Le misure del governo
Terza dose contro la quarta ondata
Per limitare i contagi mascherine all’aperto e sistema dei colori
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. Spingere al massimo la terza dose, insistere nel tentativo di ridurre i no vax, essere pronti ad aggiustare in corsa i provvedimenti in atto in caso di peggioramento, attuare misure locali se i contagi dovessero esplodere e gli ospedali andare in sofferenza. Il governo si prepara ad affrontare la quarta ondata del Covid ribadendo che è necessario non abbassare la guardia: cautela, dunque, ma niente drammatizzazioni. Anche perché, affermano fonti dell'esecutivo, sono i numeri a determinare le scelte e i dati dicono che il “sistema Italia” sta tenendo, anche grazie a scelte più rigide rispetto ad altri paesi europei. Se si riuscirà a contenere il rialzo dei contagi, resteranno le misure attuali. Dunque l'obbligo di mascherina al chiuso e l'obbligo del green pass per accedere a luoghi di lavoro, eventi, ristoranti, cinema e teatri. Così come resta in vigore il sistema dei colori: in zona gialla si va se l'incidenza è pari o superiore a 50 e inferiore a 150 casi ogni 100mila abitanti, il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è superiore al 10% e quello dei reparti ordinari al 15%. Al momento non ci sono regioni in queste condizioni, ma il Friuli ha già raggiunto due parametri su tre (incidenza a 233 e occupazione terapie intensive al 10,9%). Se invece la situazione dovesse peggiorare, potrebbe ritornare l'obbligo della mascherina all'aperto e del green pass per accedere ai mercatini di Natale. Escluso, invece, il lockdown per i non vaccinati. Un intervento ci sarà comunque prima di Natale, quando sul tavolo dell'esecutivo arriverà la proroga dello stato d'emergenza e dovrebbe essere prolungato anche l'obbligo del green pass.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google