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Air Italy, il tempo sta per scadere

Air Italy, il tempo sta per scadere

I dipendenti: «Chiediamo la Cig per tutto il 2022 come per Alitalia». Lunedì sit in al Mise con Solinas

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CAGLIARI. Non vogliono vivere di sussidi, ma alla cassa integrazione devono pur aggrapparsi per non essere licenziati. Sono i piloti, gli steward, le hostess e i tecnici dell’ex Air Italy. Oltre un migliaio, e sono tutti molto preoccupati, perché «la politica, a ogni livello, sta facendo l’impossibile per mettere al sicuro gli ex Alitalia, con un emendamento alla Finanziaria nazionale. Mentre purtroppo la nostra vertenza continua a essere snobbata. Sembra che sia finita fuori dai radar del Governo nazionale e questo diverso trattamento non è ammissibile», ha detto, con forza, Arnaldo Boeddu, segretario generale della Cgil-Filt.

La protesta. Ancora una volta, sempre a Cagliari, gli ex Air Italy sono scesi in piazza. Ormai mancano solo una manciata di settimane all’8 dicembre, quando tutti i lavoratori potrebbero essere messi alla porta dai liquidatori della compagnia aerea. C’è persino di peggio: fra poco più di un mese, a fine anno, andrà in scadenza l’ammortizzatore sociale che finora li ha tenuti a galla. Ma è evidente che – seppure sempre meno – sperano ancora nella nascita di una compagnia aerea sardo-lombarda. «È lì che potrebbero riassumerci», hanno detto i sindacalisti sotto i portici del Consiglio. Per Emiliano Baragatti, segretario dell’Associazione piloti «la situazione è sempre più paradossale», perché «abbiamo a disposizione una compagnia aerea in liquidazione, con tutte le maestranze e le certificazioni necessarie, e invece la continuità territoriale aggiudicata a una compagnia straniera». Lunedì gli ex Air Italy saranno a Roma, davanti al ministero dello sviluppo economico. «Chiederemo pari dignità rispetto agli ex Alitalia – ha sottolineato William Zonca, segretario regionale della Uil trasporti – Loro hanno ottenuto la proroga della cassa integrazione fino al 31 dicembre 2022. Anche noi dobbiamo essere trattati allo stesso modo». All’inizio della settimana prossima, come annunciato in aula dalla vicepresidente Alessandra Zedda, al loro fianco ci sarà il governatore Solinas, perché – è stato detto in Consiglio da Dario Giagoni, capogruppo della Lega – «risolvere al più presto questa difficile vertenza è fondamentale». Prima della missione romana, i sindacalisti avrebbero voluto avere un confronto anche con gli assessori ai trasporti e all’industria, Giorgio Todde e Anita Pili, ma nessuno dei due ha partecipato all’incontro con i consiglieri regionali. Assenze sottolineate da Giuseppe Meloni, Pd, Roberto Li Gioi, M5s, e Francesco Agus, Progressisti. «È la conferma – hanno detto nei loro interventi – che la giunta Solinas non sa andare oltre le promesse. Dopo 21 mesi drammatici, è finito il tempo delle pacche sulle spalle. Oggi la Regione deve abbandonare il ruolo che ha avuto finora, quello dell’anonima comparsa, e fare pressione sulla Lombardia e sul Governo per costruire soluzioni industriali».

L’impegno. Il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, ha detto: «Siamo pronti ad approvare un documento unitario, per dare ancora più forza alle istanze della Sardegna». La Lega ha annunciato: «Presenteremo una mozione per sostenere anche la possibilità di costituire una compagnia regionale, dovrà essere a totale partecipazione pubblica, in grado di garantire la continuità territoriale aerea, senza più ricorrere a periodici, complicati e onerosi bandi di gara». (ua)

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