ritornare allo spirito dei Costituenti che ebbero ben presente la questione che si trascina senza soluzione da sempre. I mancati riconoscimenti fiscali, giustificati ampiamente da dati geografici incontestabili – ha concluoso l’esponente di FI – costituiscono una penalizzazione senza pari per le nostre isole».
«Essendo sarda – ha detto la senatrice M5S Elvira Lucia Evangelista – e conoscendo le particolarità di un territorio così geograficamente eterogeneo e singolare condivido il riferimento al riconoscimento delle peculiarità delle isole, espressione che, se intesa in un'accezione più ampia, sottende una valorizzazione delle specificità di carattere culturale, storico e naturalistico di tali territori. Grazie a questa modifica costituzionale spero che vada colmata al più presto ogni disparità di trattamento socio-economica che affligge la Sardegna, soprattutto sul piano dei trasporti e infrastrutture».
La discussione è stata aggiornata a martedì 2 novembre alle 15. Perchè la proposta venga approvata e inserita nella Costituzione ci vuole un doppio passaggio in entrambe le Camere con tempi che si fanno molto stretti.
Ogni sardo - hanno ricordato i due consiglieri regionali - paga una tassa di 5700 euro all’anno a causa dell’insularità. Da noi il costo dell’energia è il doppio rispetto a quello del resto del Paese perché siamo l’unica regione a non avere il metano. Abbiamo dati e numeri che indicano chiaramente la situazione di svantaggio e confermano quanto sia indispensabile avere deroghe e tutele che oggi non abbiamo.
Il tema è stato rilanciato e condiviso da tutti gli intervenuti. «Oggi facciamo un primo passo per ripristinare nella nostra Carta fondamentale il principio del riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale dovuto all'insularità – ha detto la senatrice di Forza Italia, Urania Papatheu – Dobbiamo ritornare allo spirito dei Costituenti che ebbero ben presente la questione che si trascina senza soluzione da sempre. I mancati riconoscimenti fiscali, giustificati ampiamente da dati geografici incontestabili – ha concluoso l’esponente di FI – costituiscono una penalizzazione senza pari per le nostre isole».
«Essendo sarda – ha detto la senatrice M5S Elvira Lucia Evangelista – e conoscendo le particolarità di un territorio così geograficamente eterogeneo e singolare condivido il riferimento al riconoscimento delle peculiarità delle isole, espressione che, se intesa in un'accezione più ampia, sottende una valorizzazione delle specificità di carattere culturale, storico e naturalistico di tali territori. Grazie a questa modifica costituzionale spero che vada colmata al più presto ogni disparità di trattamento socio-economica che affligge la Sardegna, soprattutto sul piano dei trasporti e infrastrutture».
La discussione è stata aggiornata a martedì 2 novembre alle 15. Perchè la proposta venga approvata e inserita nella Costituzione ci vuole un doppio passaggio in entrambe le Camere con tempi che si fanno molto stretti.
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