Marijuana in un ovile nuovo blitz nel Goceano

I carabinieri sequestrano 206 chili di infiorescenze, arrestato 39enne di Benetutti 

SASSARI. A distanza di 24 ore dal ritrovamento di 560 chili di droga in un ovile di Bottidda, i carabinieri della compagnia di Bono e della stazione di Benetutti mettono a segno un altro importante colpo nel contrasto alla diffusione di sostanze stupefacenti: 206 chili di marijuana sono stati sequestrati giovedì pomeriggio ancora una volta all’interno di un’azienda agricola. E, di nuovo, nelle campagne del Goceano: precisamente nella località “Sa Mandra de Sa Jua” che si trova nel comune di Benetutti.

L’operazione ha portato anche all’arresto di un 39enne del paese, Alessio Mulas, che ora dovrà rispondere dell’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Ieri mattina, nel tribunale di Nuoro, il gip Teresa Castagna ha convalidato l’arresto e ha disposto nei confronti dell’indagato – difeso dall’avvocato Lorenzo Soro – la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli aveva chiesto gli arresti domiciliari.

Nell’ambito della stessa attività i militari hanno denunciato a piede libero tre giovani del paese che avrebbero avuto il ruolo di “operai” per conto di Mulas. Lo avrebbero cioè aiutato nella “ripulitura” delle infiorescenze.

Anche in questo caso, come spesso sta succedendo nelle varie operazioni eseguite dalle forze dell’ordine in Sardegna di recente, sono le zone di campagna il terreno fertile per la custodia della marijuana. Nel caso specifico, giovedì è stata una pattuglia della stazione dei carabinieri di Benetutti, impegnata nel controllo del territorio e in particolare delle campagne del Goceano, a sentire un forte odore, quello tipico della marijuana. I carabinieri hanno quindi seguito la scia che li ha portati fino a un ovile. La perquisizione di uno stabile all’interno dell’azienda agricola, al cui interno era presente il 39enne, ha permesso ai militari di scoprire un vero e proprio deposito della droga, all’interno del quale erano stoccati 206 chili di marijuana, suddivisi in numerosi sacchi e pronti alla commercializzazione. Oltre a questo sono stati trovati diversi attrezzi utili al confezionamento della sostanza, tra cui alcune ventole utilizzate per far essiccare la marijuana. Tutto il materiale è stato sequestrato mentre il proprietario è stato accompagnato nella propria abitazione, agli arresti domiciliari. Fino all’udienza di convalida di ieri durante la quale l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha chiesto di poter rendere dichiarazioni spontanee. Ha cioè voluto spiegare al giudice che quella sostanza non avrebbe nulla di illegale perché si tratterebbe di cannabis sativa. Nessuna attività illecita, quindi, a suo dire.

Ora quella marijuana dovrà essere sottoposta agli accertamenti diventati ormai di rito. Proprio perché sono finalizzati ad accertare la percentuale di principio attivo dalla quale dipendono gli eventuali provvedimenti della magistratura a carico degli indagati. Le indagini dei carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Bono non si fermano e anzi stanno accelerano perché c’è il sospetto fondato che altre persone possano essere coinvolte nell’operazione portata a termine a Benetutti. Oltre ai tre già denunciati a piede libero.

Ma, più in generale, è chiaro che nel Goceano ci sia un incremento notevole di attività che hanno a che fare con la coltivazione della cannabis. Lo dimostra il gran numero di sequestri eseguiti dai carabinieri negli ultimi mesi. Anche se la verità è che tutta l’isola, come confermano i dati del Dipartimento centrale del ministero dell’Interno («sequestri raddoppiati nei primi dieci mesi del 2021»), è interessata dal boom di produzioni. Che siano lecite o meno è un altro aspetto e solo le perizie potranno stabilirlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes