La Nuova Sardegna

Il coming out in diretta tv per battere l’omofobia

di Silvia Sanna
Il coming out in diretta tv per battere l’omofobia

La rivelazione pubblica di Spadafora e Matano dopo lo stop al Ddl Zan

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SASSARI. Ha detto di essere frastornato, di non avere dormito per tre giorni. Ma anche che la sua previsione si è avverata: «Da domani sarò più felice», aveva detto l’ex ministro Vincenzo Spadafora, M5S, subito avere rivelato a Fabio Fazio in diretta tv di essere omosessuale. «Lo faccio perché penso che chi ricopre un ruolo pubblico e politico come il mio abbia qualche responsabilità in più, ma lo faccio anche per me stesso perché ho imparato, forse molto tardi, che è importante volersi bene e rispettarsi», ha spiegato il deputato con la voce strozzata dall’emozione. Un coming out considerato necessario «per spegnere il brusio di fondo che si sente in politica, un mondo nel quale l’omosessualità è ancora usata per ferire», arrivato pochi giorni dopo rispetto a quello di Alberto Matano.

Il 28 ottobre durante il suo programma “La vita in diretta” il giornalista e conduttore Rai ha commentato così l'applauso dei senatori dopo la votazione negativa al Ddl Zan: «Anche io da adolescente sono stato vittima di omofobia». E proprio lo stop al disegno di legge ha contribuito ad animare il dibattito: è giusto o no rendere pubblico il proprio orientamento sessuale? Condividere le scelte private può aiutare chi invece le nasconde per paura di essere discriminato? Il coming out di Spadafora e Matano punta proprio a questo e il loro pensiero è condiviso da tanti, etero e gay, convinti che la vera normalità ci sarà solo quando la vita privata rimarrà tale: ma perché accada, è necessario raggiungere una sorta di “immunità di gregge” con coming out così tanti e frequenti da rendere l’omosessualità una non notizia.

E se Spadafora e Matano sono gli ultimi, prima di loro sono stati tanti i personaggi noti e di successo che hanno scelto di parlare pubblicamente in tv e sui giornali del loro orientamento sessuale, accomunati dal desiderio di stoppare i pettegolezzi e i brusii denunciati dall’ex ministro. Lo fece dopo tanta sofferenza nel 1988 il cantautore Umberto Bindi nel salotto di Maurizio Costanzo, più recenti le rivelazioni dei cantanti Tiziano Ferro, Michele Bravi e Marco Carta, degli attori Gabriel Garko ed Eva Grimaldi, della pallavolista stella della Nazionale Paola Egonu, dell’ex europarlamentare Elly Schlein, per citarne alcuni tra i tanti. Tutti, un instante dopo, hanno detto di sentirsi finalmente liberi.

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