Risiko molto complicato: il rimpasto può slittare
Dopo il voto sulla manovra Psd’Az e centristi in pressing sul governatore Solinas I rapporti di forza sono cambiati dalle elezioni e c’è chi chiede più spazio in Giunta
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CAGLIARI. Nessuno, nel centrodestra, sa ancora la data in cui cominceranno le trattative, ma il rimpasto in Giunta ci sarà. Totale o parziale? Lo si capirà a breve. Christian Solinas aveva annunciato il valzer degli assessori diversi mesi fa. Poi ha spostato il tagliando di mese in mese, e infine detto: «Dopo la Manovra di bilancio, cominceremo». Mercoledì scorso la legge è stata approvata e quindi, salvo ripensamenti dell’ultimo momento, dalla settimana prossima in poi ogni serata potrebbe essere quella buona. Anche se gira voce che il rimescolamento delle carte potrebbe slittare ancora. Non per alcuni degli alleati del governatore: loro hanno fretta di far quadrare un nuovo cerchio. A cominciare dai centristi, che da quando sono un intergruppo (Udc-Cambiamo, Riformatori e Forza Italia) si sono messi a battere i pugni sul tavolo. Da qualche mese il loro peso specifico in aula è cresciuto fino a quota tredici voci. Soprattutto a lievitare è stato lo Scudo crociato di Giorgio Oppi, passato dai tre consiglieri agli attuali sei. Proprio il leader dell’Udc ha detto di recente: «Il presidente Solinas ha preso un impegno con noi. Ci sarà un riequilibrio nei posti in Giunta e anche nella presidenza delle commissioni in Consiglio regionale. È arrivato il momento di mettere le cose a posto».
Le regole del gioco. Sin dall’inizio della legislatura l’assegnazione delle deleghe è stata decisa sempre seguendo questo criterio: ogni tre consiglieri un assessore. E infatti il Psd’Az è partito con otto e ha due posti a Villa Devoto: Gianni Chessa al Turismo, che è anche consigliere regionale, e Quirico Sanna all’urbanistica, più è ovvio il presidente. Ma ora il Psd’Az è salito a undici – dopo gli arrivi di Alfonso Marras, Elena Fancello e Domenico Gallus – e quindi qualcosa in più potrebbe chiedere a Solinas, che è anche segretario del partito. Però – stando a quanto si dice – fra i sardisti potrebbe esserci al massimo una staffetta: il consigliere Nanni Lancioni aspirerebbe a far parte della Giunta. A dover pagare pegno potrebbe essere la Lega: ha perso un consigliere, Sara Canu, da 8 a 7. Quindi, stando alla regola del tre vale uno, fra Giorgio Todde (trasporti), Valeria Satta (affari generali) e Mario Nieddu (sanità) un assessore potrebbe essere a rischio. Anche se il Carroccio ha ribadito: «I cambi di casacca non contano nulla. Eppure dalle parti del Carroccio si mormora che qualche nome nuovo potrebbe subentrare.
La voce grossa. Cresciuto a dismisura, oggi è l’Udc a volere un secondo assessorato, oltre ad Andrea Biancareddu alla cultura. A qualcuno la poltrona dovrà portarla via: sarà alla Lega, oppure virerà verso l’agricoltura, ora assegnata a Gabriella Murgia, considerata da sempre in quota alle liste civiche, che però nel frattempo si sono sfaldate? Chissà. A sembrare invece al sicuro sarebbero i due assessori di Forza Italia: Alessandra Zedda (lavoro) e Giuseppe Fasolino al bilancio. Seppure dal partito sia andato via Antonello Peru (ha traslocato nel gruppo Udc-Cambiamo), i due assessori sono fra i più apprezzati dalla coalizione. Ancora: i Riformatori, nonostante abbiano un’unità in meno rispetto al 2019, da quattro a tre, ora possono contare sullo scudo protettivo dell’intergruppo centrista. Continueranno ad aver un assessorato, ma bisognerà vedere se sempre i lavori pubblici e se l’assessore sarà ancora Aldo Salaris. Fdi ha fatto intendere di voler confermare Gianni Lampis all’ambiente, ma il governatore potrebbe proporgli un’altra delega. Infine un discorso a parte merita l’assessora Anita Pili, industria, indicata da Sardegna 20.Venti. Però il movimento fondato da Stefano Tunis ha perso due consiglieri e solo lui è rimasto sotto quel simbolo. Cosa accadrà, in questo caso? Che Tunis avrà comunque un assessorato, perché è cresciuto nel peso politico personale. (ua)
Le regole del gioco. Sin dall’inizio della legislatura l’assegnazione delle deleghe è stata decisa sempre seguendo questo criterio: ogni tre consiglieri un assessore. E infatti il Psd’Az è partito con otto e ha due posti a Villa Devoto: Gianni Chessa al Turismo, che è anche consigliere regionale, e Quirico Sanna all’urbanistica, più è ovvio il presidente. Ma ora il Psd’Az è salito a undici – dopo gli arrivi di Alfonso Marras, Elena Fancello e Domenico Gallus – e quindi qualcosa in più potrebbe chiedere a Solinas, che è anche segretario del partito. Però – stando a quanto si dice – fra i sardisti potrebbe esserci al massimo una staffetta: il consigliere Nanni Lancioni aspirerebbe a far parte della Giunta. A dover pagare pegno potrebbe essere la Lega: ha perso un consigliere, Sara Canu, da 8 a 7. Quindi, stando alla regola del tre vale uno, fra Giorgio Todde (trasporti), Valeria Satta (affari generali) e Mario Nieddu (sanità) un assessore potrebbe essere a rischio. Anche se il Carroccio ha ribadito: «I cambi di casacca non contano nulla. Eppure dalle parti del Carroccio si mormora che qualche nome nuovo potrebbe subentrare.
La voce grossa. Cresciuto a dismisura, oggi è l’Udc a volere un secondo assessorato, oltre ad Andrea Biancareddu alla cultura. A qualcuno la poltrona dovrà portarla via: sarà alla Lega, oppure virerà verso l’agricoltura, ora assegnata a Gabriella Murgia, considerata da sempre in quota alle liste civiche, che però nel frattempo si sono sfaldate? Chissà. A sembrare invece al sicuro sarebbero i due assessori di Forza Italia: Alessandra Zedda (lavoro) e Giuseppe Fasolino al bilancio. Seppure dal partito sia andato via Antonello Peru (ha traslocato nel gruppo Udc-Cambiamo), i due assessori sono fra i più apprezzati dalla coalizione. Ancora: i Riformatori, nonostante abbiano un’unità in meno rispetto al 2019, da quattro a tre, ora possono contare sullo scudo protettivo dell’intergruppo centrista. Continueranno ad aver un assessorato, ma bisognerà vedere se sempre i lavori pubblici e se l’assessore sarà ancora Aldo Salaris. Fdi ha fatto intendere di voler confermare Gianni Lampis all’ambiente, ma il governatore potrebbe proporgli un’altra delega. Infine un discorso a parte merita l’assessora Anita Pili, industria, indicata da Sardegna 20.Venti. Però il movimento fondato da Stefano Tunis ha perso due consiglieri e solo lui è rimasto sotto quel simbolo. Cosa accadrà, in questo caso? Che Tunis avrà comunque un assessorato, perché è cresciuto nel peso politico personale. (ua)
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