Strage di Sassuolo, le amiche di Elisa Mulas: lui la minacciava di morte

La 43enne di origine sarda assassinata insieme ai figli di 2 e 5 anni e alla madre. Il compagno non accettava che la donna avesse posto fine alla loro relazione 

SASSUOLO. È il giorno del dolore a Sassuolo, dove una comunità si è svegliata annichilita dopo i cinque morti di mercoledì, in un appartamento al terzo piano in viale Manin. Il tunisino di 38 anni Nabil Dhahri ha ucciso a coltellate l'ex compagna Elisa Mulas, 43enne di origine sarda, i due figli avuti con lei, Ismaele e Sami, cinque e due anni, la suocera Simonetta Fontana, 63 anni, e poi si è ammazzato. La strage familiare ha lasciato due sopravvissuti: una è l'altra figlia di Elisa, 11enne nata da una precedente relazione e che durante il delitto era a scuola. Nei suoi confronti la Procura per i minorenni di Bologna si è subito attivata collocandola in una struttura protetta. Poi c'è il suo bisnonno, ultranovantenne. Mentre la tragedia si consumava l'anziano era in casa, a letto perché in precarie condizioni di salute per una malattia, dimesso da poco dall'ospedale.

Per tutto il giorno la casa della strage è stata meta di un pellegrinaggio continuo e silenzioso, da parte di conoscenti e cittadini. In tanti, decine di persone, sono passati e si sono fermati. Chi piangendo, chi restando in silenzio, chi lasciando qualcosa in ricordo delle vittime: biglietti, peluche, fiori, palloncini. Per il giorno dei funerali, quando sarà fissato, il Comune ha già annunciato che proclamerà il lutto cittadino e una raccolta fondi è stata lanciata per sostenere la ragazzina superstite e ora rimasta sola.

Dal punto di vista delle indagini non ci sono molti elementi da chiarire. La squadra mobile ha avviato una serie di accertamenti ma i fatti, nella loro tragicità, sono abbastanza evidenti. Se l'esatta dinamica deve essere ancora completamente ricostruita, il movente è da individuare nella rabbia e nel rancore di Nabil, che non accettava la fine di una relazione interrotta un mese fa, quando Elisa era andata a vivere con la madre portando i figli con sé. Le amiche della donna hanno raccontato di minacce, ma lei non aveva fatto formale denuncia, né si era rivolta a un centro antiviolenza. Sempre alcune testimonianze hanno riferito di un audio in cui il 38enne minacciava di morte la ex, ma sembra che non ci sia stato più di un contatto informale con le forze dell'ordine. Elisa consentiva a Nabil di vedere i figli, anche se solitamente lui restava all'esterno della casa, diversamente da quanto accaduto mercoledì. Elisa già in passato, con il precedente compagno, era stata vittima di minacce e vessazioni, quando era incinta della prima figlia e aveva deciso di lasciarlo. Si trattava di un marocchino oggi 40enne, che venne condannato a otto mesi per stalking, poi prescritti. La Corte di appello ha però confermato anni fa la sua perdita della potestà genitoriale. «È stata una ragazza sfortunata, ha incontrato le persone sbagliate. Lei, la mamma e i bimbi ci lasciano un grande vuoto», ha detto il fratello di Elisa, Enrico, uno dei primi a entrare nella casa, chiamato dalla scuola perché nessuno era andato a prendere la nipote.

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