Maxi carenze negli organici arrivano più di 40 medici
di Claudio Zoccheddu
Aumenta il numero degli specialisti che hanno risposto al bando della Regione Ats: «Procedura ancora aperta, speriamo di ricevere anche adesioni last minute»
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SASSARI. Ne cercavano 166, hanno risposto in più di 40. La proporzione sembrerebbe indicare un fallimento ma considerando i tempi che corrono, i problemi di organico diffusi nelle aziende sanitarie in tutta Italia, il bando di mobilità nazionale aperto dalla Regione ha dato risultati incoraggianti o “positivi”, per usare le parole del commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi. In ogni caso, la procedura verrà chiusa alla mezzanotte di oggi e, dunque, è possibile che le adesioni aumentino di qualche unità. Una volta terminato il tempo a disposizione verrà attivata la procedura di destinazione del nuovo personale che, ovviamente terrà conto delle discipline di provenienza e delle necessità organizzative dell’Ats. «Stiamo utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione – spiega il governatore Christian Solinas – per colmare i gravissimi vuoti di organico causati, negli anni passati, da una politica di tagli decisamente sbagliata e dal blocco del turn over, che ha determinato un costante ed inesorabile depauperamento degli organici in tutti i settori sanitari e ospedalieri». Anche in futuro «tutto ciò che è nelle competenze della Regione sarà realizzato per restituire alla sanità pubblica quel livello occupazionale che è la prerogativa essenziale per la qualità del servizio erogato ai cittadini», conclude Solinas.
Medici in arrivo. Prima di capire quali saranno le caselle che i nuovi medici andranno ad occupare nello scacchiere della sanità sarda sarà necessario attendere lunedì, quando i funzionari dell’Ats avranno a disposizione il quadro completo. Per il momento le certezze sono poche: «Lo scouting effettuato in giro per l’Italia ha dato risposte positive – spiega Temussi – anche se al momento non sappiamo quali possano essere le destinazione dei medici che hanno deciso di venire o di rientrare in Sardegna, perché alcuni di loro sono sardi che lavoravano in altre regioni. Quando la procedura sarà chiusa avremo il quadro completo delle loro specializzazioni e delle loro richieste, in modo da iniziare a stilare un piano più preciso. Quello che conta è che siano arrivate tante risposte, più delle 40 annunciate questa mattina (ieri, ndr) proprio perché la procedura è ancora aperta». I medici in arrivo dovrebbero essere tutti specialisti in grado di soddisfare le esigenze dell’azienda sanitaria, anche se nessuno ha troppa voglia di scendere nel dettaglio. Un pensiero sintetizzato dall’ultima battuta del commissario Temussi che evidenzia il grado di sofferenza dell’intero comparto: «Li avrei presi anche se fossero farmacisti». Intanto, la aree di sofferenza segnalate dall’Ats non sono variate negli ultimi tempi, ad eccezione della pneumologia entrata in “riserva”per colpa del Covid. Dunque, resta aperta la caccia ai chirurghi, agli anestesisti, ai cardiologi e agli ortopedici nella speranza che tra i nuovi innesti molti possano andare a coprire i ruoli rimasti vacanti in questi settori. Ma se arrivasse qualche adesione last minute da altri specialisti, Ats non si formalizzerebbe di certo.
Medici in arrivo. Prima di capire quali saranno le caselle che i nuovi medici andranno ad occupare nello scacchiere della sanità sarda sarà necessario attendere lunedì, quando i funzionari dell’Ats avranno a disposizione il quadro completo. Per il momento le certezze sono poche: «Lo scouting effettuato in giro per l’Italia ha dato risposte positive – spiega Temussi – anche se al momento non sappiamo quali possano essere le destinazione dei medici che hanno deciso di venire o di rientrare in Sardegna, perché alcuni di loro sono sardi che lavoravano in altre regioni. Quando la procedura sarà chiusa avremo il quadro completo delle loro specializzazioni e delle loro richieste, in modo da iniziare a stilare un piano più preciso. Quello che conta è che siano arrivate tante risposte, più delle 40 annunciate questa mattina (ieri, ndr) proprio perché la procedura è ancora aperta». I medici in arrivo dovrebbero essere tutti specialisti in grado di soddisfare le esigenze dell’azienda sanitaria, anche se nessuno ha troppa voglia di scendere nel dettaglio. Un pensiero sintetizzato dall’ultima battuta del commissario Temussi che evidenzia il grado di sofferenza dell’intero comparto: «Li avrei presi anche se fossero farmacisti». Intanto, la aree di sofferenza segnalate dall’Ats non sono variate negli ultimi tempi, ad eccezione della pneumologia entrata in “riserva”per colpa del Covid. Dunque, resta aperta la caccia ai chirurghi, agli anestesisti, ai cardiologi e agli ortopedici nella speranza che tra i nuovi innesti molti possano andare a coprire i ruoli rimasti vacanti in questi settori. Ma se arrivasse qualche adesione last minute da altri specialisti, Ats non si formalizzerebbe di certo.
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