Fugge all’alt dei carabinieri «Ho il trauma della divisa»
di Valeria Gianoglio
Condannato l’allevatore scappato da un posto di blocco durante un blitz antidroga. «Da quando avevo dieci anni sono terrorizzato dal blu e dalle forze dell’ordine»
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NUORO. «Ma mi faccia capire, signor Farina, soltanto per comprendere: lei quando vede i carabinieri scappa sempre? Lei, quando vede i carabinieri ed è in mezzo alla strada, scappa sempre?». «Sì, signor giudice, è da quando ero piccolo che ho il trauma. Avevo 10 anni, ero nell’ovile con mio padre e mio fratello, era sera, sono arrivate le divise, ci hanno buttato a terra con le armi sopra. E io da allora ho il trauma, quando li vedo ho il trauma. Non ci posso fare niente». «Ma lei quando si è dato alla fuga quel giorno ha visto che davanti a lei c’era un carabiniere, che c’era un militare che si è messo davanti a lei?». «No, non ho visto niente, sono scappato e basta. Sarà stata la paura. Mi è rimasto questo trauma: come vedo il blu o le divise, scappo. Capirà: avevo 10, 12 anni, mi hanno buttato per terra ...».
Si è giustificato così, ieri, davanti al gup Giovanni Angelicchio, l’allevatore di Orgosolo Francesco Farina. Finito a processo, con il rito abbreviato, per le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di droga e furto di corrente elettrica. Tre reati scoperti dai carabinieri nell’ambito della stessa operazione condotta nelle campagne del Nuorese nel mese di novembre del 2019. Sia Farina, sia il suo avvocato di fiducia Angelo Magliocchetti, nel corso dell’udienza hanno spiegato che quel giorno non c’era stato alcun furto ma solo un tentativo di capire perché fosse saltata la corrente, e che non c’era stato nemmeno un tentativo di coltivare marijuana, ma che Farina avesse invece acquistato semi di canapa sativa da un negozio e con tanto di certificato e scontrino, per scoprire solo dopo che conteneva un principio attivo fuori dai limiti. «Li avevo acquistati da una bottega a Cagliari – ha spiegato ieri Farina, sottoponendosi all’esame delle parti – poi ne ho seminato circa 300». E quanto alla resistenza a pubblico ufficiale, l’allevatore si è giustificato spiegando di aver un trauma non risolto legato alla vista delle divise. Ma la sua giustificazione, evidentemente, non ha convinto il gup che lo ha condannato a tre anni e quattro mesi, con il riconoscimento delle circostanze attenuanti prevalenti sulle aggravanti, e la recidiva. Il pm Andrea Ghironi aveva chiesto una condanna a 4 anni e seimila euro di multa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Si è giustificato così, ieri, davanti al gup Giovanni Angelicchio, l’allevatore di Orgosolo Francesco Farina. Finito a processo, con il rito abbreviato, per le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di droga e furto di corrente elettrica. Tre reati scoperti dai carabinieri nell’ambito della stessa operazione condotta nelle campagne del Nuorese nel mese di novembre del 2019. Sia Farina, sia il suo avvocato di fiducia Angelo Magliocchetti, nel corso dell’udienza hanno spiegato che quel giorno non c’era stato alcun furto ma solo un tentativo di capire perché fosse saltata la corrente, e che non c’era stato nemmeno un tentativo di coltivare marijuana, ma che Farina avesse invece acquistato semi di canapa sativa da un negozio e con tanto di certificato e scontrino, per scoprire solo dopo che conteneva un principio attivo fuori dai limiti. «Li avevo acquistati da una bottega a Cagliari – ha spiegato ieri Farina, sottoponendosi all’esame delle parti – poi ne ho seminato circa 300». E quanto alla resistenza a pubblico ufficiale, l’allevatore si è giustificato spiegando di aver un trauma non risolto legato alla vista delle divise. Ma la sua giustificazione, evidentemente, non ha convinto il gup che lo ha condannato a tre anni e quattro mesi, con il riconoscimento delle circostanze attenuanti prevalenti sulle aggravanti, e la recidiva. Il pm Andrea Ghironi aveva chiesto una condanna a 4 anni e seimila euro di multa.
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