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Terze dosi agli over 40 via libera da mercoledì

Terze dosi agli over 40 via libera da mercoledì

Regione e Ats vogliono un’accelerazione nella somministrazione dei booster Contagi ancora in aumento ma l’isola resta un’area “a rischio moderato”

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CAGLIARI. Per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie la Sardegna è l’unica zona verde in Europa. Un fazzoletto che spicca in un Continente che vira inesorabilmente sul rosso. L’isola è un’eccezione ma sarebbe sbagliato pensare che da noi il virus sia stato sconfitto o messo all’angolo. In realtà siamo ancora un’isola felice perché aiutati da un indice di vaccinazione tra i più alti in Italia, da situazioni ambientali favorevoli (bassa densità di popolazione e condizioni climatiche ancora buone) e da comportamenti individuali generalmente rispettosi delle raccomandazioni del ministero. Eppure anche in Sardegna la curva dei contagi e dei ricoveri vira verso l’alto e suggerisce di tenere alta l’attenzione. Anche per non rovinare quanto di buono fatto fino a oggi.

Isola a rischio moderato. Un primo segnale che ci deve suggerire di non abbassare la guardia arriva dalla cabina di regia del ministero della Salute che nel report dell’ultima settimana inserisce tutte le regioni – compresa l’Isola – nella fascia a “rischio moderato”. Per quanto riguarda l'incidenza settimanale, la Sardegna con 40,8 casi ogni 100mila abitanti - in aumento di 8 punti ma sempre sotto la soglia dei 50 casi - continua a far registrare uno dei dati più bassi d'Italia (fanno meglio solo Basilicata e Puglia), mentre la percentuale di ricoveri di pazienti Covid in area medica è del 2,6% e in terapia intensiva del 4,9%. Entrambi i dati sono ben al di sotto della soglia critica ma sono in crescita rispetto alla settimana scorsa.

Il bollettino. Anche nel bollettino giornaliero della Regione i dati sulla pandemia sono tutti in peggioramento. I contagi tornano a salire e, dopo un giorno di tregua c’è anche una nuova vittima, in provincia di Nuoro. I nuovi casi confermati sono 140 (+26 rispetto a giovedì) sulla base di 2.462 persone testate. Complessivamente, fra molecolari e antigenici, sono stati processati 7.676 tamponi, con un tasso positività che sale all’1,8 per cento. Invariato il numero dei pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, in tutto 10, mentre aumentano di 2 invece quelli in area medica, per un totale di 44 posti letti occupati. Infine, sono 2.079 (+67) le persone in isolamento domiciliare.

Avanti con la terza dose. Continua con qualche difficoltà la campagna di vaccinazione. La somministrazione delle terze dosi va avanti con qualche difficoltà non prevista tanto che l’assessorato regionale alla Sanità ha deciso di provare a dare un’accelerata aprendo le prenotazioni anche alla fascia dai 40 ai 59 anni. Il vaccino può essere prenotato (tramite il sito della Regione o quello delle Poste) a partire da mercoledì 24 novembre. La decisione segue quella annunciata dal commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo e dal ministro della Salute Roberto Speranza di anticipare a lunedì 22 la campagna richiami per la stessa fascia di popolazione. La Fondazione Gimbe ha confermato che la Sardegna è indietro sulla dose booster: il tasso di copertura è del 46,9%, la media in Italia è del 53,53%. «Ma – spiega l’assessore Nieddu – il motivo è semplice. La gente non si prenota. E ora stiamo valutando l'opportunità di campagne informative per sollecitare l'adesione». Nieddu non esclude il ricorso al sistema degli Open day e ricorda che «tutti gli hub sono pienamente operativi».

Il buco nel sistema. C’è però un aspetto su cui le Regioni sembrano muoversi in ordine sparso, anche per colpa di una normativa nazionale che non ha stabilito criteri in grado di soddisfare le esigenze dei caregiver. O, meglio, di tutti i caregiver. Sin dalle prime fasi della campagna vaccinale gli assistenti dei malati, familiari e non, per ovvie ragioni erano stati equiparati ai pazienti fragili con cui, di fatto, erano in contatto costante. Con l’inizio delle somministrazioni delle terze sembra che qualcosa sia andato storto e la precedenza che era stata riservata in passato adesso pare passata in cavalleria. Una parte del problema verrà risolta a partire da lunedì, quando le dosi booster saranno disponibili anche per gli over 40 ma non tutti i caregiver hanno sconfinato negli “anta”, molti sono giovani, alcuni giovanissimi. E per loro non c’è alcuna corsia preferenziale disponibile: «È vero, purtroppo questa è una falla nel sistema delle terze dosi – ammette l’assessore della Sanità, Mario Nieddu –. Purtroppo non figurano nelle linee guida nazionali ma questa mancanza deve essere colmata al più presto».

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