La Lingua blu ha colpito un terzo degli ovini sardi
Mele (Confagricoltura) alla Regione: subito un tavolo permanente per le calamità. «Oltre un milione i capi infetti, colpa di ritardi e mancata programmazione»
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SASSARI. Oltre un terzo dei capi ovicaprini allevati in Sardegna, circa 1.058.271, risulta oggi interessato dall’ultima epidemia di Blue tongue scoppiata questa estate. Sono coinvolte le greggi che hanno avuto sintomi clinici, decessi, abbattimenti e restrizioni sanitarie. Un disastro per il pilastro dell’economia sarda, il settore dell’allevamento cui è legato il lattiero-caseario, dovuto a «una mancata programmazione degli interventi preventivi che ci obbligano a rincorrere i problemi e a spendere ingenti risorse delle casse pubbliche».
Non si può più attendere, occorre un tavolo permanente, dice Confagricoltura Sardegna, preoccupata dai dati che giungono dalle migliaia di aziende agricole e pastorali colpite in questi ultimi mesi dal dilagare della Blue tongue nel comparto ovicaprino e dalla presenza distruttiva delle cavallette in alcune aree dell’Isola. «La Regione attivi subito un tavolo permanente per la gestione delle malattie animali e per le calamità», dice il presidente Paolo Mele, che propone «il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse che, magari mensilmente, dovrebbero incontrarsi per fare il punto della situazione: organizzazioni, università, Istituto zooprofilattico, Agris, Laore, le strutture sanitarie animali con le Assl territoriali. Un luogo di confronto costante in cui si possano prendere rapidamente le dovute decisioni per anticipare l’evoluzione delle criticità».
All’11 novembre erano 2.944 i focolai attivi, 25.979 gli animali morti e 105.266 i capi con sintomi clinici in corso. «I dati elaborati dall’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale – dice Mele – dimostrano un trend di crescita epidemiologico ancora in corso, con un aumento costante di centinaia di ovicaprini deceduti al giorno». La colpa? «Ritardo, nei modi e nei tempi, dell’avvio della campagna vaccinale per la Lingua blu – dice Mele – E se si fosse intervenuti rapidamente con cordoni sanitari, isolamento e contenimento delle realtà a rischio e con la precauzione massima nelle movimentazioni degli animali il quadro odierno sarebbe sicuramente diverso. Negli incontri tenuti questa estate con gli uffici regionali si era detto di partire già dall’autunno con una forte campagna vaccinale e di disinfestazione, ma non si sa nulla, così come non si hanno notizie degli studi e le sperimentazioni di Laore sul contenimento della circolazione del culicoide, l’insetto vettore della lingua blu che infetta gli animali. (a.palmas)
Non si può più attendere, occorre un tavolo permanente, dice Confagricoltura Sardegna, preoccupata dai dati che giungono dalle migliaia di aziende agricole e pastorali colpite in questi ultimi mesi dal dilagare della Blue tongue nel comparto ovicaprino e dalla presenza distruttiva delle cavallette in alcune aree dell’Isola. «La Regione attivi subito un tavolo permanente per la gestione delle malattie animali e per le calamità», dice il presidente Paolo Mele, che propone «il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse che, magari mensilmente, dovrebbero incontrarsi per fare il punto della situazione: organizzazioni, università, Istituto zooprofilattico, Agris, Laore, le strutture sanitarie animali con le Assl territoriali. Un luogo di confronto costante in cui si possano prendere rapidamente le dovute decisioni per anticipare l’evoluzione delle criticità».
All’11 novembre erano 2.944 i focolai attivi, 25.979 gli animali morti e 105.266 i capi con sintomi clinici in corso. «I dati elaborati dall’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale – dice Mele – dimostrano un trend di crescita epidemiologico ancora in corso, con un aumento costante di centinaia di ovicaprini deceduti al giorno». La colpa? «Ritardo, nei modi e nei tempi, dell’avvio della campagna vaccinale per la Lingua blu – dice Mele – E se si fosse intervenuti rapidamente con cordoni sanitari, isolamento e contenimento delle realtà a rischio e con la precauzione massima nelle movimentazioni degli animali il quadro odierno sarebbe sicuramente diverso. Negli incontri tenuti questa estate con gli uffici regionali si era detto di partire già dall’autunno con una forte campagna vaccinale e di disinfestazione, ma non si sa nulla, così come non si hanno notizie degli studi e le sperimentazioni di Laore sul contenimento della circolazione del culicoide, l’insetto vettore della lingua blu che infetta gli animali. (a.palmas)
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