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Sul bando per la continuità non ci sarà giudizio del Tar

Sul bando per la continuità non ci sarà giudizio del Tar

L’udienza è in programma mercoledì 3, ma Volotea e Ita hanno rinunciato

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SASSARI. Non ci saranno rivoluzioni, almeno non domani: il Tar non mischierà le carte dei trasporti aerei in regime di continuità da e per la Sardegna nell’udienza in camera di consiglio della prima sezione. I ricorsi presentati da Ita e da Volotea, contrapposti per interessi, sono stati ritirati. Le due compagnie aeree hanno infatti presentato “dichiarazione di rinunzia alla misura cautelare” e quindi l’udienza di mercoledì 3 sarà puramente formale e non cambierà l’attuale assetto della continuità territoriale sarda.

Il ricorso in questione è quello contro il primo bando della Regione, quello che aveva bocciato sia la proposta di Volotea (per la mancanza di un documento) sia quella di Ita (per la mancanza dei requisiti tecnici necessari). C’è stata poi la seconda procedura, quella d’urgenza, che ha portato all’assegnazione della continuità aerea a Volotea sulla base di un ribasso di del 42 per cento. Ita confermerà il ricorso contro quella decisione della Regione oppure la rinuncia al primo ricorso fa pensare a una distenzione dei rapporti tra la new-co che ha sostituito Alitalia e il Governo regionale, magari con l’intercessione del Governo nazionale?

Certo, nulla faceva pensare a un passo indietro di Ita, i cui vertici avevano avuto parole durissime contro la Regione ed erano arrivati persino a ipotizzare un ricorso alla magistratura penale: «Quereleremo chi ha leso l’immagine e la professionalità della nostra compagnia». Obiettivo sembrava essere l’assessore regionale ai Trasporti, Giorgio Todde che aveva dichiarato: «Quando ha partecipato alla gara, Ita non aveva ancora il contratto per gli aerei di Alitalia e quindi era senza i requisiti tecnici necessari».

Anche Volotea ha cambiato idea e, in assenza di spiegazioni ufficiali, rimane il dubbio sulle ragioni di questa decisione. La compagnia low cost spagnola, infatti, nel caso il Tar avesse accolto le ragioni del suo ricorso, avrebbe sì mantenuto la vittoria nel bando, ma alle condizioni della prima aggiudicazione che prevedevano circa 3 milioni in più di costo per le casse della Regione e quindi un maggiore introito per il vettore.

Cosa può aver convinto le due compagnie, in un week end allungato da una festività, nell’immediata vigilia dell’udienza del Tar, a fermare tutto?

Per capirlo bisogna forse guardare avanti, fra sette mesi, quando questa aggiudicazione provvisoria scadrà e ci sarà il nuovo bando, quello predisposto “a tempo di record” dall’assessore Todde, dopo che anche quello attuale, pur tra mille contestazioni, è andato in porto proprio in extremis. Un bando che avrà durata e importi ben diversi e sul quale si muovono quindi interessi ben più consistenti. Possibile un accordo tra le due compagnie, magari per spartirsi le rotte che da giugno 2022 prevederanno anche le rotte cosiddette minori, con Torino e Bologna? Le schermaglie delle ultime settimane porterebbero a escludere questa ipotesi dopo che ancora i vertici di Ita avevano bollato le Volotea e altri vettori a basso costo con uno durissimo: «Noi facciamo volare le persone, qualcun altro i polli in batteria» per prendersi la risposta piccata dell’associazione che riunisce le compagnie low cost.

C’erano, insomma, tutti i presupposti per una lunga polemica e un’altrettanto lunga battaglia legale. La rinuncia di Ita e Volotea al ricorso apre ora nuovi scenari che potranno incidere sul futuro della mobilità aerea dei sardi. (r.pe.)
 

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