«Le risorse sono tante ma all’isola non bastano»
di Roberto Petretto
L’assessore regionale ai Lavori pubblici Salaris: insufficienti per colmare il gap
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SASSARI. Un miliardo? Bene, ma non basta. L’assessore regionale ai Lavori pubblici, Aldo Salaris, manifesta grande apprezzamento per «la disponibilità che il ministro Giovannini, così come la sua collega Carfagna, sta dimostrando». Ma invita a non lasciarsi abbagliare da quella cifra così d’impatto: un miliardo di euro per trasporti e infrastrutture che arriveranno nell’isola grazie a Pnrr e Piano complementare. Non è ingordigia, ma una considerazione che parte da un dato numerico: «Se restiamo al settore delle infrastrutture, sul totale dei fondi del Pnrr la percentuale assegnata alla Sardegna è appena dello 0,5. Non basta».
Concetto espresso anche agli stessi ministri: «Abbiamo un’interlocuzione continua con i ministeri delle Infrastrutture e per il Sud - e rivendichiamo, anche sulla base di una sensibilità che il recente voto al Senato sull’insularità ha mostrato essere diffusa, il diritto a vedere ridotto il gap infrastrutturale di cui soffriamo. E quindi crediamo anche di avere diritto a maggiori risorse soprattutto in alcune parti del Pnrr».
Il risultato di portare a casa un discreto pacchetto di soldi non è però trascurabile. Come saranno utilizzati questi milioni? «Per quanto riguarda le opere idrauliche - dice l’assessore - il ministero, nel dato citato dalla Nuova, parla di 147 milioni. Noi abbiamo conoscenza di un intervento complessivo per 162 milioni: 111 dal piano nazionale del settore idrico e altri 47 dal Pnrr».
Come saranno utilizzati questi soldi? «Per la realizzazione di sbarramenti, opere di interconnessione, manutenzione e realizzazione di acquedotti».
Sotto la competenza dell’assessorato ai Lavori pubblici c’è anche l’edilizia residenziale pubblica: «Ci saranno 43 milioni sul fondo complementare - dice l’assessore -. Poi dal Pnrr arriveranno 33 milioni per le piste ciclabili su una necessità complessiva di 350 milioni. Noi abbiamo già finanziato la progettazione di circa 2.000 chilometri di piste».
Delle risorse destinate al sistema dei Porti si occuperà l’Autorità di sistema, ma la Regione chiede sostegno per altri interventi: «Chiediamo che ci vengano date risorse al di fuori di quelle destinate all’Autorità di sistema portuale per quelle strutture che non ricadono sotto la sua competenza - precisa ancora Salaris -. Mi riferisco alle strutture che servono per il trasporto di persone e merci tra le isole minori e alla portualità turistica. Il percorso viene individuato di concerto con diversi assessorati, con quello ai lavori pubblici che fa da pilota. Per questo chiediamo 60 milioni».
Insomma, la lista delle richieste è più lunga di quella dei risultati ottenuti. Con una recriminazione particolare: «Non ci sono risorse sulla viabilità stradale. Dovrebbero arrivarne sulla viabilità interna grazie a fondi complementari. Comunque la discussione è aperta con il ministro Giovannini e con la ministra Carfagna, che stanno mostrando grande disponibilità. Dovremo avere un nuovo incontro a fine novembre proprio per parlare di viabilità e opere cantierabili».
Mentre c’è una certa soddisfazione per i fondi destinati alle ferrovie («ma bisogna capire come verranno spesi i 300 milioni»), dall’assessorato ai lavori pubblici arriva un’altra richiesta: «Servono 150 milioni per l’efficientamento e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico».
In conclusione, bene il “quasi miliardo”, ma la Sardegna crede di avere diritto a qualcosa di più: «Al momento abbiamo riscontro delle risorse elencate ma cogliamo positivamente tutte le altre annunciate dal ministro Giovannini. È vero che queste risorse sono tante, ma per le infrastrutture non bastano. Il gap infrastrutturale va colmato. Quale momento migliore per affrontare lo svantaggio insulare se non quello del Pnrr?».
Concetto espresso anche agli stessi ministri: «Abbiamo un’interlocuzione continua con i ministeri delle Infrastrutture e per il Sud - e rivendichiamo, anche sulla base di una sensibilità che il recente voto al Senato sull’insularità ha mostrato essere diffusa, il diritto a vedere ridotto il gap infrastrutturale di cui soffriamo. E quindi crediamo anche di avere diritto a maggiori risorse soprattutto in alcune parti del Pnrr».
Il risultato di portare a casa un discreto pacchetto di soldi non è però trascurabile. Come saranno utilizzati questi milioni? «Per quanto riguarda le opere idrauliche - dice l’assessore - il ministero, nel dato citato dalla Nuova, parla di 147 milioni. Noi abbiamo conoscenza di un intervento complessivo per 162 milioni: 111 dal piano nazionale del settore idrico e altri 47 dal Pnrr».
Come saranno utilizzati questi soldi? «Per la realizzazione di sbarramenti, opere di interconnessione, manutenzione e realizzazione di acquedotti».
Sotto la competenza dell’assessorato ai Lavori pubblici c’è anche l’edilizia residenziale pubblica: «Ci saranno 43 milioni sul fondo complementare - dice l’assessore -. Poi dal Pnrr arriveranno 33 milioni per le piste ciclabili su una necessità complessiva di 350 milioni. Noi abbiamo già finanziato la progettazione di circa 2.000 chilometri di piste».
Delle risorse destinate al sistema dei Porti si occuperà l’Autorità di sistema, ma la Regione chiede sostegno per altri interventi: «Chiediamo che ci vengano date risorse al di fuori di quelle destinate all’Autorità di sistema portuale per quelle strutture che non ricadono sotto la sua competenza - precisa ancora Salaris -. Mi riferisco alle strutture che servono per il trasporto di persone e merci tra le isole minori e alla portualità turistica. Il percorso viene individuato di concerto con diversi assessorati, con quello ai lavori pubblici che fa da pilota. Per questo chiediamo 60 milioni».
Insomma, la lista delle richieste è più lunga di quella dei risultati ottenuti. Con una recriminazione particolare: «Non ci sono risorse sulla viabilità stradale. Dovrebbero arrivarne sulla viabilità interna grazie a fondi complementari. Comunque la discussione è aperta con il ministro Giovannini e con la ministra Carfagna, che stanno mostrando grande disponibilità. Dovremo avere un nuovo incontro a fine novembre proprio per parlare di viabilità e opere cantierabili».
Mentre c’è una certa soddisfazione per i fondi destinati alle ferrovie («ma bisogna capire come verranno spesi i 300 milioni»), dall’assessorato ai lavori pubblici arriva un’altra richiesta: «Servono 150 milioni per l’efficientamento e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico».
In conclusione, bene il “quasi miliardo”, ma la Sardegna crede di avere diritto a qualcosa di più: «Al momento abbiamo riscontro delle risorse elencate ma cogliamo positivamente tutte le altre annunciate dal ministro Giovannini. È vero che queste risorse sono tante, ma per le infrastrutture non bastano. Il gap infrastrutturale va colmato. Quale momento migliore per affrontare lo svantaggio insulare se non quello del Pnrr?».
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