Alberti Casellati: «Il nostro faro sia il merito»
Ha iniziato il suo discorso con «un pensiero commosso per il Cagliaritano, travolto dall’acqua», sottolineando come «ancora una volta il popolo sardo saprà rialzarsi in fretta», poi ha sottolineato l’...
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Ha iniziato il suo discorso con «un pensiero commosso per il Cagliaritano, travolto dall’acqua», sottolineando come «ancora una volta il popolo sardo saprà rialzarsi in fretta», poi ha sottolineato l’importanza del respiro europeo e internazionale degli Atenei: «Per valorizzare e mettere a frutto le competenze dei nostri giovani e per contribuire in modo sostanziale al rilancio economico e sociale del Paese», sottolineando che «Al centro del nostro sistema, il nostro faro, dev'essere il merito». Così la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha aperto ieri mattina la cerimonia di inaugurazione del 460° anno accademico dell'Università di Sassari. «Un Ateneo antico e prestigioso – ha detto – che annovera tra i suoi docenti il Premio Nobel Daniel Bovet, professore di farmacologia dal 1964 al 1971, e due Presidenti della Repubblica, Antonio Segni e Francesco Cossiga. E che, con i suoi 10 Dipartimenti e oltre 13000 studenti, si distingue a livello nazionale ed internazionale, per l’ampiezza e la varietà dell’offerta formativa. Ma è soprattutto alla ricerca che l’Università Turritana volge la sua attenzione e il suo interesse».
«È questa la lungimirante strada intrapresa. È questo il capitale di cui avete compreso ricchezza e potenzialità. L’Università può divenire il centro pulsante della città e del territorio. L’ambito privilegiato di iniziative e progetti che possano coniugare innovazione, competitività e inclusione sociale. E questo Ateneo ne è davvero l’esempio».
«È questa la lungimirante strada intrapresa. È questo il capitale di cui avete compreso ricchezza e potenzialità. L’Università può divenire il centro pulsante della città e del territorio. L’ambito privilegiato di iniziative e progetti che possano coniugare innovazione, competitività e inclusione sociale. E questo Ateneo ne è davvero l’esempio».
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