Regione: 15 milioni di debiti tra bollette, tende e fotocopie
di Umberto Aime
Tra i creditori Enel, Abbanoa e Tim. Entro il 2024 altri 31 milioni da estinguere
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CAGLIARI. I debiti fuori bilancio sono peggio di una cantina ancora da svuotare. Dentro c’è di tutto, a cominciare dalle fatture che, nell’ultimo anno, la Regione s’è dimenticata di pagare. Per qualunque motivo: dalla negligenza agli errori materiali sulla scadenza di contratti e forniture varie. Ma i creditori non hanno certo mollato la presa e oggi sono qui a pretendere 15 milioni e mezzo di arretrati. Così qualche mese fa, dopo un bel po’ di volteggi contabili, l’assessorato al bilancio è stato costretto a raschiare il barile pur di trovare i soldi necessari a pagare i troppi debiti finiti nel limbo. Anzi, un’altra quota consistente, intorno ai 31 milioni, l’ha dovuta spalmare dal 2022 fino al 2024, per evitare sicuri contenziosi giudiziari e diversi pignoramento, com’è già accaduto.
I creditori. Con un disegno di legge, la Regione ha riconosciuto di essere in debito un po’ con tutti: Enel, 700mila euro, Abbanoa, 17mila euro, Tim, 24 mila, Poste Italiane, quasi 37mila, Fast Web, 160mila e anche 4mila alla Rcs Media group, concessionaria per le inserzioni legali sul Corriere della sera. Poi a un noleggiatore di auto, 78mila, o all’impresa, 500 mila, che ha ristrutturato un appartamento da destinare all’Agenzia del demanio in cambio delle saline di Cagliari e Quartu. Oppure 17mila euro per l’installazione delle telecamere in un caseggiato abbandonato. In parole semplici: sono tutti servizi, utenze e prestazioni di cui la Regione ha usufruito, nonostante il contratto fosse scaduto, o perché dopo la firma dello stesso nessuno s’è poi preoccupato di verificare se ci fosse o meno la copertura finanziaria.
I più distratti. Dalle tabelle allegate è facile mettere assieme anche l’elenco di quali assessorati sono stati i più negligenti. Di sicuro, quello agli Enti locali, con ben 16 debiti fuori bilancio, poi Affari generali, Turismo e Lavori pubblici, con quattro-cinque a testa. Sono comunque pochi gli uffici a non avere neanche una macchia rossa sulla loro contabilità. Anche la Presidenza ha un arretrato da pagare: è intorno ai 2mila euro, per non aver riconosciuto alcuni gettoni di presenza alla Commissione pari opportunità.
I casi più eclatanti. A essere in testa alla classifica dei creditori ci sono le società di vigilanza, che, 24 ore su 24, garantiscono la sicurezza negli uffici regionali, Asl comprese, più il servizio di portineria. Negli anni hanno accumulato un credito di 3,7 milioni: finora era rimasto scoperto, ma alla fine il buco è stato coperto con un’acrobazia finanziaria. Non sarà, però, sufficiente: altri pagamenti per una decina di milioni, sono stati rinviati agli anni successivi. È pesante anche la fattura presentata dalla società incaricata di lanciare sul web le piattaforme sul turismo. Per mesi oltre 137mila euro sono rimasti appesi da qualche parte, ora è arrivato il momento di dare corso al bonifico.
Le curiosità. La Regione s’è dimenticata di pagare oltre 100mila anche all’azienda da cui aveva noleggiato le fotocopiatrici. In questo caso, il debito è stato accumulato per l’esagerato numero di fogli utilizzati negli ultimi tre trimestri del 2019, con la giunta Solinas già insediata. È una precisazione che va fatta, perché quando a governare era invece il centrosinistra lo stesso sovrapprezzo mai è stato fatturato dal noleggiatore. Ancora: fra capo e collo la Regione è stata costretta a riconoscere un debito di 4mila per le tende sistemate nell’ufficio di un non meglio precisato direttore. Altri 8mila per le schede di presentazione della collezione, gioielli e tessuti, ricevuta in donazione da un generoso magistrato e 74mila richiesti dagli inventori della campagna «Viva il pane fresco artigianale». Per chiudere, con i 93 euro pretesi da un corriere per l’invio di due pacchi fuori contratto.
