La Nuova Sardegna

Operazione della Gdf di Cagliari e dello Scico 

Ragazze costrette in schiavitù sgominata banda di nigeriani

di Luciano Onnis
Ragazze costrette in schiavitù sgominata banda di nigeriani

CAGLIARI. Cinque anni di indagini sottotraccia per smantellare un’organizzazione criminale nigeriana messa su con lo scopo di far arrivare in Sardegna e in tutto il territorio nazionale, giovani...

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Cinque anni di indagini sottotraccia per smantellare un’organizzazione criminale nigeriana messa su con lo scopo di far arrivare in Sardegna e in tutto il territorio nazionale, giovani donne da avviare alla prostituzione sotto costrizione e oppressione psicologica. Sono 40 le persone arrestate dagli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Cagliari e dal Servizio centrale investigativo criminalità organizzata (Scico) in diverse regioni d’Italia nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica del capoluogo sardo.

Il pubblico ministero Danilo Tronci ha chiesto per i fermati le misure cautelari restrittive a seguito di gravi indizi di delitti di “riciclaggio internazionale di proventi illeciti e di esercizio abusivo di attività di prestazione di servizi di pagamento".

Dei quaranta arrestati, dieci (cinque uomini e altrettante donne) avevano la loro base d’azione in Sardegna: Cagliari, Olbia, Iglesias, Quartu, Quartucciu e Decimomannu. In tutto sono 122 le persone, tutte di nazionalità nigeriana, indiziate di far parte di una complessa rete dedita ai reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di sfruttamento della prostituzione, con l’aggravante della transnazionalità. Cinquanta le nigeriane “liberate” dalla morsa dei loro sfruttatori, di cui 41 destinate alla prostituzione e 9 costrette all’accattonaggio in aree cittadine controllate dall’organizzazione, postazioni per cui pagavano un canone di 150 euro al mese. Tutte erano state convinte a venire in Italia con la promessa di un lavoro e di una vita migliore.

Le indagini erano partite da Cagliari nel 2016 dalle confidenze di una delle vittime della tratta, per poi toccare Olbia e altre diverse città italiane, soprattutto del nord. Il giro d’affari accertato è di quasi 2 milioni di euro, di cui 712mila sequestrati dai finanzieri. Ma i flussi di denaro verso la Nigeria e in partenza dall’Italia, sarebbero di oltre 11 milioni. «La rete creata dall’organizzazione criminale nigeriana – ha puntualizzato il colonnello Vittorio Capriello, comandante del Nucleo operativo di Cagliari – obbligava le giovani nigeriane, a fronte delle promesse di lecite opportunità lavorative nel nostro Paese, ad assumersi ciascuna debiti anche di 50 mila euro, comprendenti le spese del viaggio verso l’Italia. Debiti pesanti che, nel concreto, le vittime avrebbero dovuto saldare per ottenere in cambio la libertà ed evitare conseguenze lesive per loro stesse e i propri familiari in Nigeria».

Le ragazze, infatti, una volta reclutate e portate in Italia, venivano vessate e poste in uno stato di vulnerabilità psicologica, determinato anche dalla celebrazione di riti “voodoo” posti a garanzia del debito contratto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative