In arrivo il “super green pass” Non basterà più il tampone
Il governo studia misure più rigide per evitare il dilagare della quarta ondata Solo i vaccinati potranno entrare al cinema, al ristorante o negli stadi
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. La durata del green pass ridotta a 9 mesi già da inizio dicembre, la terza dose per tutti prima possibile, portando a cinque mesi l'intervallo tra la conclusione del ciclo vaccinale e il richiamo, la possibilità di valutare restrizioni per l'ingresso in Italia anche dai paesi europei. Il governo continua a lavorare sulle misure per contenere la quarta ondata del Covid ed evitare che la situazione degeneri in vista del Natale, con Confindustria che rilancia l'obbligo del vaccino per evitare nuove chiusure. «Non ci possiamo permettere di bloccarci, l'unica cosa che ci può mettere al sicuro è l'obbligo vaccinale» dice il presidente Carlo Bonomi che a nome degli imprenditori non vuol saperne di nuove chiusure.
Una proposta che però, se trova l'appoggio di Forza Italia con la vice presidente dei senatori Licia Ronzulli e di Italia Viva non è all'attenzione del governo e divide la stessa maggioranza, con Matteo Salvini e la Lega che continuano ad essere contrari.
La linea tracciata da Palazzo Chigi al momento dunque non cambia: massima attenzione all'evoluzione della curva epidemiologica, consapevolezza che le scelte fatte nei mesi scorsi e ora adottate anche da altri paesi, a partire dal green pass nei posti di lavoro, hanno permesso di contenere la forza del virus, interventi misurati sulla base dei numeri. Per questo i provvedimenti che al momento il Consiglio dei ministri esaminerà tra mercoledì e giovedì prossimi, dopo un parere del Cts, sarebbero solo la riduzione da 12 a 9 mesi della durata del certificato verde, anche se nella comunità scientifica c'è chi chiede che scenda a 6 mesi, e l'obbligo della terza dose per i sanitari. Prima però, lunedì o più probabilmente martedì, il presidente del Consiglio Mario Draghi vedrà le Regioni, con i governatori in pressing per ottenere il “doppio binario” per il certificato verde: chi si vaccina o è guarito può entrare in ristoranti, cinema e stadi, chi fa il tampone potrà solo accedere ai posti di lavoro e ai servizi essenziali.
Una proposta che però, se trova l'appoggio di Forza Italia con la vice presidente dei senatori Licia Ronzulli e di Italia Viva non è all'attenzione del governo e divide la stessa maggioranza, con Matteo Salvini e la Lega che continuano ad essere contrari.
La linea tracciata da Palazzo Chigi al momento dunque non cambia: massima attenzione all'evoluzione della curva epidemiologica, consapevolezza che le scelte fatte nei mesi scorsi e ora adottate anche da altri paesi, a partire dal green pass nei posti di lavoro, hanno permesso di contenere la forza del virus, interventi misurati sulla base dei numeri. Per questo i provvedimenti che al momento il Consiglio dei ministri esaminerà tra mercoledì e giovedì prossimi, dopo un parere del Cts, sarebbero solo la riduzione da 12 a 9 mesi della durata del certificato verde, anche se nella comunità scientifica c'è chi chiede che scenda a 6 mesi, e l'obbligo della terza dose per i sanitari. Prima però, lunedì o più probabilmente martedì, il presidente del Consiglio Mario Draghi vedrà le Regioni, con i governatori in pressing per ottenere il “doppio binario” per il certificato verde: chi si vaccina o è guarito può entrare in ristoranti, cinema e stadi, chi fa il tampone potrà solo accedere ai posti di lavoro e ai servizi essenziali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
