La Nuova Sardegna

Anche in Sardegna il Registro del diabete

Rossella Mura, consigliera regionale del Pd
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Rossella Mura, consigliera regionale del Pd

Il Consiglio vara uno strumento che consentirà di monitorare una patologia diffusissima nell’isola

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CAGLIARI. Anche la Sardegna avrà un registro regionale per il diabete «La richiesta – ha spiegato la consigliera regionale del Pd Rossella Pinna –, presentata dall'intero gruppo democratico e sottoscritta in aula anche dalle opposizioni, è stata approvata con il voto positivo di tutte le forze politiche».

«Dopo le iniziali resistenze da parte della maggioranza e della Giunta – ha continuato la rappresentante dell’opposizione – con l'assessore Nieddu, che ha chiesto tempo per gli approfondimenti facendo slittare la discussione, l'aula ha accolto all'unanimità la proposta dell'istituzione del Registro regionale della malattia diabetica. È uno strumento fondamentale per lo studio e la comprensione delle ragioni per cui la patologia è una malattia così presente in Sardegna, tanto che la nostra è la seconda regione in Europa, dopo la Finlandia, per diffusione del diabete di tipo 1, e probabilmente lo è anche per il diabete mellito di tipo 2». In Sardegna sono circa 120.000 i malati, e circa 120 le nuove diagnosi del tipo 1 all'anno. Ma sono in costante aumento quelle per il diabete di tipo 2. Una malattia che ha certamente una origine autoimmune e di cui è importante indagare le ragioni e la complessità.

«Del diabete di tipo 2 – ha spiegato Rossella Pinna, si sa che è una patologia multifattoriale che risente in modo importante degli scorretti stili di vita, della poca educazione alla prevenzione e all'attività motoria. Una patologia che se indagata può essere meglio conosciuta, controllata e rinviata. L'istituzione del Registro regionale va proprio in questo senso e rappresenta un risultato atteso da anni dai medici diabetologi, dalle società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti, perché consente di disporre di uno strumento indispensabile o per studiare la malattia e, per quanto possibile, di prevenirla. Il monitoraggio epidemiologico del diabete e delle sue complicanze consentirà di migliorare l’assistenza e sarà lo strumento di indirizzo e controllo per le politiche di prevenzione, di cura e assistenza e di efficienza della spesa a vantaggio della qualità di vita dei pazienti».



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