Pileri: «Così si danneggia il mercato dei viaggi»
Il presidente della Fiavet: «Oggi siamo in leggera ripresa, se bloccano i corridoi non ci rialziamo più»
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SASSARI. Il pellegrinaggio ad alta densità di contagi non fa male solo alla salute. Episodi come questo rischiano di penalizzare fortemente il mercato dei viaggi in un momento in cui aveva iniziato a rialzare la testa dopo quasi due anni di blackout. Ne è convinto Gian Mario Pileri, presidente regionale della Fiavet, l’associazione nazionale delle agenzie. «Finalmente stiamo cominciando a respirare con i corridoi, abbiamo richieste per Natale – allarga le braccia –. Ma se ce li bloccano noi non ci rialziamo più. Un altro inverno come quello scorso non ce lo possiamo permettere». In effetti, la situazione negli ultimi mesi è migliorata con l’apertura dei corridoi indicati dalla Farnesina: per andare in Europa basta il green pass, anche se nelle ultime ore la recrudescenza della pandemia sta portando alcuni Stati a modificare le regole di ingresso. E tra questi c’è proprio la Bosnia. «Fino a una settimana fa si poteva entrare senza problemi, bastava il green pass e dunque anche un test fatto in farmacia», spiega Pileri. Dal 25 ottobre però non si può più viaggiare verso la Bosnia per fini turistici, ma solo per ragioni di lavoro, salute o urgenza. E al rientro sarà necessario presentare il referto di un tampone e fare una quarantena di 10 giorni. «Se queste regole ci fossero state prima non sarebbe successo quanto si è verificato a Medjugorje – dice ancora Pileri –. Molti sono partiti con un solo test fatto in farmacia, poi chissà magari lì non sono stati attenti, anche perché lì ci saranno state migliaia di persone da tutta Europa, e quando sono rientrati hanno diffuso il virus a casa. Una cosa inaccettabile. Se rispetti le regole non torni ammalato, ma soprattutto se sei no vax devi prestare una attenzione ancora superiore. Perché poi chi ne paga le conseguenze sono gli altri. Il nostro settore è da due anni con la corda al collo ed episodi come questo ci creano un danno enorme».
Rispetto delle regole e controlli. Sono queste le parole chiave per viaggiare sicuri. Perché, nonostante la pandemia sia ancora in corso, oggi si può viaggiare in sicurezza. «Oltre l’Europa in questo momento ci sono sette corridoi aperti nel mondo che richiedono il green pass, il tampone alla partenza poi al rientro. Sono gli Usa, il Canada, Santo Domingo, le Maldive, le Mauritius, le Seychelles e la Giordania. Le stesse regole valgono per il Mar Rosso, ma non per l’Egitto storico. Per andare negli Emirati arabi servono il green pass e tre tamponi tra partenza, arrivo e ritorno. Rispettando queste regole non c’è bisogno di fare la quarantena al rientro in Italia. Ma solo le agenzie possono vendere questi viaggi prevedendo le assicurazioni Covid. Partire senza è rischiosissimo. Ogni giorno bisogna verificare se sono state modificate le regole, ma in questo modo si può viaggiare senza problemi. E soprattutto – conclude Pileri – servono attenzione, buonsenso e più controlli. Ecco, se c’è una pecca in questo ingranaggio sono proprio i controlli all’arrivo in Italia». (al.pi.)
Rispetto delle regole e controlli. Sono queste le parole chiave per viaggiare sicuri. Perché, nonostante la pandemia sia ancora in corso, oggi si può viaggiare in sicurezza. «Oltre l’Europa in questo momento ci sono sette corridoi aperti nel mondo che richiedono il green pass, il tampone alla partenza poi al rientro. Sono gli Usa, il Canada, Santo Domingo, le Maldive, le Mauritius, le Seychelles e la Giordania. Le stesse regole valgono per il Mar Rosso, ma non per l’Egitto storico. Per andare negli Emirati arabi servono il green pass e tre tamponi tra partenza, arrivo e ritorno. Rispettando queste regole non c’è bisogno di fare la quarantena al rientro in Italia. Ma solo le agenzie possono vendere questi viaggi prevedendo le assicurazioni Covid. Partire senza è rischiosissimo. Ogni giorno bisogna verificare se sono state modificate le regole, ma in questo modo si può viaggiare senza problemi. E soprattutto – conclude Pileri – servono attenzione, buonsenso e più controlli. Ecco, se c’è una pecca in questo ingranaggio sono proprio i controlli all’arrivo in Italia». (al.pi.)
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