La Nuova Sardegna

L’assessorato congela i trasferimenti da Nuoro

di Giusy Ferreli
L’assessorato congela i trasferimenti da Nuoro

Salta il passaggio di tre cardiologi a Sassari, un quarto era pronto a seguirli  Nieddu: «Siamo in grave difficoltà ma impediremo la chiusura del reparto»

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NUORO. La sanità è in affanno. A Nuoro dopo i problemi nei reparti di Ortopedia e Chirurgia è allarme rosso in Cardiologia. A Lanusei un’indisposizione dell’unico oncologo in servizio ha mandato in tilt le sedute di chemioterapia programmate per una ventina di pazienti. A Oristano si va avanti di emergenza in emergenza e a Sassari sembra essere diventata la norma, in alcuni reparti, dormire nei corridoi, in barella. L’ultima querelle, ma solo in ordine di tempo, arriva da Nuoro dove tre cardiologi hanno presentato la lettera di dimissioni dal San Francesco e potrebbero essere seguiti da un quarto collega. I quattro professionisti sono stati assunti dall’Aou di Sassari ed erano pronti a fare le valigie in tempi strettissimi. Il trasferimento è stato però congelato perché la direzione regionale dell’assessorato alla Sanità ha chiesto la revoca della delibera di assunzione firmata dal commissario straordinario Antonio Lorenzo Spano lo scorso mercoledì, a pochi giorni dall’ampliamento della dotazione organica. «Si ritiene – si legge nella comunicazione del direttore generale Marcello Tidore – che, considerata la ben nota esiguità di professionisti attualmente disponibili ad operare nel sistema sanitario regionale, l’assegnazione alle aziende sanitarie delle unità di personale per singola disciplina deve essere valutata congiuntamente all'assessorato nell’ambito del Piano delle assunzioni anche al fine di garantire gli equilibri occupazionali». Nuoro salverà il suo reparto mentre Sassari dovrà rinunciare all’arrivo dei rinforzi. Del resto da tempo si sa che la coperta è troppo corta per poter accontentare tutti. Una situazione riconosciuta anche dall’assessore regionale alla Sanità. «La continuità operativa del reparto di Cardiologia dell’ospedale San Francesco di Nuoro non è mai stata in discussione» ha detto Mario Nieddu. «Oggi anche nel caso di avvicendamenti tra il personale, l’operatività è garantita da accordi con altre aziende sanitarie e altri ospedali e, in caso di necessità, continueremo ad attivare ogni soluzione per impedire qualsiasi tipo di interruzione» ha sottolineato l’assessore ribadendo che la carenza di specialisti investe l’intero territorio regionale. «In questa situazione, per rispondere alle diverse emergenze che possono verificarsi ovunque, la nostra sanità deve agire in una logica di sistema attraverso la condivisione delle risorse. In questo senso – ha proseguito l'assessore – chiunque abbia la possibilità di farlo deve intervenire in aiuto di chi si trova in difficoltà». Le dichiarazioni di Nieddu e, soprattutto, la notizia del provvedimento che blocca le 5 assunzioni previste dalla delibera hanno in parte stemperato la tensione che si respira negli i uffici di via Demurtas, dove ha sede la direzione d’area. «Ormai non c’è più nulla da dire se non che abbiamo davvero rischiato di decretare la chiusura della Cardiologia» ha commentato la commissaria Gesuina Cherchi.

E se Nuoro piange, Lanusei non ride. E’ bastato, infatti, che l’unico oncologo in servizio si sia beccato un banale raffreddore per rinviare la chemioterapia di una ventina di pazienti. Il servi-zio di Oncologia, ospitato al terzo piano dell’ospedale Nostra signora della Mercede, è ret-to da mesi da un solo medico che proprio in questi giorni ha avuto la sventura di ammalarsi.

Si tratta di appena due giorni di congedo, il minimo indispensabile per far passare il malanno di stagione, che tuttavia costano ai malati un improvvido rinvio delle terapie (e parliamo di cure importanti) e al personale, un ulteriore sforzo organizzativo per riprogrammare tutto per la prossima settimana, quando in corsia ci sarà da assistere non solo i pazienti con un appuntamento già fissato ma anche chi non ha potuto sottoporsi alle cure in questi giorni.

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