Partire tra green pass e “corridoi”
Positività scoperta all’estero: valgono le regole del Paese in cui ci si trova
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SASSARI. Con la ripartenza del turismo, il ministero della Salute ha regolamentato gli spostamenti con un’ordinanza del 28 settembre. Sono stati istituiti i “Corridoi turistici Covid-free”, ovvero gli itinerari in partenza e in arrivo sul territorio nazionale «finalizzati a consentire la realizzazione di viaggi turistici controllati, compresa la permanenza presso strutture ricettive selezionate, secondo specifiche misure di sicurezza sanitaria idonee a garantire il rispetto dei protocolli di sicurezza».
Un requisito è uguale per tutti: si parte solo col green pass. Ma anche chi organizza ha degli obblighi: «gli operatori turistici sono tenuti ad assicurare il rispetto delle misure di sicurezza» previsti dal decreto sui corridoi turistici.
Il ministero, sul proprio sito istituzionale, ha anche realizzato una sezione con le risposte alle domande frequenti. Si chiariscono le «possibilità di viaggiare per turismo verso le destinazioni verso cui è operativa la sperimentazione dei corridoi turistici», specificando se possono viaggiare gli under 12, se si deve passare attraverso un tour operator, se si deve compilare il formulario on line di localizzazione prima del rientro in Italia , quando deve essere effettuato il tampone prima del rientro. Un aspetto importante è quello dell’assicurazione che preveda «l’eventuale rimpatrio sanitario protetto e l’assistenza sanitaria in loco». Molti si chiedono, infatti, che tipo di assistenza viene garantito a una persona che dovesse risultare positiva al test effettuato durante la vacanza.
Il ministero spiega che «la gestione dei casi positivi e dei loro eventuali contatti dipende in prima battuta dalle regole stabilite dallo Stato estero in cui si trova il viaggiatore. Se si scopre di essere positivi all’estero «non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova». Il ministero raccomanda perciò di «pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a Covid».
Un requisito è uguale per tutti: si parte solo col green pass. Ma anche chi organizza ha degli obblighi: «gli operatori turistici sono tenuti ad assicurare il rispetto delle misure di sicurezza» previsti dal decreto sui corridoi turistici.
Il ministero, sul proprio sito istituzionale, ha anche realizzato una sezione con le risposte alle domande frequenti. Si chiariscono le «possibilità di viaggiare per turismo verso le destinazioni verso cui è operativa la sperimentazione dei corridoi turistici», specificando se possono viaggiare gli under 12, se si deve passare attraverso un tour operator, se si deve compilare il formulario on line di localizzazione prima del rientro in Italia , quando deve essere effettuato il tampone prima del rientro. Un aspetto importante è quello dell’assicurazione che preveda «l’eventuale rimpatrio sanitario protetto e l’assistenza sanitaria in loco». Molti si chiedono, infatti, che tipo di assistenza viene garantito a una persona che dovesse risultare positiva al test effettuato durante la vacanza.
Il ministero spiega che «la gestione dei casi positivi e dei loro eventuali contatti dipende in prima battuta dalle regole stabilite dallo Stato estero in cui si trova il viaggiatore. Se si scopre di essere positivi all’estero «non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova». Il ministero raccomanda perciò di «pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a Covid».
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