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Nel cervello dell’antidroga

Nel cervello dell’antidroga

La Direzione centrale è un’organizzazione interforze

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SASSARI. Un alto funzionario si raccomanda: «Per favore, non pubblicate una foto di un corpo o di un altro. Noi siamo un organismo interforze. Ci sono carabinieri, polizia, guardia di finanza, ma ci presentiamo con Dcsa». L’acronimo indica la Direzione centrale per i servizi antidroga ed è, appunto, un organismo interforze istituito nell’ambito del Dipartimento della pubblica sicurezza. Il Dcsa opera alle dipendenze del capo della polizia «per l’attuazione delle direttive emanate dal ministro dell’Interno in materia di coordinamento e di pianificazione delle forze di polizia e di alta direzione dei servizi di polizia per la prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope».

La Direzione centrale è quindi composta da personale interforze di polizia di Stato, Arma dei carabinieri, guardia di finanza. Persino il simbolo dell’organizzazione sottolinea l’unità tra i tre corpi. Sotto il motto «trigemina vis cor unum» gli emblemi di polizia, carabinieri e finanza per realizzare un messaggio che vuole esaltare «il ruolo di coordinamento della Direzione». All’interno della Dcsa opera anche personale dell’amministrazione civile dell’Interno.

L’organizzazione è diretta, secondo un criterio di rotazione triennale, da un dirigente di vertice proveniente da ciascuna delle tre forze di polizia. Attualmente il comando è affidato al generale di Corpo d’Armata della guardia di finanza, Antonino Maggiore.

La Direzione centrale venne istituita agli inizi degli anni Novanta, ereditando compiti, personale e dotazioni del soppresso Servizio centrale antidroga.

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