Finanziaria, non c’è ancora una bozza
Primo confronto fra l’assessore Giuseppe Fasolino e i sindacati sul bilancio 2022
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CAGLIARI. La Finanziaria 2022 è ancora un cantiere aperto. La Giunta vorrebbe evitare, almeno questa volta, l’esercizio provvisorio e soprattutto non finire nell’imbuto di una manovra tecnica, com’è accaduto di recente seppure a causa dell’emergenza pandemia. I tempi sono molto stretti e il confronto è appena cominciato non solo nel centrodestra ma anche tra l’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, e le forze sociali.
Il passo. I sindacati sono stati convocati per primi. Al tavolo Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal, e la premessa dei segretari regionali è stata: «Incontrarsi sempre importante, ma non vorremmo che l’appuntamento si tramutasse nel classico rituale al quale, questa Giunta, è solita affidare il dialogo con i sindacati». Perché, come ribadito più volte in questi mesi, «mai c’è stato un vero e proprio confronto con il presidente della Regione non solo sulle tante emergenze che purtroppo continuano a tenere in ginocchio la Sardegna, dalla sanità ai trasporti, ma neanche sulle prospettive che potrebbero esserci con il Piano straordinario di ripresa e resilienza».
Senza bozza. All’incontro con i sindacati l’assessore s’è presentato senza neanche una traccia della Finanziaria: è ancora tutta da scrivere. Ha parlato solo dei titoli che la caratterizzeranno e sono i soliti: dal rilancio dell’economia al sostegno sociale. «Sui titoli si può anche essere d’accordo ma oggi abbiamo di capire quale in futuro sarà il livello di condivisione», ha replicato Samuele Piddiu, segretario della Cgil.
Inversione di rotta. È stata sempre la Cgil a sollecitare all’assessore Fasolino un cambio di passo rispetto al passato. «L’occupazione e il tema degli incentivi alle imprese che – ha ribadito Piddiu – devono essere vincolati all’avvio di nuova e buona occupazione. È inutile continuare a distribuire fondi pubblici a pioggia». Un’altra delle priorità dovranno essere le infrastrutture: «Scontiamo ancora un enorme gap nell’energia, nella banda larga e nei trasporti. Mancano le condizioni minime per far nascere impresa e lavoro. Finora la Regione – ha concluso – non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare: un intervento straordinario per rendere attrattiva la Sardegna». Il segretario, infine, ha messo l’accento sul tema delle povertà: «Le persone vanno rispettate e non bistrattate», dopo aver denunciato la recente presa di posizione di Solinas contro il reddito di cittadinanza: «Va migliorato ma non certo cancellato», sono state le parole di Piddiu.
Il passo. I sindacati sono stati convocati per primi. Al tavolo Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal, e la premessa dei segretari regionali è stata: «Incontrarsi sempre importante, ma non vorremmo che l’appuntamento si tramutasse nel classico rituale al quale, questa Giunta, è solita affidare il dialogo con i sindacati». Perché, come ribadito più volte in questi mesi, «mai c’è stato un vero e proprio confronto con il presidente della Regione non solo sulle tante emergenze che purtroppo continuano a tenere in ginocchio la Sardegna, dalla sanità ai trasporti, ma neanche sulle prospettive che potrebbero esserci con il Piano straordinario di ripresa e resilienza».
Senza bozza. All’incontro con i sindacati l’assessore s’è presentato senza neanche una traccia della Finanziaria: è ancora tutta da scrivere. Ha parlato solo dei titoli che la caratterizzeranno e sono i soliti: dal rilancio dell’economia al sostegno sociale. «Sui titoli si può anche essere d’accordo ma oggi abbiamo di capire quale in futuro sarà il livello di condivisione», ha replicato Samuele Piddiu, segretario della Cgil.
Inversione di rotta. È stata sempre la Cgil a sollecitare all’assessore Fasolino un cambio di passo rispetto al passato. «L’occupazione e il tema degli incentivi alle imprese che – ha ribadito Piddiu – devono essere vincolati all’avvio di nuova e buona occupazione. È inutile continuare a distribuire fondi pubblici a pioggia». Un’altra delle priorità dovranno essere le infrastrutture: «Scontiamo ancora un enorme gap nell’energia, nella banda larga e nei trasporti. Mancano le condizioni minime per far nascere impresa e lavoro. Finora la Regione – ha concluso – non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare: un intervento straordinario per rendere attrattiva la Sardegna». Il segretario, infine, ha messo l’accento sul tema delle povertà: «Le persone vanno rispettate e non bistrattate», dopo aver denunciato la recente presa di posizione di Solinas contro il reddito di cittadinanza: «Va migliorato ma non certo cancellato», sono state le parole di Piddiu.
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