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Laurea honoris causa per Elio Pulli

Laurea honoris causa per Elio Pulli

L’artista 87enne emozionato: eravamo 8 fratelli, non avevo potuto finire gli studi

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SASSARI. Nella sua lectio doctoralis citava Bob Dylan e il bosone di Higgs, Michelangelo e Charlie Parker, Van Gogh e Tim Burton, raccontando l’arte e le difficoltà nel tempo. Quando ha preso la parola, dopo la bella Laudatio di Vittorio Sgarbi che ha fatto un dotto excursus nell’arte sarda contemporanea, e sui suoi contatti con i principali pittori protagonisti del Novecento italiano (Guttuso, De Chirico, Sironi, Pirandello e Mafai) e con i sardi Spada, Meledina, Ciusa Romagna e Silecchia, Elio Pulli si è fatto però travolgere dall’emozione e dalla riconoscenza, per un traguardo tanto desiderato, una laurea honoris causa in Lettere, filologia moderna e industria culturale, perfetto coronamento di una vita in cui l’arte è la cultura è stato tutto, addirittura il «cibo che nostro padre metteva a tavola, quando mancava il pane». «Non ho completato gli studi perché eravamo otto fratelli – ha raccontato l’artista nato a Sassari nel 1934 – Mio padre era un artista, realizzava le statue di cartapesta per i presepi, per questo, a suo tempo si è trasferito dalla Puglia in Sardegna. Fin da piccolo sono cresciuto nella sua bottega, nel centro storico di Sassari. Abitavamo in una casa talmente piccola e povera che la notte dormivamo per terra, uno accanto all’altro. Di quegli anni (ma anche dei successivi) ricordo la fame, da squarciare lo stomaco. Ma nella mia vita mi sono nutrito d’arte e di amore. Oggi a 87 anni, mi chiedo: quante strade deve percorrere una persona prima di esser chiamato un uomo? Io a 87 anni, non voglio guardare indietro, voglio guardare avanti: la strada è ancora lunga e finché ho forza voglio percorrerla tutta».

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