Ultima Manovra. Nel frattempo, sul sito del Consiglio regionale, è stato pubblicato il testo definitivo della recente Manovra da 350 milioni, con anche le centinaia di emendamenti, molti quelli contestati e fra questi anche quello sulla futura pensione a favore dei 60 onorevoli in carica. Di fatto, però, la Manovra continua a essere una legge fantasma e lo sarà fino a quando non sarà inserita anche nel Bollettino della Regione. Non è un passaggio insignificante, quello sul Buras: è solo da quel momento in poi che il Governo potrà decidere se impugnarla.
I creditori. Con un disegno di legge, la Regione ha riconosciuto di essere in debito un po’ con tutti: Enel, 700mila euro, Abbanoa, 17mila euro, Tim, 24 mila, Poste Italiane, quasi 37mila, Fast Web, 160mila e anche 4mila alla Rcs Media group, concessionaria per le inserzioni legali sul Corriere della sera. Poi a un noleggiatore di auto, 78mila, o all’impresa, 500 mila, che ha ristrutturato un appartamento da destinare all’Agenzia del demanio in cambio delle saline di Cagliari e Quartu. Oppure 17mila euro per l’installazione delle telecamere in un caseggiato abbandonato. In parole semplici: sono tutti servizi, utenze e prestazioni di cui la Regione ha usufruito, nonostante il contratto fosse scaduto, o perché dopo la firma dello stesso nessuno s’è poi preoccupato di verificare se ci fosse o meno la copertura finanziaria.
I più distratti. Dalle tabelle allegate è facile mettere assieme anche l’elenco di quali assessorati sono stati i più negligenti. Di sicuro, quello agli Enti locali, con ben 16 debiti fuori bilancio, poi Affari generali, Turismo e Lavori pubblici, con quattro-cinque a testa. Sono comunque pochi gli uffici a non avere neanche una macchia rossa sulla loro contabilità. Anche la Presidenza ha un arretrato da pagare: è intorno ai 2mila euro, per non aver riconosciuto alcuni gettoni di presenza alla Commissione pari opportunità.
I casi più eclatanti. A essere in testa alla classifica dei creditori ci sono le società di vigilanza, che, 24 ore su 24, garantiscono la sicurezza negli uffici regionali, Asl comprese, più il servizio di portineria. Negli anni hanno accumulato un credito di 3,7 milioni: finora era rimasto scoperto, ma alla fine il buco è stato coperto con un’acrobazia finanziaria. Non sarà, però, sufficiente: altri pagamenti per una decina di milioni, sono stati rinviati agli anni successivi. È pesante anche la fattura presentata dalla società incaricata di lanciare sul web le piattaforme sul turismo. Per mesi oltre 137mila euro sono rimasti appesi da qualche parte, ora è arrivato il momento di dare corso al bonifico.
Le curiosità. La Regione s’è dimenticata di pagare oltre 100mila anche all’azienda da cui aveva noleggiato le fotocopiatrici. In questo caso, il debito è stato accumulato per l’esagerato numero di fogli utilizzati negli ultimi tre trimestri del 2019, con la giunta Solinas già insediata. È una precisazione che va fatta, perché quando a governare era invece il centrosinistra lo stesso sovrapprezzo mai è stato fatturato dal noleggiatore. Ancora: fra capo e collo la Regione è stata costretta a riconoscere un debito di 4mila per le tende sistemate nell’ufficio di un non meglio precisato direttore. Altri 8mila per le schede di presentazione della collezione, gioielli e tessuti, ricevuta in donazione da un generoso magistrato e 74mila richiesti dagli inventori della campagna «Viva il pane fresco artigianale». Per chiudere, con i 93 euro pretesi da un corriere per l’invio di due pacchi fuori contratto.
Ultima Manovra. Nel frattempo, sul sito del Consiglio regionale, è stato pubblicato il testo definitivo della recente Manovra da 350 milioni, con anche le centinaia di emendamenti, molti quelli contestati e fra questi anche quello sulla futura pensione a favore dei 60 onorevoli in carica. Di fatto, però, la Manovra continua a essere una legge fantasma e lo sarà fino a quando non sarà inserita anche nel Bollettino della Regione. Non è un passaggio insignificante, quello sul Buras: è solo da quel momento in poi che il Governo potrà decidere se impugnarla.
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