Energia troppo cara, la Glencore minaccia di fermare tutto
La Portovesme Srl si è detta pronta a fermare la linea di produzione zinco entro dicembre per i costi, sempre più elevati, dell’energia. E lavoratori e sindacati si preparano alla mobilitazione. Già...
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La Portovesme Srl si è detta pronta a fermare la linea di produzione zinco entro dicembre per i costi, sempre più elevati, dell’energia. E lavoratori e sindacati si preparano alla mobilitazione. Già oggi è in programma un incontro tra le sigle che rappresentano i circa 600 dipendenti dell'azienda per prendere le prime decisioni. Una riunione urgente perché i tempi sono strettissimi. La strategia sembra chiara: sollevare la questione energia - indicata dall'azienda come la causa dello stop annunciato - sino ai massimi livelli istituzionali. La Glencore interviene in un momento delicato, anche se un’azienda di quele dimensioni è garantita dalle oscillazioni del mercato con contratti pluriennali. «È un problema non solo sardo - spiega Emanuele Madeddu della Cgil - ma italiano, che riguarda ad esempio settori come la ceramica o le acciaierie. Va detto che in Sardegna si colpisce un territorio già fragile. Da noi con l'indotto si arriva a coinvolgere un migliaio di lavoratori». Mosse ancora da definire. «Ma è chiaro che la risposta sul prezzo dell'energia deve essere politica - chiarisce il sindacalista -. Il nostro interlocutore deve essere a Regione. Non tanto perché possa sbloccare la situazione, ma perché può aiutarci a portare avanti la battaglia a livello nazionale. Per questo intendiamo coinvolgere il più possibile anche i parlamentari sardi». «La Lega chiede con forza al governo un impegno, immediato e consistente, per tagliare le tasse statali sulle bollette e ridurre i costi, ormai insostenibili, per famiglie e imprese», ha detto il leader della Lega Matteo Salvini.
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