Sassari, Azzolina agli studenti: anch’io vittima di bullismo
Paoletta Farina
La deputata al tecnico Devilla: «Avevo voti buoni ed ero diventata un bersaglio. La Dad? Una scelta obbligata. La scuola post pandemia non sarà uguale a prima»
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Alla fine un lungo applauso e una corsa ai selfie con l’ex ministra. Lucia Azzolina, che ha guidato la Pubblica istruzione nel periodo più difficile per il Paese, la pandemia, ha conquistato gli studenti del Polo Tecnico Devilla e loro hanno conquistato lei. Per due ore, nell’auditorium dell’istituto superiore sassarese, al fianco della dirigente Nicoletta Puggioni che ha condotto il dibattito, la parlamentare Cinque Stelle ha dialogato con gli studenti (non tutti hanno potuto partecipare proprio a causa delle restrizioni sanitarie) rispondendo alle domande che le hanno proposto, raccontando e raccontandosi. Con empatia, con semplicità, come fa un’insegnante. Quale è, perché l’Azzolina fa parte del mondo della scuola ben prima di esserne stata il ministro.
Ministra solo nel periodo dell’assalto del Covid, però. «Una “sfiga” – hanno detto i ragazzi -, ma lei come ha affrontato l’emergenza?». «Avevo giurato davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 10 gennaio del 2020, il successivo 4 marzo è arrivata la decisione di chiudere le scuole, che non ho preso io, perché non era nelle mie competenze. Ho lavorato 24 ore su 24 perché tutti eravamo impreparati a un evento eccezionale quale è stato. E allora ci siamo inventati la didattica a distanza: è stata una scommessa perché, come sapete, la connessione internet non funziona come dovrebbe, anzi, in alcune zone non funziona neanche. Ma era l’unico modo per non perdere i ragazzi, non lasciarli sulla strada, assicurare comunque un momento di socializzazione e nei tanti messaggi e lettere che mi sono state inviate dagli studenti questo mi veniva chiesto: non spezzare il legame con la scuola».
«Dalla Dad – ha proseguito Azzolina – traiamo quanto di positivo c’è stato, e vi invito a pensare che le difficoltà che avete subito possano diventare un momento di rilancio, un’opportunità. Perché è certo che la scuola post pandemia non potrà più essere come la precedente, ma la scuola è il vostro futuro, voi siete il futuro e dovrete prendere in mano l’Italia e, con l’impegno, potrete fare tanto per il vostro Paese».
«C’è qualcosa che non rifarebbe o che si è pentita di non aver fatto? E come ha gestito lo stress davanti a tanta responsabilità?», hanno incalzato i ragazzi. «Premesso che per me fare il ministro è stato un onore, mi dico che avrei dovuto difendermi di più di fronte agli attacchi e alle notizie false che venivano pubblicate. Avrei dovuto dire “non è vero”, ma si era deciso di non rispondere. Mi ha aiutato invece aver scelto uno staff preparato al mio fianco».
Poi si è passati ai temi del ruolo delle donne in politica («voi ragazze tirate fuori le unghie»); degli insulti sessisti di cui è stata vittima sui social («ho provato una profonda nausea a leggerli e querelato chi mi dileggiava. Pensare e riflettete sempre prima di usare la tastiera del computer per lanciare offese»); del bullismo («anche io ne sono stata vittima, avevo buoni voti e sono diventata un bersaglio» ). Del Ddl Zan l’Azzolina ha detto: «Ho molto sofferto per gli applausi in aula che lo hanno affossato, io sono favorevole, interpreta una richiesta della società che è più avanti della politica».
Infine il grazie ai giovani della scuola. «Questa giornata con voi mi ha arricchito», ha concluso la parlamentare.
L’incontro con Lucia Azzolina è stato il primo di una serie programmata dalla scuola con personalità di spicco in diversi campi, nell’ambito del progetto “A colloquio con i grandi, un portale verso il futuro”.
Ministra solo nel periodo dell’assalto del Covid, però. «Una “sfiga” – hanno detto i ragazzi -, ma lei come ha affrontato l’emergenza?». «Avevo giurato davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 10 gennaio del 2020, il successivo 4 marzo è arrivata la decisione di chiudere le scuole, che non ho preso io, perché non era nelle mie competenze. Ho lavorato 24 ore su 24 perché tutti eravamo impreparati a un evento eccezionale quale è stato. E allora ci siamo inventati la didattica a distanza: è stata una scommessa perché, come sapete, la connessione internet non funziona come dovrebbe, anzi, in alcune zone non funziona neanche. Ma era l’unico modo per non perdere i ragazzi, non lasciarli sulla strada, assicurare comunque un momento di socializzazione e nei tanti messaggi e lettere che mi sono state inviate dagli studenti questo mi veniva chiesto: non spezzare il legame con la scuola».
«Dalla Dad – ha proseguito Azzolina – traiamo quanto di positivo c’è stato, e vi invito a pensare che le difficoltà che avete subito possano diventare un momento di rilancio, un’opportunità. Perché è certo che la scuola post pandemia non potrà più essere come la precedente, ma la scuola è il vostro futuro, voi siete il futuro e dovrete prendere in mano l’Italia e, con l’impegno, potrete fare tanto per il vostro Paese».
«C’è qualcosa che non rifarebbe o che si è pentita di non aver fatto? E come ha gestito lo stress davanti a tanta responsabilità?», hanno incalzato i ragazzi. «Premesso che per me fare il ministro è stato un onore, mi dico che avrei dovuto difendermi di più di fronte agli attacchi e alle notizie false che venivano pubblicate. Avrei dovuto dire “non è vero”, ma si era deciso di non rispondere. Mi ha aiutato invece aver scelto uno staff preparato al mio fianco».
Poi si è passati ai temi del ruolo delle donne in politica («voi ragazze tirate fuori le unghie»); degli insulti sessisti di cui è stata vittima sui social («ho provato una profonda nausea a leggerli e querelato chi mi dileggiava. Pensare e riflettete sempre prima di usare la tastiera del computer per lanciare offese»); del bullismo («anche io ne sono stata vittima, avevo buoni voti e sono diventata un bersaglio» ). Del Ddl Zan l’Azzolina ha detto: «Ho molto sofferto per gli applausi in aula che lo hanno affossato, io sono favorevole, interpreta una richiesta della società che è più avanti della politica».
Infine il grazie ai giovani della scuola. «Questa giornata con voi mi ha arricchito», ha concluso la parlamentare.
L’incontro con Lucia Azzolina è stato il primo di una serie programmata dalla scuola con personalità di spicco in diversi campi, nell’ambito del progetto “A colloquio con i grandi, un portale verso il futuro”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
