La delusione di comitati e associazioni

L’attivista Cao: «Abbiamo morti, malati, aree contaminate ma non è bastato»

LANUSEI. Se nei primi banchi si festeggia l’assoluzione, ben altro clima si respira oltre le transenne che separano le toghe e dalle persone che nel procedimento contro gli ex comandanti, per i quali il pm Biagio Mazzeo, aveva chiesto condanne dai 3 ai 4 anni, si sono costituite parte civile. Nessun clamore alla lettura del dispositivo: delusione, indignazione e rabbia sono i sentimenti che li animano. Esterrefatta si dice Mariella Cao a capo del comitato Gettiamo le basi, che per prima con il medico condotto di Villaputzu agli inizi degli anni 2000 ha denunciato l’alta incidenza di patologie tumorali tra gli abitanti della frazione di Quirra, piccolo agglomerato urbano a due passi dalla base militare interessata da attività militari ad alta intensità. «Che fine hanno fatto i morti? Che fine hanno fatto i malati? Cos’altro serve? Abbiamo la contaminazione delle aree, abbiamo gli altissimi numeri dei decessi ma evidentemente questo non è sufficiente», tuona la combattiva militante, da sempre in prima linea nella battaglia per la verità, che ha partecipato a quasi tutte le 67 udienze del dibattimento andato avanti tra innumerevoli sospensioni.

In attesa delle motivazioni, non nasconde la profonda delusione il direttore di Coldiretti Nuoro-Ogliastra, Alessandro Serra. Le bandiere gialloverdi dell’associazione di categoria che di mattina sventolavano di fronte al palazzo di giustizia, sono state ammainate dopo la sentenza. «Le sentenze si rispettano ma chi pagherà per i danni economici subìti da decine di allevatori costretti ad abbandonare le terre dove le loro greggi avevano pascolato da sempre, costretti a buttare il latte che nessuno voleva acquistare per il clamore mediatico?», incalza Serra che rappresenta le decine di allevatori che, in virtù del co-uso, portavano il bestiame nei terreni della base militare a cavallo tra il Sarrabus e l’Ogliastra. Tra il pubblico anche la deputata Mara Lapia. «Ho voluto essere presente e ascoltare di persona la sentenza di un processo certamente anomalo. Come mai – si chiede la parlamentare – a processo non c'erano i vertici militari e i vertici della Difesa?». La sentenza di un processo storico, perché per la prima volta a giudizio sono finiti gli ex comandanti, è destinata a dividere l'opinione pubblica. Chi è convinto che quelle aree siano state inquinate alza il tiro e punta direttamente allo Stato. (g.f.)

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