Cala l’età dei contagiati Gallura la zona più colpita

Desta preoccupazione l’aumento dei casi tra i bambini della fascia 5-11 anni

SASSARI. Forse in Sardegna non si può parlare ancora di quarta ondata: anche i dati di ieri (39 contagi, anche se a fronte di poco più di 3mila test con un tasso di positività salito quindi dall’1 all’1,2 per cento) non sono troppo allarmanti. Ma ci sono altri dati che invece preoccupano.

Uno su tutti: l’abbassamento dell’età media dei contagiati e la sempre maggiore diffusione tra i bambini della fascia 5-11 anni. Questi ultimi sono dati emersi dall’analisi dell'Ats Sardegna, illustrati ieri pomeriggio a Sassari in un incontro organizzato dal Dipartimento di prevenzione Zona Nord diretto da Francesco Sgarangella.

L’età media dei contagiati in questi ultimi giorni si è attestata tra i 44 e i 45 anni. Ma l'allarme sta investendo anche le scuole, e i bambini della fascia 5-11 anni: a Sassari ci sono attualmente 3-6 situazioni delicate in diverse scuole con un caso accertato in una scuola dell'infanzia dove i positivi fra alunni e insegnanti sono già 10 dopo il primo giro di tamponi, ma è ancora in corso il tracciamento dei contatti.

Altro dato emerso dall’analisi dell’Ats: è la Gallura la zona della Sardegna con la più alta incidenza di contagi da Covid 19. Olbia è al momento il Comune con il più alto numero di persone positive al covid, ben 264. I Comuni con la più alta incidenza di contagi calcolati a 7 giorni su 100mila abitanti sono Luras (684), Osini (673), Padria (473), Ballao (404) e Palau (306), Bortigiadas (269) e Tempio Pausania (261).

«Tutti Comuni che con dati superiori ai 250 casi in 7 giorni per 100mila abitanti sono da considerare per le zone rosse locali», ha spiegato il funzionario dell'Ats, Paolo Tecleme.

Per quanto riguarda i contagi fra vaccinati e non, Tecleme ha spiegato che a incidere non è tanto il vaccino ma la circolazione del virus: se il virus circola molto anche i vaccinati con doppia dose da meno di sei mesi si infettano, ma non si ammalano. Su 20.378 positivi registrati dall'1 luglio a oggi, 11.896 non erano vaccinati, 2.907 avevano assunto una prima dose, 1.096 avevano fatto due dosi da più di sei mesi, 4.479 avevano assunto due dosi da meno di sei mesi. E il picco di contagi si è avuto in estate, quando in Sardegna c'erano anche milioni di turisti.

L’emergenza non è finita, anche se la diffusione del virus procede meno velocemente che altrove. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 12 (2 in più rispetto al giorno prima).

I pazienti ricoverati in area medica sono 52 (1 in più). 2.206 sono i casi di isolamento domiciliare (11 in più). Si registra il decesso di un uomo residente nella Provincia di Sassari.

E mentre a livello mondiale e nazionale impazza il dibattito sui nuovi criteri per il green pass, c’è chi chiede che anche le parafarmacie siano abilitate a effettuare i tamponi: «Di fronte ad una situazione grave e caotica, come quella delle file davanti alle farmacie, per la esecuzione dei tamponi non si può accedere alle parafarmacie, ma solo alle farmacie. Il ministro spieghi perché, - dice Bruno palmas, oristanese, segretario nazionale del Tribunale dei diritti e dei doveri del Medico. Ci sono infatti numerose proteste dei farmacisti delle parafarmacie nei confronti del divieto ad eseguire i tamponi antigenici nelle proprie strutture.

«Strutture regolarmente autorizzate e nelle quali si vendono farmaci di classe C, strumenti medicali, presidi di medicazione, ecc. da parte di professionisti che hanno le medesime caratteristiche professionali di coloro che operano nelle farmacie – prosegue Palmas -, col risultato incomprensibile di privilegiare gli interessi lobbistici di alcuni a danno di altri».

Palmas ricorda che «i parafarmacisti sono farmacisti con pieno titolo a praticare la professione» e chiede al ministro della Salute che siano «parte integrante del Servizio sanitario nazionale.



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