Altra giornata senza vittime nell’isola
In calo i nuovi positivi, 35 ma diminuiscono anche i tamponi. Allarme in 5 regioni
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CAGLIARI. Contagi da Covid ancora in frenata in Sardegna, dove nelle ultime 24 ore non si registra nessun decesso. I nuovi casi accertati sono 35 (-42 rispetto a lunedì) ma sulla base di appena 766 persone testate. Complessivamente, fra molecolari e antigenici, sono stati processati 2.677 test. Il tasso di positività è così risalito di qualche punto al 1,3 per cento. Stabili sia i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, in tutto 8, sia quelli in area medica, in totale 44. Sono sostanzialmente stabili anche le persone ancora in isolamento domiciliare: 1.803, con un più sei rispetto al giorno prima.
L’Isola si conferma dunque una regione virtuosa in un panorama ancora molto incerto. Tanto che l'Associazione italiana di epidemiologia rileva una «significativa accelerazione della diffusione» del virus che nel giro di 14 giorni potrebbe portare 5 regioni (Alto Adige, Molise, Friuli, Valle d'Aosta e Veneto) a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8 (Liguria, Lazio, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Lombardia, Campania) sopra 150 casi per 100.000.
La quarta ondata è in atto e il Governo punta a non farsi sommergere senza ricorrere alle misure dure che hanno caratterizzato lo scorso inverno, con il Natale “in rosso” e le limitazioni su spostamenti e cenoni. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa invita a «guardare con fiducia alle prossime settimane: gli italiani si sono in gran parte vaccinat e, negli ospedali la situazione è sotto controllo». Dunque, aggiunge, «non c'è la volontà di una modifica dei criteri per l'ottenimento del green pass, escludendo i tamponi, come da più parti si invoca». Del tema sarà investito il Cts. Il coordinatore, Franco Locatelli, spiega che «verrà fatta una riflessione alla luce delle evidenze che, dopo i 6 mesi dalla vaccinazione, c'è una riduzione della protezione rispetto al rischio di essere contagiati e, quindi, di diventare contagianti ma, al momento, non vi è nulla di deciso». Il premier Mario Draghi ed i ministri faranno il punto all'inizio di dicembre.
L’Isola si conferma dunque una regione virtuosa in un panorama ancora molto incerto. Tanto che l'Associazione italiana di epidemiologia rileva una «significativa accelerazione della diffusione» del virus che nel giro di 14 giorni potrebbe portare 5 regioni (Alto Adige, Molise, Friuli, Valle d'Aosta e Veneto) a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8 (Liguria, Lazio, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Lombardia, Campania) sopra 150 casi per 100.000.
La quarta ondata è in atto e il Governo punta a non farsi sommergere senza ricorrere alle misure dure che hanno caratterizzato lo scorso inverno, con il Natale “in rosso” e le limitazioni su spostamenti e cenoni. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa invita a «guardare con fiducia alle prossime settimane: gli italiani si sono in gran parte vaccinat e, negli ospedali la situazione è sotto controllo». Dunque, aggiunge, «non c'è la volontà di una modifica dei criteri per l'ottenimento del green pass, escludendo i tamponi, come da più parti si invoca». Del tema sarà investito il Cts. Il coordinatore, Franco Locatelli, spiega che «verrà fatta una riflessione alla luce delle evidenze che, dopo i 6 mesi dalla vaccinazione, c'è una riduzione della protezione rispetto al rischio di essere contagiati e, quindi, di diventare contagianti ma, al momento, non vi è nulla di deciso». Il premier Mario Draghi ed i ministri faranno il punto all'inizio di dicembre.
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