Focolaio con 18 positivi nella Chiesa evangelica
di Gianni Bazzoni
Erano tutti vaccinati, hanno sintomi lievi e vengono monitorati a domicilio Il responsabile della comunità: «Prese tutte le precauzioni ma siamo stati colpiti»
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SASSARI. C’è un nuovo focolaio Covid nel nord Sardegna che viaggia sul filone religioso: questa volta l’emergenza riguarda la comunità della Chiesa Evangelica di Sassari dove sono stati accertati 18 positivi più altri sei sospetti. L'allarme è scattato la scorsa settimana quando alcuni dei fedeli che frequentano la chiesa hanno manifestato i chiari sintomi del contagio. Le prime conferme sono arrivate nella giornata di sabato con i risultati dei tamponi. Un nuovo preoccupante allarme, quindi, dopo che nei giorni scorsi - sempre nel nord Sardegna - era scoppiato il caso di un gruppo di pellegrini rientrati da Medjugorje positivi al Covid.
«Purtroppo, nonostante tutte le precauzioni sempre seguite in maniera scrupolosa, la nostra comunità è stata colpita dal virus», ha raccontato ieri sera il responsabile della Chiesa Cristiana Evangelica di Sassari, Roberto Renda.
«Siamo tutti vaccinati contro il Covid, per cui fortunatamente nessuno sta accusando sintomi gravi della malattia e le persone vengono monitorate e gestite direttamente a domicilio. Dopo lo stop imposto dalla pandemia le nostre attività di culto sono riprese regolarmente nel rispetto di tutte le disposizioni di sicurezza per limitare la diffusione del virus – ha detto ancora Renda –. La nostra comunità è stata fin dall'inizio molto sensibile e scrupolosa su questo tema. Non ci spieghiamo come sia potuto diffondersi il contagio. Da sabato, appena è stato confermato il primo caso di positività, le nostre attività sono state sospese, rispettiamo tutti la quarantena e riprenderemo a incontrarci e a praticare insieme il nostro culto solo dopo che tutti avranno superato questo delicato momento».
Ripensando a come possa essere stato generato il focolaio, il responsabile della comunità della Chiesa Cristiana Evangelica ipotizza che il contagio possa essere avvenuto durante i contatti dei volontari con le persone in difficoltà che si presentano per ritirare i pacchi alimentari. Una situazione di potenziale rischio, anche perchè è probabile che si siano create situazioni di contatto con persone positive - ovviamente non conosciute - che hanno favorito il contagio.
Per il resto Renda ha confermato che le funzioni religiose nella loro chiesa «si svolgono nel pieno rispetto delle regole fondamentali: mascherina e distanziamento sociale».
Tra i 18 positivi (e gli altri sei sospetti) quasi tutti sarebbero vaccinati - secondo quanto emerge dai rappresentanti della comunità - ma non ci sono conferme sul fatto che tra i contagiati possano esserci anche fedeli che ancora non avevano fatto il vaccino.
Si tratterebbe in ogni caso di over 50 e 60 che vengono tenuti sotto osservazione, specie quelli che hanno manifestato sintomi evidenti già prima dell’effettuazione dei tamponi.
«Purtroppo, nonostante tutte le precauzioni sempre seguite in maniera scrupolosa, la nostra comunità è stata colpita dal virus», ha raccontato ieri sera il responsabile della Chiesa Cristiana Evangelica di Sassari, Roberto Renda.
«Siamo tutti vaccinati contro il Covid, per cui fortunatamente nessuno sta accusando sintomi gravi della malattia e le persone vengono monitorate e gestite direttamente a domicilio. Dopo lo stop imposto dalla pandemia le nostre attività di culto sono riprese regolarmente nel rispetto di tutte le disposizioni di sicurezza per limitare la diffusione del virus – ha detto ancora Renda –. La nostra comunità è stata fin dall'inizio molto sensibile e scrupolosa su questo tema. Non ci spieghiamo come sia potuto diffondersi il contagio. Da sabato, appena è stato confermato il primo caso di positività, le nostre attività sono state sospese, rispettiamo tutti la quarantena e riprenderemo a incontrarci e a praticare insieme il nostro culto solo dopo che tutti avranno superato questo delicato momento».
Ripensando a come possa essere stato generato il focolaio, il responsabile della comunità della Chiesa Cristiana Evangelica ipotizza che il contagio possa essere avvenuto durante i contatti dei volontari con le persone in difficoltà che si presentano per ritirare i pacchi alimentari. Una situazione di potenziale rischio, anche perchè è probabile che si siano create situazioni di contatto con persone positive - ovviamente non conosciute - che hanno favorito il contagio.
Per il resto Renda ha confermato che le funzioni religiose nella loro chiesa «si svolgono nel pieno rispetto delle regole fondamentali: mascherina e distanziamento sociale».
Tra i 18 positivi (e gli altri sei sospetti) quasi tutti sarebbero vaccinati - secondo quanto emerge dai rappresentanti della comunità - ma non ci sono conferme sul fatto che tra i contagiati possano esserci anche fedeli che ancora non avevano fatto il vaccino.
Si tratterebbe in ogni caso di over 50 e 60 che vengono tenuti sotto osservazione, specie quelli che hanno manifestato sintomi evidenti già prima dell’effettuazione dei tamponi.
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