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Edilizia, alle stelle i costi dei materiali

Edilizia, alle stelle i costi dei materiali

Mozione della minoranza: intervenga la Regione. L’Ance: aggiornare i prezzari

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SASSARI. I prezzi dei materiali per l'edilizia e l'impiantistica hanno subìto nell'ultimo anno aumenti eccezionali frenando fortemente gli effetti benefici della forte crescita di domanda legata all’introduzione di misure come il Superbonus 110%: il rame va sul +40%, l’acciaio +80% (ma l’Ance parla del 250%), i polietileni +40%, legno massiccio e lamellare oltre 100%. Forte incremento di prezzo si registra anche sul bitume, sul cemento e calcestruzzo, sui materiali termoisolanti. Le ragioni di questa dinamica dei prezzi sono state attribuite dall'Ocse all'impennata della domanda cinese del settore delle costruzioni, che ha causato un effetto a cascata con il rialzo dei prezzi soprattutto sulla filiera dell'acciaio a livello mondiale. In Sardegna il rincaro dei prezzi è ancora più accentuato per la condizione di insularità e dunque, su materiali non locali deve essere considerato l'onere del trasporto. I consiglieri regionali Pd, Progressisti e 5 stelle hanno presentato in Consiglio regionale una mozione, primo firmatario Giuseppe Meloni, con la quale si impegna il governatore a intervenire presso il Governo nazionale, anche attraverso la conferenza permanente Stato-Regioni, affinché assuma azioni che consentano di riequilibrare il mercato, in difficoltà sia nel pubblico che nelle opere private. Le soluzioni proposte, da assumere tuttavia a livello nazionale, sono l'estensione del meccanismo della revisione dei prezzi al secondo semestre 2021 e a tutto il 2022 per le opere pubbliche; e la dilatazione dei tempi di scadenza delle politiche fiscali sugli interventi edilizi e di riqualificazione energetica, per consentire a committenti e operatori una più accurata ricerca sui mercati dei materiali necessari e riequilibrare il rapporto tra la domanda e l'offerta, per le opere private.

Per Pier Paolo Tilocca, presidente regionale dell’Ance (costruttori edili) si tratta di «due punti assolutamente condivisibili, che attengono però esclusivamente a politiche statali. Già da fine 2020 l’Ance ha evidenziato le speculazioni in atto con l’adozione del Superbonus, dovute al fatto che un mercato del tutto fermo ha dovuto di colpo rispondere a una richiesta incredibile. Ance fa parte delle dieci entità che formano la commissione rilevamento prezzi, che sinora non ha mai rilevato che ci siano stati aumenti significativi (oltre l’8% scatta un meccanismo di revisione prezzi). Lo scorso novembre (con il nostro voto contrario) ha approvato tabelle che sono solo un terzo un quarto dei prezzi reali e questo provocherà conseguenze al settore. E le speculazioni saranno favorite anche se il Superbonus resta limitato a due anni. Ma sarebbe importante per rilanciare il mercato aggiornare i prezzari».

Rincari delle bollette. L’Unione consumatori ha condotto uno studio sui rincari di luce, gas e spese di trasporto dei mezzi privati: tra i 74 capoluoghi di provincia presi in esame, Cagliari e Sassari sono quelli in cui l’aumento delle bollette si è fatto sentire di meno (rispettivamente +18,5% e +18,6%, Verona in testa a +37,5%, media nazionale +26,9%). La Sardegna è la meno colpita dagli aumenti tra le regioni (+18,1%, in testa il Trentino Alto Adige con +32,2%). Meno bene invece l’isola nelle spese dei trasporti (7° rincaro più alto con +11,9%, primo Friuli con +14,4%), tra le province Sassari è al 14° con +12,4%, Cagliari al 42° con 11,5%). (antonello palmas)

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