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parla il coordinatore della lega 

Zoffili: «Stufi delle accuse a Nieddu» E manda un messaggio al Psd’Az

di Roberto Petretto
Zoffili: «Stufi delle accuse a Nieddu» E manda un messaggio al Psd’Az

SASSARI. I modi sono quelli spicci dell’iconografia classica leghista: Eugenio Zoffili non si tira mai indietro e quasi sempre evita il “politichese” per andare a concetti magari bruschi, ma concreti....

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SASSARI. I modi sono quelli spicci dell’iconografia classica leghista: Eugenio Zoffili non si tira mai indietro e quasi sempre evita il “politichese” per andare a concetti magari bruschi, ma concreti. Figuriamoci se si tira indietro adesso in un momento in cui la Lega in Sardegna sembra essere sotto attacco. E infatti non lo fa. «Rimpasto? E chi lo chiede?». Guardi, lo ha chiesto il capogruppo sardista, lo chiedono quelli dell’intergruppo... «Intergruppo? Quale intergruppo?». Poi esce dal sarcasmo e comincia: «Io lavoro ogni giorno in Sardegna e nella penisola, dovunque si faccia politica, per l’unità del centrodestra. Se parliamo di eventuali richieste di rimpasti, rispondo che la Lega è contro ogni forma d’azzeramento dell’attuale giunta. Azzerare, come ho sentito dire da qualcuno, vorrebbe dire dichiarare una sconfitta di fronte ai cittadini».

Il rimpasto non piace alla Lega, ma non si faranno le barricate. Meno che su un aspetto: «Può essere una valutazione utile ragionare su un eventuale rimpasto se ci sono delle richieste da parte di alcune componenti politiche. La Lega non chiede il rimpasto, ma se alcuni lo chiedono sono a disposizione. Ma una cosa deve essere chiara: se delle forze politiche sono rappresentate in consiglio vogliono sistemare il loro assetto, facciano pure. Ma i nostri assessori non si toccano».

Concetto già espresso in passato, ma ora le condizioni generali sembrano cambiate: «Io non mi metto a guardare in casa d’altri. Per me l’assetto di giunta va bene così com'è - prosegue Zoffili -. Ma se qualcuno vuole apportare modifiche, non tocchi i nostri assessori. Comunque le questioni che riguardano gli assetti non si trattano nei corridoi del consiglio regionale: c’è un tavolo regionale e se ne discute lì».

Tutti hanno lavorato bene, quindi? «Assolutamente sì - risponde il coordinatore della Lega in Sardegna -. Ogni giorno ognuno di noi, a partire da me, deve lavorare per migliorarsi. Però da qui a dire che questa giunta non sta lavorando bene o che sta lavorando male ce ne passa. Se penso a cosa abbiamo ereditato in diversi settori dalla giunta di sinistra, tutto questo mi sembra ingeneroso».

Anche nei settori dei trasporti e della sanità? «Certo, penso a Arru, penso alla Giunta Pigliaru. Con Mario Nieddu abbiamo preso in mano una sanità che non aveva un numero unico di emergenza. Presto i sardi potranno utilizzarlo se dovessero averne bisogno».

Su Nieddu invece continuano a piovere critiche: «Siamo un po' stufi del fatto che i disservizi vengano imputati esclusivamente a Nieddu. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità e una valutazione sull'operato dell’Ats è assolutamente necessaria e indispensabile. Quando vedrò il presidente, chiederò una valutazione sui vertici gestionali dell'Azienda e sul commissario Massimo Temussi».

Ma se Solinas dovesse chiedere un passo indietro alla Lega? «Sono sicuro che non lo farà», risponde Zoffili. Eppure i rapporti tra Psd’Az e Lega non sono idilliaci, in questo momento. C’è il caso Carbonia, ad esempio: «Ha dato molto fastidio alla Lega - ammette Zoffili -, ma lo derubrico come un caso locale, non ci vedo laboratori e esperimenti per il futuro. Per il Psd'Az sarebbe assolutamente sconveniente guardare a sinistra, perderebbe la propria rappresentanza parlamentare e anche la bandiera del Psd'Az nel parlamento italiano. Quando il senatore Salvini interviene, in sovraimpressione accanto al nome della Lega appare quello del Psd’Az. Per quello che è successo a Carbonia ci sono rimasto male, ma non credo che possa avere risvolti in consiglio regionale o in altri ambiti. Comunque con Solinas ci siamo chiariti».

La conclusione ancora sul rimpasto: «A differenza di altri, io non guardo ai nuovi assetti in consiglio ma alle percentuali ottenute dalle liste alle elezioni. Il rispetto del voto dei cittadini sardi alle elezioni viene prima di poltrone e cambi di casacche tra consiglieri regionali».



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