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Gli ex Air Italy rilanciano la compagnia aerea sarda

Gli ex Air Italy rilanciano la compagnia aerea sarda

In piazza a Cagliari per sollecitare il rinnovo della cassa integrazione in scadenza I sindacati: «Vogliamo sapere dalla Regione se quel progetto è ancora possibile»

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CAGLIARI. Da gennaio non avranno neanche il paracadute della cassa integrazione. Saranno licenziati, senza avere neanche uno straccio di futuro in cui sperare. Gran parte degli oltre mille lavoratori dell’ormai ex Air Italy, società in liquidazione, sono ritornati a far sentire la loro voce. Nei portici del Consiglio regionale, a Cagliari, hanno protestato, ancora una volta, pur sapendo bene che la politica sarda potrà fare ben poco per strappare la proroga degli ammortizzatori sociali, a decidere saranno altri: il ministero ai trasporti e quello del lavoro. Domani riandranno a Roma, dov’è stato convocato l’ennesimo tavolo tecnico, ma nel frattempo chi governa nell’isola è di sicuro l’interlocutore che più cercavano in questa fase di stallo. Perché i sindacati sono convinti che esista ancora una soluzione industriale per far rinascere Air Italy, o qualcosa di molto simile. Quale potrebbe essere? «Una compagnia aerea regionale, messa assieme dalla Sardegna e dalla Lombardia, le due Regioni più coinvolte nella nostra vertenza». Le Associazioni dei piloti e del personale di volo, più la Usb, lo hanno ricordato, con forza, a chi per primo aveva proposto quella via d’uscita: il governatore Christian Solinas, anche se non sono riusciti a incontrarlo. «È un progetto – secondo Marco Bardini di Anpav – in cui noi continuiamo a credere. Nessuno, almeno finora, ha fatto marcia indietro e quindi, salvo smentite ufficiali, è ancora possibile». Se invece nel frattempo – prosegue il sindacalista – «l’idea fosse tramontata, è un nostro diritto sapere dalla politica, poco importa se nazionale o regionale, cosa ha in mente di fare per evitare il nostro licenziamento in massa».

La grande vertenza. Sono 1500 i dipendenti a rischio, 500 solo in Sardegna. «La Regione ha lanciato il progetto della compagnia sardo-lombarda – ribadisce Alessandro Brandanu, delegato e portavoce dell Usb – e oggi noi vogliamo sapere se vuole davvero realizzarlo o meno. Noi, è evidente, speriamo che a gennaio la cassa integrazione sia rinnovata e di non finire disoccupati. Però sia chiaro: tutti noi vorremmo soprattutto continuare a essere considerati lavoratori e non contribuenti passivi dello Stato».

Ita sempre più lontana. A essere di sicuro svanita, invece, è l’ipotesi che gli ex Air Italy possano essere assorbiti dalla neonata Ita Airway. «Impossibile – secondo Brandanu – La nuova compagnia di bandiera ha dimensioni così ridotte da non poter garantire nemmeno il trasferimento dei dipendenti della vecchia Alitalia: su 11.580 saranno assunti solo in 2.800 e chissà quando». Quindi – secondo Emiliano Baragatti dell'Associazione piloti – «il rinnovo della cassa integrazione non è più solo una questione di sopravvivenza, ma soprattutto ci permetterebbe di rimanere ancora legati ad Air Italy». Almeno altri sei mesi: è il tempo di cui hanno bisogno, i sindacati, per capire cosa c’è di vero su un possibile decollo della compagnia aerea regionale .

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