La Nuova Sardegna

i dettagli della manovra 

Zone economiche speciali e giustizia ecco a cosa serviranno i fondi

Zone economiche speciali e giustizia ecco a cosa serviranno i fondi

SASSARI. La Zona economica speciale in Sardegna ancora non c’è: nelle carte del ministero risulta in fase di attivazione. Però su una Zes che deve nascere potrebbero arrivare un bel po’ di soldi....

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La Zona economica speciale in Sardegna ancora non c’è: nelle carte del ministero risulta in fase di attivazione. Però su una Zes che deve nascere potrebbero arrivare un bel po’ di soldi. Dieci milioni, secondo il dato fornito dal Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili. Per fare cosa?

Innanzitutto i benefici riguarderanno otto Zes in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Entro l’anno i singoli progetti dovranno essere definiti e, come tutti gli al interventi finanziatin col Pnrr, l’opera dovrà essere ultimata entro giugno 2026. In tutto saranno disponibili 630 milioni di euro. Le Zone economiche speciali sono state create nel 2017: vengono istituite su porti, retroporti, aeroporti e linee ferroviarie. All’interno di queste aree le imprese già operative o di nuovo insediamento possono beneficiare di agevolazioni fiscali e di semplificazioni amministrative.

In Sardegna l’intervento finanziato con il Pnrr dovrebbe servire per realizzare,la connessione stradale al terminal Ro-ro del canale porto ovest con la strada statale 195.

Un aiuto importante, anche perché non va considerato singolarmente, ma in accoppiata con altri 170 milioni che arriveranno in Sardegna per sostenere il sistema dei porti. E altri ancora ne potrebbero arrivare da differenti canali di finanziamento.

Una cifra di poco superiore a quella prevista per le Zes in Sardegna (11 milioni) finanzierà le cosiddette cittadelle giudiziarie. Non si tratta di realizzare nuovi villaggi per giudici e avvocati, ma -più semplicemente - di utilizzare 411,7 milioni di euro per «la riqualificazione energetica, la ristrutturazione con materiali sostenibili e la riduzione della vulnerabilità sismica degli uffici giudiziari». L’obiettivo, da realizzare come sempre entro la metà di giugno 2026, un numero di interventi pari a 290.000 metri quadrati di palazzine.

L’attenzione per le sedi in cui si amministra la giustizia dovrà essere da supporto a un altro settore di intervento previsto dal Pnrr di cui forse non si parla abbastanza: quello delle riforme. E la riforma della giustizia è uno dei punti nodali di una operazione che punta a ridisegnare l’intero paese. «Obiettivo fondamentale dei progetti e delle riforme nell’ambito del settore giustizia è la riduzione del tempo del giudizio».

È ovvio che una giustizia migliore ha bisogno anche di spazi adeguati e moderni, dotati di connessioni veloci e strumentazioni all’avanguarida. Caratteristiche che le strutture italiane, e quelle sarde in particolare, spesso non possiedono. Quindi alcune carenze strutturali possono incidere negativamente sull’erogazione dei servizi. Si interverrà, sempre in un’ottica di rispetto dell’ambiente e efficientamento energetico che rappresentano una costante di tutte le azioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative