La Nuova Sardegna

Il Pd verso il congresso le correnti cercano l’intesa

di Alessandro Pirina
Il Pd verso il congresso le correnti cercano l’intesa

Area Cabras Fadda, Base riformista e zingarettiani per una candidatura unitaria Deiana (mozione Mura) apre all’accordo: prima dicano sì al nostro documento

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SASSARI. C’è chi punta a un nome unitario che vada oltre le varie anime, chi punta alla conta tra le varie anime. A poco più di quarantotto ore dalla scadenza per la presentazione delle candidature alla segreteria regionale è questa la vera battaglia all’interno del Pd. Ed è per questo che nelle ultimi ore si sono intensificati gli incontri, le interlocuzioni nei gruppi e al loro esterno. L’attuale maggioranza formata da Popolari-riformisti, ovvero l’area Cabras-Fadda, insieme alla Base riformista di Gavino Manca e agli ex Ds guidati da Siro Marrocu, vorrebbe andare oltre le correnti ed eleggere un candidato unitario che guidi il partito verso le prossime scadenze: amministrative, politiche e regionali. Un nome che potrebbe anche provenire da un’area diversa dalla maggioranza che in questi anni ha sostenuto Emanuele Cani. Ipotesi che verrebbe vista con favore anche dall’area degli zingarettiani, meno dai soriani. Il gruppo che fa capo all’ex governatore, infatti, punterebbe a un nome di rottura con il passato. E per questo potrebbe esserci una convergenza con la mozione di Romina Mura, con la stessa deputata che potrebbe candidarsi alla guida del partito. Le prossime ore saranno decisive, oggi sono previsti altri incontri.

Il segretario insiste sulla necessità di una unione tra tutte la anime dem. «Vista la fragilità del momento a causa della pandemia, credo che sia giusto convergere su un candidato o su una candidata unitaria – sostiene Cani –. Mi rendo conto che è una attività delicata, ma mi dispiacerebbe rivedere guerre e faide nel Pd. La base non le accetterebbe». Il segretario, area Cabras Fadda, apre all’ipotesi di un candidato che vada oltre l’attuale maggioranza. «Per quanto mi riguarda non c’è nessuna preclusione. Chiunque può indicare la migliore figura con determinate caratteristiche e fare una proposta di una candidatura unitaria. Mi spiace che Romina Mura non abbia accolto una soluzione di questo tipo».

Cani fa riferimento alla deputata dem prima firmataria della mozione programmatica che chiede di andare oltre le correnti. Una lettera-appello corredata di oltre 200 firme. In questo momento l’ala del partito meno disposta ad accettare un candidato unitario. Ma il secondo firmatario, Emiliano Deiana, presidente Anci, non esclude che si possa trovare una convergenza con le altre anime del Pd, ma prima le stesse dovranno “sposare” in toto il loro documento programmatico. «Abbiamo chiesto un partito aperto, diffuso e organizzato che segni la fine della degenerazione correntizia, una alternativa netta e intransigente alla maggioranza di Solinas, scelta del candidato alla presidenza della Regione con metodo partecipato da tutte le forze della coalizione. Abbiamo proposto un programma dettagliato su agenda sociale, questione sarda e lotta allo spopolamento. Se le altre parti organizzate del Pd sono d’accordo con questa impostazione – conclude Deiana – lo dicano pubblicamente e dopo sarà facile trovare il nome unitario per interpretare al meglio la nuova linea politica del Pd sardo».

Ago della bilancia, in questo momento, è l’area che fa capo a Nicola Zingaretti, gruppo di cui fanno parte l’ex deputato Tore Cherchi e l’ex sottosegretario Giulio Calvisi. Loro stanno lavorando per arrivare a una candidatura unitaria, ma devono fare i conti con la componente soriana, che guarda con interesse alla mozione Mura-Deiana. La scadenza per la presentazione delle candidature, prevista per il 13, è stata rinviata a martedì, mentre le primarie sono fissate per il 12 dicembre.

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