Ai “regionali” è vietato parlare con la stampa
Diffuso un nuovo codice di comportamento che mette limiti anche a regali e uso dei social
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CAGLIARI. Il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti regionali, consulenti compresi, lascia spazio a pochi dubbi: «Non potranno avere rapporti con i mezzi d’informazione, intervenire nei social su argomenti istituzionali e neanche ricevere regali se hanno un valore superiore ai 50 euro». Giusto per quanto riguarda i cadeau, ma il resto sembra essere un bavaglio.
Il diktat. A disciplinare il tutto è un documento interno di 24 articoli e 22 pagine, approvato a fine settembre dalla giunta Solinas, e inviato non solo ai dipendenti, ma anche a consulenti, collaboratori e titolari d’incarichi fiduciari, come quelli degli staff politici di assessorati, agenzie ed enti regionali. Per quanto riguarda i rapporti con i mezzi di informazione «sugli argomenti ufficiali, dovranno essere – si legge – solo dai soggetti istituzionalmente individuati, o dal personale autorizzato ed incaricato». Tutti gli altri non potranno parlare con i giornalisti di questioni istituzionali o comunque collegate agli atti della pubblica amministrazione. «Il personale – prosegue il Codice – non potrà intrattiene a titolo personale, anche al di fuori dell'orario di lavoro, rapporti con gli organi di informazione sull’attività dell'ufficio di appartenenza». Gli obblighi imposti riguarderanno anche «i comportamenti nei rapporti con i privati e nell'esercizio della libertà d'opinione».
Chat mute. È infatti per quanto riguarda il web, saranno «vietate dichiarazioni che possano coinvolgere l’attività del dipendente», e quindi «dovranno sempre essere «utilizzate forme di comunicazione dal contenuto non offensivo e rispettoso, ispirato all'equilibrio, alla ponderatezza, al rispetto delle altrui opinioni, mantenendo un atteggiamento responsabile, consapevole e misurato». Ancora: «Nell'utilizzo personale di chat, social media, network, blog e forum, il personale dovrà astenersi dal riportare commenti, informazioni o notizie che rappresentino una violazione del segreto d'ufficio, o pubblicare contenuti che possano recare un danno all'immagine o al prestigio dell'amministrazione pubblica». Particolari disposizioni sono previste per i dirigenti, che dovranno vigilare affinché «il Codice sia rispettato e segnalare eventuali violazioni».
La replica. L’Ordine dei giornalisti e l’Associazione della Stampa hanno reagito «con stupore e totale dissenso – si legge in un comunicato – alla delibera che limita le dichiarazioni dei dipendenti regionali». Il provvedimento – prosegue – è di «discutibile costituzionalità, perché oltre a violare la libertà di espressione e il diritto di cronaca, lede l'interesse dei cittadini a essere informati su come funziona la macchina amministrativa pagata dai contribuenti». (ua)
Il diktat. A disciplinare il tutto è un documento interno di 24 articoli e 22 pagine, approvato a fine settembre dalla giunta Solinas, e inviato non solo ai dipendenti, ma anche a consulenti, collaboratori e titolari d’incarichi fiduciari, come quelli degli staff politici di assessorati, agenzie ed enti regionali. Per quanto riguarda i rapporti con i mezzi di informazione «sugli argomenti ufficiali, dovranno essere – si legge – solo dai soggetti istituzionalmente individuati, o dal personale autorizzato ed incaricato». Tutti gli altri non potranno parlare con i giornalisti di questioni istituzionali o comunque collegate agli atti della pubblica amministrazione. «Il personale – prosegue il Codice – non potrà intrattiene a titolo personale, anche al di fuori dell'orario di lavoro, rapporti con gli organi di informazione sull’attività dell'ufficio di appartenenza». Gli obblighi imposti riguarderanno anche «i comportamenti nei rapporti con i privati e nell'esercizio della libertà d'opinione».
Chat mute. È infatti per quanto riguarda il web, saranno «vietate dichiarazioni che possano coinvolgere l’attività del dipendente», e quindi «dovranno sempre essere «utilizzate forme di comunicazione dal contenuto non offensivo e rispettoso, ispirato all'equilibrio, alla ponderatezza, al rispetto delle altrui opinioni, mantenendo un atteggiamento responsabile, consapevole e misurato». Ancora: «Nell'utilizzo personale di chat, social media, network, blog e forum, il personale dovrà astenersi dal riportare commenti, informazioni o notizie che rappresentino una violazione del segreto d'ufficio, o pubblicare contenuti che possano recare un danno all'immagine o al prestigio dell'amministrazione pubblica». Particolari disposizioni sono previste per i dirigenti, che dovranno vigilare affinché «il Codice sia rispettato e segnalare eventuali violazioni».
La replica. L’Ordine dei giornalisti e l’Associazione della Stampa hanno reagito «con stupore e totale dissenso – si legge in un comunicato – alla delibera che limita le dichiarazioni dei dipendenti regionali». Il provvedimento – prosegue – è di «discutibile costituzionalità, perché oltre a violare la libertà di espressione e il diritto di cronaca, lede l'interesse dei cittadini a essere informati su come funziona la macchina amministrativa pagata dai contribuenti». (ua)
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