La Nuova Sardegna

A Nuoro cardiologi da Sassari e Cagliari

di Giusy Ferreli
A Nuoro cardiologi da Sassari e Cagliari

Salvo per il momento anche il turno notturno nel reparto del San Francesco. La Regione: «Niente interruzione del servizio»

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NUORO. Le fibrillazioni nella Cardiologia del San Francesco di Nuoro non sono finite. Al suo capezzale arriveranno i medici del Brotzu e dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari. Se l’ospedale cagliaritano ha stipulato una convenzione nuova di zecca, l’azienda sassarese, all’indomani della richiesta da parte dell’assessorato di revocare la delibera di assunzione di cinque cardiologi, quattro dei quali provenienti proprio dall’ospedale nuorese, ha comunque deciso di “prestare” i suoi specialisti all’unità operativa del capoluogo barbaricino. Due interventi in zona Cesarini, che, di fatto, hanno scongiurato la tanto temuta sospensione del servizio.

Appello ai dipendenti. Il problema della mancata copertura dei turni notturni, nelle ultime ore, ha assillato i vertici della Assl nuorese e quelli del presidio ospedaliero. Tale è stata la preoccupazione di non riuscire a trovare il personale disponibile al lavoro notturno da indurre la commissaria straordinaria a rivolgersi non solo ai due poli sanitari ma anche al personale, già oberato da carichi di lavoro massacranti, per caldeggiare un ulteriore sacrificio. E l’appello non è caduto nel vuoto: «I cardiologi nuoresi stanno tornando dalle ferie e stanno rinunciando temporaneamente alle 104. Sono davvero grata per quanto stanno facendo con grande abnegazione in questo momento di grave difficoltà per la nostra Cardiologia», dice Gesuina Cherchi che, giovedì mattina, a poche ore dall’allarme lanciato in consiglio regionale dai rappresentanti del centrosinistra e dei 5 Stelle sull’imminente chiusura di Cardiologia, ha trovato sulla sua scrivania le lettere di dimissioni di tre specialisti. Tutti e tre pronti, in virtù della delibera del commissario straordinario Antonio Lorenzo Spano, a trasferirsi all’Aou di Sassari. I tre cardiologi, ad onor del vero, sono già fuori dalle corsie del reparto perché due di loro sono in maternità mentre il terzo è stato trasferito dopo aver richiesto il ricongiungimento familiare ma, ufficialmente, almeno sino alla lettere di dimissioni, sono ancora nella pianta organica. Questa situazione pone la Cardiologia del San Francesco, un tempo fiore all’occhiello della sanità isolana, nelle condizioni di dover dipendere dai consulenti esterni. Il provvedimento del direttore generale dell’assessorato, Marcello Tidore, chiede la revoca delle assunzioni, bloccando di fatto il trasferimento, ma non può certo rappresentare una soluzione definitiva alla cronica carenza di medici che affligge l'intero territorio regionale.

La Regione. L’assessore della Sanità, Mario Nieddu, conferma la strategia che sembra aver scongiurato la chiusura del reparto di Cardiologia del San Francesco di Nuoro: «È così ma per prima cosa i medici non si muoveranno da Nuoro. Adesso stanno usufruendo dei benefici concessi dalla legge nel caso delle maternità e del ricongiungimento familiare. Tutte concessioni sacrosante che non possono nemmeno essere messe in discussione, al punto che i tre medici in questione erano già stati esclusi dalle turnazioni interne al reparto. Tuttavia – continua Nieddu – i problemi purtroppo non sono legati esclusivamente alla situazione dei tre medici in questione e per questo abbiamo dovuto trovare una soluzione alternativa che ci permettesse di mantenere il reparto aperto anche durante la notte». E la via d’uscita è il ritornello che ormai è diventato un mantra in Regione: «Chi ha di più deve aiutare chi ha di meno – dice Nieddu – le risorse devono essere condivise. In questo caso saranno i colleghi di Sassari e Cagliari a dare una mano a Nuoro e a garantire il proseguimento del servizio senza alcuna interruzione. Che poi, il reparto di Cardiologia del San Francesco di Nuoro ha un organico di 14 cardiologi che sarebbe sufficiente a garantire il servizio senza problemi. Purtroppo il numero degli specialisti è comunque risicato e bastano poche assenze temporanee a far precipitare la situazione. Ad ogni modo, il reparto di Cardiologia del San Franscesco non chiuderà e queste è la cosa più importante».

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