Dimesso il bimbo di tre mesi Continuerà le cure a casa
di Giusy Ferreli
Le condizioni del bambino, figlio di una coppia no vax, non sono preoccupanti Sotto osservazione anche i genitori e i fratellini, sono quasi tutti positivi al Covid
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LANUSEI. Ha fatto ritorno a casa nel cuore della notte il bambino ogliastrino di tre mesi positivo al Covid 19 che, proveniente da un paese dell'Ogliastra, era stato trasferito in ambulanza nella tarda mattinata di lunedì all'ospedale Binaghi di Cagliari su disposizione dei medici dell’Usca. I pediatri che lo hanno visitato e sottoposto ad una serie di accertamenti hanno stabilito che le sue condizioni di salute non fossero tali da richiedere un’ulteriore permanenza nel presidio cagliaritano e hanno deciso di rimandarlo a casa dove è arrivato dopo la mezzanotte a bordo di un mezzo messo a disposizione dall’ospedale di Lanusei.
Una valutazione diversa rispetto a quella degli operatori sanitari dell’Unità speciale di continuità assistenziale che, nei giorni scorsi ha preso in carico la sua famiglia, padre, madre e fratellini quasi tutti risultati positivi dopo l’accertamento di un focolaio Covid nel comune di residenza. I medici che si occupano di tracciare i contagi e curare a domicilio i positivi, reputandole serie e temendo per la sorte del neonato che sembrava particolarmente sonnolento, hanno disposto il trasporto con un mezzo del 118 al Binaghi, dove dallo scorso agosto sono presenti due posti letto di terapia intensiva pediatrica proprio a causa del numero crescente di contagi tra bambini e giovanissimi. Una (sopra)valutazione dei sintomi che ha indotto i medici a un trasferimento precauzionale.
Figlio di genitori non vaccinati, il piccolo, dopo il via libera degli specialisti cagliaritani al suo ritorno a casa (dove continua il monitoraggio delle sue condizioni di salute e di quella dei familiari) ha dovuto quindi attendere che un’ambulanza partisse dall’Ogliastra per riportarlo indietro. «Abbiamo organizzato il trasferimento in sicurezza del bambino che con la sua mamma è a casa e sta bene. Non è la prima volta che questo accade» sottolinea Luigi Ferrai, direttore sanitario del Nostra signora della Mercede.
La vicenda a lieto fine del neonato ripropone, tuttavia, una problematica che non può essere sottovalutata: anche in Ogliastra, da qualche tempo, si registra una risalita della curva dei contagi in linea con quanto sta succedendo in Sardegna e nella penisola. Secondo gli ultimi dati sono oltre 50 le persone contagiate dal virus, soprattutto tra chi non si è sottoposto alla vaccinazione. Ad essere colpiti dal coronavurs sono per la stragrande maggioranza i non immunizzati e i pochi che, nonostante il vaccino, si sono infettati presentano sintomi decisamente più lievi. Per questo si punta sull’ampliamento della platea dei destinatari del siero anti Covid e sulla somministrazione del cosiddetto booster, in particolare gli anziani e i fragili che si sono vaccinati all’inizio dell’anno. Secondo gli esperti per arginare efficacemente la quarta ondata, chiamata , non a caso, “pandemia dei non vaccinati”, l'arma migliore rimane proprio il vaccino.
Una valutazione diversa rispetto a quella degli operatori sanitari dell’Unità speciale di continuità assistenziale che, nei giorni scorsi ha preso in carico la sua famiglia, padre, madre e fratellini quasi tutti risultati positivi dopo l’accertamento di un focolaio Covid nel comune di residenza. I medici che si occupano di tracciare i contagi e curare a domicilio i positivi, reputandole serie e temendo per la sorte del neonato che sembrava particolarmente sonnolento, hanno disposto il trasporto con un mezzo del 118 al Binaghi, dove dallo scorso agosto sono presenti due posti letto di terapia intensiva pediatrica proprio a causa del numero crescente di contagi tra bambini e giovanissimi. Una (sopra)valutazione dei sintomi che ha indotto i medici a un trasferimento precauzionale.
Figlio di genitori non vaccinati, il piccolo, dopo il via libera degli specialisti cagliaritani al suo ritorno a casa (dove continua il monitoraggio delle sue condizioni di salute e di quella dei familiari) ha dovuto quindi attendere che un’ambulanza partisse dall’Ogliastra per riportarlo indietro. «Abbiamo organizzato il trasferimento in sicurezza del bambino che con la sua mamma è a casa e sta bene. Non è la prima volta che questo accade» sottolinea Luigi Ferrai, direttore sanitario del Nostra signora della Mercede.
La vicenda a lieto fine del neonato ripropone, tuttavia, una problematica che non può essere sottovalutata: anche in Ogliastra, da qualche tempo, si registra una risalita della curva dei contagi in linea con quanto sta succedendo in Sardegna e nella penisola. Secondo gli ultimi dati sono oltre 50 le persone contagiate dal virus, soprattutto tra chi non si è sottoposto alla vaccinazione. Ad essere colpiti dal coronavurs sono per la stragrande maggioranza i non immunizzati e i pochi che, nonostante il vaccino, si sono infettati presentano sintomi decisamente più lievi. Per questo si punta sull’ampliamento della platea dei destinatari del siero anti Covid e sulla somministrazione del cosiddetto booster, in particolare gli anziani e i fragili che si sono vaccinati all’inizio dell’anno. Secondo gli esperti per arginare efficacemente la quarta ondata, chiamata , non a caso, “pandemia dei non vaccinati”, l'arma migliore rimane proprio il vaccino.
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