Accelerazione sui vaccini per un Natale con chi vuoi
Nell’isola la pandemia ancora sotto controllo: si attendono le scelte nazionali
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SASSARI. Sarà un Natale con chi vuoi o un Natale con i tuoi (a casa)? In Sardegna i dati non sono così allarmanti come in altre parti d’Italia e anche il bollettino domenicale (riferito al giorno prima) non sembra indicare un’impennata devastante del contagio: per un giorno si è scesi sotto in 100 casi (87 in tutto) pur di fronte a 8.203 tamponi effettuati, il che significa che l’indice di positività è all’1 per cento. Non ci sono state vittime, ma un aumento, seppur lieve, di pazienti ricoverati nei reparti sia di terapia intensiva (10, uno in più rispetto al giorno primai) che in area medica (51, anche qui uno in più). Le persone in isolamento domiciliare sono 2.195 (56 in più nelle ultime 24 ore).
Diverso il discorso su scala nazionale: «Per la terza settimana consecutiva registriamo un incremento del 20% nel dato di mortalità per Covid. Si tratta nella stragrande maggioranza di non vaccinati, la cui età media si abbassa a circa 60 anni. Alla terza settimana, che è in corso e conferma questi numeri, tale andamento diventa trend», dice Amerigo Cicchetti, direttore di Altems, l'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica di Roma. Secondo Cicchetti, per invertire il trend bisogna «intervenire subito» e la prima misura è «incentivare fortemente le terze dosi, anche riaprendo gli hub delle metropoli da poco chiusi».
Se la situazione non dovesse migliorare potrebbero esserci nuove restrizioni e le regole varranno per tutti, anche per chi è stato più virtuoso. Allora bisogna fare attenzione a quello che si sta decidendo al Governo. Sono soprattutto le Regioni, in modo trasversale rispetto al colore politico delle singole amministrazioni, a premere per un irrigidimento delle regole che però eviti nuove chiusure. «Cerchiamo di guardare ai dati e alla risposte che può darci il mondo scientifico e gli organismi ufficiali - dice il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga -. I governatori non fanno gli stregoni, non hanno soluzioni miracolose trovate sui social, ma guardano ai dati che vengono forniti da Cts e Iss. Questi dati testimoniano che il vaccino funziona e funziona bene».
La Sardegna non ha ancora assunto una posizione così netta, né per bocca del presidente né attraverso le parole dell’assessore alla Sanità. Posizione netta presa invece da Giovanni Toti, presidente della Liguria: «Ho ribadito anche ieri al Governo che non c'è tempo da perdere, che è necessario prende provvedimenti subito per dare certezze a tutto il comparto economico e alle imprese, dicendo loro che sarà un Natale aperto e non chiuso. Dobbiamo far sapere ai cittadini che hanno fatto il loro dovere e che si sono vaccinati che i loro bar, le loro imprese, i loro ristoranti e la loro vita sociale potrà andare avanti».
Molto si gioca, ancora una volta, sulla sorte della campagna vaccinale e in particolare sulle terze dosi: «Adesso la priorità è accelerare sulle terze dosi vaccinali anti-Covid - dice Massimo Ciccozzi, direttore dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma - perchè per tantissime persone sono trascorsi sei mesi dal ciclo primario e c'è dunque un calo dell'efficacia e copertura vaccinale, e dobbiamo rimettere le mascherine anche all'aperto se ci sono assembramenti, perchè i casi Covid sono in aumento ed il contagio è sempre possibile pure con la vaccinazione, ma si riduce la malattia grave e l'ospedalizzazione». (r.pe.)
Diverso il discorso su scala nazionale: «Per la terza settimana consecutiva registriamo un incremento del 20% nel dato di mortalità per Covid. Si tratta nella stragrande maggioranza di non vaccinati, la cui età media si abbassa a circa 60 anni. Alla terza settimana, che è in corso e conferma questi numeri, tale andamento diventa trend», dice Amerigo Cicchetti, direttore di Altems, l'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica di Roma. Secondo Cicchetti, per invertire il trend bisogna «intervenire subito» e la prima misura è «incentivare fortemente le terze dosi, anche riaprendo gli hub delle metropoli da poco chiusi».
Se la situazione non dovesse migliorare potrebbero esserci nuove restrizioni e le regole varranno per tutti, anche per chi è stato più virtuoso. Allora bisogna fare attenzione a quello che si sta decidendo al Governo. Sono soprattutto le Regioni, in modo trasversale rispetto al colore politico delle singole amministrazioni, a premere per un irrigidimento delle regole che però eviti nuove chiusure. «Cerchiamo di guardare ai dati e alla risposte che può darci il mondo scientifico e gli organismi ufficiali - dice il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga -. I governatori non fanno gli stregoni, non hanno soluzioni miracolose trovate sui social, ma guardano ai dati che vengono forniti da Cts e Iss. Questi dati testimoniano che il vaccino funziona e funziona bene».
La Sardegna non ha ancora assunto una posizione così netta, né per bocca del presidente né attraverso le parole dell’assessore alla Sanità. Posizione netta presa invece da Giovanni Toti, presidente della Liguria: «Ho ribadito anche ieri al Governo che non c'è tempo da perdere, che è necessario prende provvedimenti subito per dare certezze a tutto il comparto economico e alle imprese, dicendo loro che sarà un Natale aperto e non chiuso. Dobbiamo far sapere ai cittadini che hanno fatto il loro dovere e che si sono vaccinati che i loro bar, le loro imprese, i loro ristoranti e la loro vita sociale potrà andare avanti».
Molto si gioca, ancora una volta, sulla sorte della campagna vaccinale e in particolare sulle terze dosi: «Adesso la priorità è accelerare sulle terze dosi vaccinali anti-Covid - dice Massimo Ciccozzi, direttore dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma - perchè per tantissime persone sono trascorsi sei mesi dal ciclo primario e c'è dunque un calo dell'efficacia e copertura vaccinale, e dobbiamo rimettere le mascherine anche all'aperto se ci sono assembramenti, perchè i casi Covid sono in aumento ed il contagio è sempre possibile pure con la vaccinazione, ma si riduce la malattia grave e l'ospedalizzazione». (r.pe.)
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