«Il mio dolcissimo reality show»
di Roberto Sanna
Gianfranca Dettori, pasticcera di Sennori, stasera protagonista in tv a Bake Off Proporrà ai concorrenti di Benedetta Parodi i “coricheddos” (cuoricini ripieni)
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Saranno i dolci tipici sardi, in particolare i “coricheddos” (cuoricini ripieni) la prova da superare per i concorrenti del reality show di pasticceria Bake Off Italia nella puntata di stasera, in onda alle 21,10 su Discovery Real Time. E sarà una pasticcera di Sennori, Gianfranca Dettori, a mostrare agli aspiranti vincitori questi piccoli gioielli della gastronomia sarda. Toccherà a lei il ruolo di ospite speciale della serata, invitata su richiesta di Claudio Sadler, uno dei grandi nomi della cucina italiana che insieme alla chef cagliaritana Laura Sechi ha caldeggiato la presenza di una delle più grandi specialiste in dolci della tradizione isolana.
Gli ospiti del programma sono solitamente pasticceri molto noti o personaggi della televisione e Gianfranca Dettori si è fatta conoscere nel corso degli anni non solo per la bontà dei suoi dolci, ma anche per le accurate lavorazioni che li rendono vere e proprie opere d’arte. Creazioni artistiche che partono da lontano, da una ricerca minuziosa delle tradizioni e dalla valorizzazione dei prodotti tipici. Una bandiera da tenere alta perché se la cucina sarda sta cercando di farsi conoscere grazie a una nuova generazione di chef che riescono a rivisitarla senza allontanarsi dalla tradizione, quando arriva il momento del dessert in tanti storcono il naso e dicono “sì, però...”. E questo Gianfranca Dettori non lo sopporta: «In Sardegna abbiamo un patrimonio inestimabile e dobbiamo essere noi i primi a valorizzarlo, magari anche osando un po’ e reinterpretandoli – dice –. Io sto andando anche alla scoperta di dolci quasi caduti in disuso, per esempio S’Amaretto antigu e i Morettos di Orgosolo, sono prodotti davvero speciali poi però mi rendo conto che troppo spesso ci proponiamo male. La scorsa estate, per esempio, in un agriturismo ho assaggiato dei papassini terribili: non possiamo proporci in questo modo ai turisti, che ricordo lasciamo della Sardegna e dei nostri prodotti?».
Stasera i concorrenti del seguitissimo format condotto da Benedetta Parodi (nella foto insieme a Gianfranca Dettori e Claudio Sadler) saranno chiamati a riprodurre uno dei dolci più belli che la Sardegna è in grado di proporre. Una scelta arrivata dalla produzione e per la quale anche Gianfranca ha dovuto dimostrare di essere all’altezza: «Dopo che mi hanno chiamato hanno voluto vedere come lavoro e ho dovuto dare una dimostrazione on line – racconta –, con una difficoltà aumentata perché ho preparato un cuore con miele, mandorle e un ulteriore inserto di sappa d’uva. Ho dovuto anche preparare un foglio con tutti i passaggi da dare ai concorrenti, i quali hanno dovuto preparare un cuore molto più grande rispetto ai soliti: 700 grammi, quasi una torta. Come se la sono cavata? Devo dire molto bene». E anche la sua partecipazione al programma è stata più che positiva: «È stata un’esperienza non bella ma bellissima, addirittura uno dei giudici, il grande Ernst Knam, mi ha accolto con una confezione di cioccolatini. E Benedetta Parodi mi ha messo subito a mio agio, mi sono ritrovata a chiacchierare con lei come se fossimo amiche da una vita». La metterà tra i ricordi più belli nel suo laboratorio di Sennori, dove ogni giorno, oltre a preparare i dolci per il figlio Giovanni Calvia, chef del ristorante Ficu di Sassari, continua a scavare nella tradizione sarda alla ricerca di gioielli perduti.
Gli ospiti del programma sono solitamente pasticceri molto noti o personaggi della televisione e Gianfranca Dettori si è fatta conoscere nel corso degli anni non solo per la bontà dei suoi dolci, ma anche per le accurate lavorazioni che li rendono vere e proprie opere d’arte. Creazioni artistiche che partono da lontano, da una ricerca minuziosa delle tradizioni e dalla valorizzazione dei prodotti tipici. Una bandiera da tenere alta perché se la cucina sarda sta cercando di farsi conoscere grazie a una nuova generazione di chef che riescono a rivisitarla senza allontanarsi dalla tradizione, quando arriva il momento del dessert in tanti storcono il naso e dicono “sì, però...”. E questo Gianfranca Dettori non lo sopporta: «In Sardegna abbiamo un patrimonio inestimabile e dobbiamo essere noi i primi a valorizzarlo, magari anche osando un po’ e reinterpretandoli – dice –. Io sto andando anche alla scoperta di dolci quasi caduti in disuso, per esempio S’Amaretto antigu e i Morettos di Orgosolo, sono prodotti davvero speciali poi però mi rendo conto che troppo spesso ci proponiamo male. La scorsa estate, per esempio, in un agriturismo ho assaggiato dei papassini terribili: non possiamo proporci in questo modo ai turisti, che ricordo lasciamo della Sardegna e dei nostri prodotti?».
Stasera i concorrenti del seguitissimo format condotto da Benedetta Parodi (nella foto insieme a Gianfranca Dettori e Claudio Sadler) saranno chiamati a riprodurre uno dei dolci più belli che la Sardegna è in grado di proporre. Una scelta arrivata dalla produzione e per la quale anche Gianfranca ha dovuto dimostrare di essere all’altezza: «Dopo che mi hanno chiamato hanno voluto vedere come lavoro e ho dovuto dare una dimostrazione on line – racconta –, con una difficoltà aumentata perché ho preparato un cuore con miele, mandorle e un ulteriore inserto di sappa d’uva. Ho dovuto anche preparare un foglio con tutti i passaggi da dare ai concorrenti, i quali hanno dovuto preparare un cuore molto più grande rispetto ai soliti: 700 grammi, quasi una torta. Come se la sono cavata? Devo dire molto bene». E anche la sua partecipazione al programma è stata più che positiva: «È stata un’esperienza non bella ma bellissima, addirittura uno dei giudici, il grande Ernst Knam, mi ha accolto con una confezione di cioccolatini. E Benedetta Parodi mi ha messo subito a mio agio, mi sono ritrovata a chiacchierare con lei come se fossimo amiche da una vita». La metterà tra i ricordi più belli nel suo laboratorio di Sennori, dove ogni giorno, oltre a preparare i dolci per il figlio Giovanni Calvia, chef del ristorante Ficu di Sassari, continua a scavare nella tradizione sarda alla ricerca di gioielli perduti.
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