La Nuova Sardegna

È la cittadinanza la prima sfida da vincere

di Fabio di Pietro
È la cittadinanza la prima sfida da vincere

Il ruolo della scuola: essere una comunità aperta al dialogo, al confronto e capace di insegnare i valori della legalità

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Mi viene chiesto di riflettere su quali siano le sfide della scuola oggi. Ci penso un po’ e inizialmente sarei tentato di parlare di tante cose: la didattica in epoca di pandemia, il ruolo delle tecnologie digitali, la complessità crescente dei molti aspetti e problemi, forse troppi, che caratterizzano la vita quotidiana della scuola.

Alla fine però mi risolvo per una sintesi estrema: la principale sfida della scuola è tutta riassumibile in una macro competenza che si chiama cittadinanza. La scuola aperta al mondo e che è mondo e vita, è la scuola delle persone – bambini, ragazzi, adulti – che si incontrano e si ascoltano per apprendere a vivere attraverso il confronto e l’attenzione ai bisogni di tutti. È tutto qui il cuore che dà sostanza alle sfide che la scuola deve affrontare nell’oggi e per il domani, perché semplicemente non c’è scuola senza l’esercizio costante e continuo dell’ascolto e della comprensione. Insomma, è la sfida delle sfide. Alla base e al centro della scuola democratica c’è la cittadinanza attiva e partecipata, che vede tutti come membri di una comunità che impara e non smette mai di imparare a lavorare insieme, a confrontarsi con gli altri, favorendo sempre il rispetto reciproco, il dialogo, i valori della legalità.

L’avere cura degli altri e della crescita umana e culturale delle persone significa dare gambe a un adagio che ci accompagna da tempo. L’educazione è un tesoro se si traduce in imparare a conoscere, a fare, a vivere insieme, a essere. È qualcosa che ci riguarda tutti, dentro e fuori dalla scuola. La società civile e l’intero universo dell’istruzione e della formazione sono da tempo chiamate a prestare attenzione all’apprendimento permanente, all’aggiornamento continuo, all’idea che competenze, conoscenze e abilità vadano a formare un insieme complesso da coltivare e tenere sempre in esercizio. Le competenze di cittadinanza non si acquistano una volta per tutte, ma si rinnovano quando c’è dialogo, comunicazione e relazione autentiche. È per questo che occorre averle di fronte agli occhi, come un promemoria da cui non dover mai spuntare una voce.

Ma le conosciamo? Le facciamo nostre? Ecco le otto competenze chiave di cittadinanza che l’Italia ha definito dal 2007 per promuovere “il pieno sviluppo della persona nella costruzione del sé, di corrette e significative relazioni con gli altri e di una positiva interazione con la realtà naturale e sociale”: imparare a imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire e interpretare l’informazione. La sfida è interessante e anche molto attuale.

Il soggetto di questi verbi è lo studente, ma se lo sostituiamo con la scuola oppure con il docente che ci insegna o con il genitore dello studente o con quello di chiunque altro, mi pare che funzioni lo stesso. Proviamo a ricordarle e a metterle in atto.

* docente Liceo Azuni, Sassari

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