La Nuova Sardegna

Regole anti covid, la responsabilità è solo nostra

di Silvia Sanna
Regole anti covid, la responsabilità è solo nostra

Evitiamo i luoghi a rischio e chi non l'ha ancora fatto si vaccini per trascorrere le feste in maniera serena ma senza eccessi

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Il Covid intasa di nuovo gli ospedali, porta sofferenza, genera paura. In alcune città italiane, Trieste su tutte, i medici lanciano l’ennesimo allarme: «I reparti sono al limite, stiamo tornando ai periodi più bui della pandemia». Con una differenza fondamentale rispetto al 2020: la stragrande maggioranza dei ricoverati non ha fatto il vaccino, a Trieste come nel resto d’Italia. Basterebbe questo a fare capire quanto sia importante proteggersi, per limitare i rischi nel caso si contragga il virus. Uscire dal Covid, dalla bolla in cui galleggiamo da quasi due anni, mai come in questa fase dipende solo da noi. Non dalla politica, che può incentivare le campagne a favore della vaccinazione e quelle di screening per individuare e arginare subito focolai piccoli e grandi. Ma non può imporre nuove chiusure, abbassare serrande, tenere gli studenti a casa: abbiamo tutti già dato abbastanza.

In questa fase la politica può dirci che il green pass è indispensabile per andare in ufficio, al cinema o al ristorante, ma non stabilire che cosa possiamo e non possiamo fare. Perché dopo quasi due anni lo sappiamo da soli, lo abbiamo imparato sulla nostra pelle e su quella dei nostri cari. E sappiamo anche di essere stati bravi, perché il virus è meno forte di prima e noi abbiamo ripreso a respirare, a vivere. Ma la pandemia non è finita: l’altra lezione imparata a memoria è che con il Covid bisogna convivere ma è importante tenere bene a mente quanto il virus sia subdolo, perché aspetta solo un nostro passo falso per riesplodere. Ecco perché, in questa fase, occorre mantenere i nervi saldi e non fare sciocchezze. Perché lo scontrino da pagare potrebbe essere ancora una volta molto salato.

La cronaca di questi giorni lo dimostra: un pellegrinaggio a Medjugorje ha innescato un focolaio di grandi dimensioni, un viaggio tra amici in Veneto all’insegna del divertimento è terminato in ospedale, tappa finale inattesa e dolorosa. In un amen la Sardegna si è riscoperta di nuovo fragile: oltre cento positivi in un solo giorno, la conta dei decessi che riparte dopo quasi una settimana di stop. Pensiamoci due volte allora prima di infilarci in un luogo super affollato, e poi magari facciamo dietrofront. Rinunciamo al viaggio in una località poco sicura – come la Bosnia per esempio – dove i contagi sono in aumento e dove la percentuale di vaccinati è ancora molto bassa. Indossiamo la mascherina sempre negli spazi al chiuso e anche all’aperto in assenza di distanza di sicurezza, le mani non stanchiamoci di igienizzarle, con i baci e gli abbracci andiamoci cauti anche se la voglia è tanta dopo la lunga astinenza.

Tra poco più di un mese sarà Natale: dopo quello del 2020 in zona rossa e posti a tavola contingentati, questo facciamo in modo di viverlo in serenità con la famiglia e gli amici, ma senza strafare. E i regali acquistiamoli in anticipo, nei negozi c’è già l’imbarazzo della scelta, così da non accalcarci alla vigilia. Soprattutto, vacciniamoci se non lo abbiamo ancora fatto, perché ci vantiamo di essere giovani e forti o perché siamo anziani e con qualche acciacco. E chi ha già fatto le due dosi controlli il calendario: se sono trascorsi sei mesi non rimandi l’appuntamento con la terza. Non sfidiamolo questo virus, perché rischiamo di perdere senza possibilità di rivincita.


 

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